Episodio di omofobia a Trieste a capodanno: parte la denuncia

Simone V., 19 anni, è stato aggredito a capodanno da un cestista della squadra di basket

Ci risiamo con un ennesimo episodio di omofobia. Un devastante pugno sferrato nella notte di Capodanno alla discoteca del Molo Quarto, a Trieste, motivato solo dal fatto che la vittima è un ragazzo che, quella notte, se ne stava lì mano nella mano con il suo fidanzato. Questa la ricostruzione dell’avvocato della vittima, Simone V., di 19 anni.

A tirare quel pugno che addirittura ha fratturato l’orbita di Simone V., 19 anni, sarebbe stato un ex cestista di primo piano dell’Alma, la squadra di pallacanestro di Trieste, secondo la denuncia depositata ieri dall’avvocato Giovanna Augusta de’ Manzano: Hristo Zahariev, 26 anni, bulgaro (nella foto), che ha lasciato la società biancorossa solo un paio di settimane fa, «per ragioni puramente tecnico-sportive», ha sottolineato ieri il suo procuratore Matteo Comellini.

L’avvocato Giovanna Augusta de’ Manzano non ha dubbi: “Sarà il Tribunale a valutare le responsabilità. Certo è che la lesione subita dal mio cliente non trova giustificazione”. L’avvocato, da poco iscritta alla Rete Lendford, commenta così con noi l’accaduto: “L’omofobia è una piaga che ha ragioni nel sistema patriarcale ad oggi imperante, sistema che ‘punisce’ chiunque non segua scelti e comportamenti di massa e sia ‘diversamente desiderante’: in questo contesto, vi è poco spazio alla diversità non etero-normata e gesti di violenza quali quello accaduto ne sono la prova”.

Ma veniamo a Simone V., che, nella denuncia, racconta quanto è successo: «La notte del primo gennaio, attorno alle 3 del mattino, mi trovavo insieme al mio compagno Federico all’interno della discoteca Molo Quarto. Eravamo in atteggiamenti intimi ma discreti, tali da non lasciar dubbi circa la mia omosessualità». Il diciannovenne prosegue spiegando che «all’improvviso si è avvicinata a noi una coppia composta da un uomo molto alto e una donna. A un certo punto sono stato spinto. Mi sono girato e ho capito che quel gesto era stato fatto da un uomo in segno di disprezzo della mia persona». E ancora: «Il mio moroso ha protestato. Ma, per placare gli animi, prima che succedesse il peggio, mi sono rivolto alla morosa dell’uomo che mi aveva spinto dicendole di portarlo via». Inutile. «A quel punto, all’improvviso, mi viene sferrato un pugno all’occhio sinistro. Vengo colpito anche al naso e sento l’osso nasale che si spezza. Mi accascio a terra. Il sangue mi esce dal naso» prosegue Simone spiegando che il suo compagno «ha chiamato gli addetti alla sicurezza che mi hanno prestato assistenza e hanno fatto uscire dal locale l’aggressore. Il quale, mi hanno poi riferito, mi ha aspettato fuori dalla discoteca con alcuni amici». Simone V. si è reso conto della gravità delle lesioni riportate solo il giorno seguente, il 2 gennaio, quando è andato al pronto soccorso dell’ospedale di Cattinara: «Quando sono tornato a casa mi sono buttato a letto e mi sono svegliato solo al mattino seguente, quando ho sentito una forte nausea. Sono andato in ospedale e dopo qualche ora i medici mi hanno operato». L’intervento è servito a inserire una placca di titanio a sostegno dell’osso fratturato.

Da noi raggiunto, Simone ci rasserena sulle sue condizioni, a distanza di un mese dal fattaccio, ma non ha dubbi: “so come la pensa chi compie gesti del genere, ma purtroppo non si evolve, nonostante la società dovrebbe cambiare: dall’aggressore mi aspetto poco o nulla, se è arrivato a compiere un atto così tremendo”. Sui motivi che lo hanno spinto a presentare denuncia, anche qui Simone ha le idee chiare: “l’ho fatto certamente per me, ma soprattutto per gli altri, perché è giusto che la gente venga a conoscenza di episodi di questa gravità: solo così potremo avere la speranza di cambiare le cose“.

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La versione del giocatore, però, è ben diversa. E la rende nota Michele Facci, il suo avvocato di Bologna, annunciando una querela nei confronti di Simone: «Hristo Zahariev ha solo reagito. È stato l’altro ragazzo ad aggredirlo per primo. Tant’è che il cestista ha subìto anche un taglio al cuoio cappelluto». E, subito dopo, aggiunge: «Per lo sportivo la questione sembrava essere risolta. Solo un pugno preso e un pugno dato. Un deprecabile episodio tra due ragazzi. Ma senza questioni di omofobia».