Francesca Pascale e Vittorio Feltri si iscrivono ad Arcigay

Arcigay è di sinistra? Quando si tratta di diritti civili non esistono destra o sinistra”

Ieri, mentre l’Onda Pride attraversava 10 città d’Italia, la segreteria di redazione de Il Giornale ha diffuso questa nota: “Francesca Pascale e Vittorio Feltri annunciano la loro iscrizione all’Arcigay poiché ne condividono le battaglie in favore dell’estensione massima dei diritti civili e della libertà”.

Sì, stiamo parlando della Pascale, attuale fidanzata di Silvio Berlusconi e di Feltri, editorialista de il GIornale. Entrambi di centro-destra.

Si tratta di un “gesto simbolico” – spiega Feltri – per “affermare al massimo la necessità di estendere al massimo i diritti civili”. “Noi – continua l’editorialista del Il Giornale – siamo per la libertà, senza discriminazioni, convinti che sia necessario superare i pregiudizi che generano equivoci, banalità, insulti noiosi e stupidi.”

Giusto un anno fa, ai microfoni del La Zanzara Feltri si era espresso a favore del matrimonio egualitario e delle adozioni per le coppie gay. Anche la decisione di Francesca Pasquale non arriva a sorpresa. Poche settimane fa, in un’intervista al Corriere, si era scagliata contro Forza Italia: “siamo liberali fino in fondo e non soltanto quando ci interessa o quando ci fa comodo – e poi l’affondo – Va bene rispettare ciò che dice la Chiesa, ma la Chiesa deve rispettare anche la libertà di uno stato laico e non confessionale, altrimenti si sconfina nella discriminazione di chi non è cattolico”.

“Ma perché non limitarsi a prendere posizione, e iscriversi addirittura all’Arcigay?” chiede Il Giornale: “Volevamo fare qualcosa di decisivo – risponde la Pascale – Oltre alle parole bisogna avere un secondo coraggio: agire! L’iscrizione era l’unico gesto concreto, per ora”. Il giornalista incalza sottolineando che Arcigay sia una associazione politicamente schierata a sinistra ma questo non è per lei un problema: “Credo che le battaglie per i diritti civili non abbiano bandiere né ideologie di parte. E se l’Arcigay accetterà la nostra iscrizione credo che lo farà sapendo perfettamente che non abbiamo in programma di diventare di sinistra”.

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Simbolico o no, la notizia non ha mancato di suscitare reazioni in rete. In molti, infatti, si chiedono se dietro questa mossa, preceduta qualche settimana fa da un’intervista a Francesca Pascale piuttosto possibilista sui diritti lgbt, non ci sia una strategia di recupero da parte di Forza Italia, pesantemente punita dagli elettori alle scorse elezioni europee. Del resto, il Giornale ha spesso pubblicato articoli oggetto di forti critiche da parte della comunità lgbt per i toni decisamente poco friendly, per non dire omofobi. Basterebbe ricordare, tra tutti, il “caso Boffo”, ex direttore dell’Avvenire costretto alle dimissioni dopo che proprio il Giornale aveva pubblicato una presunta informativa in cui si definiva “noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni”. Ma di esempi se ne potrebbero fare molti altri (qui , qui e qui se ne possono trovare alcuni).

Per non parlare del fatto che lo stesso Feltri è stato riconosciuto come omofobo da una sentenza di un tribunale , non più tardi del 2011 e nell’ottobre del 2013 aveva dichiarato di seguire le orme di Carlo Taormina e di non volere che i gay gli si avvicinassero a meno di un metro . Senza volere negare a nessuno il diritto di cambiare opinione, sono certo precedenti pesanti da cui smarcarsi.

“Siamo lieti di accogliervi – apre le porte il presidente nazionale di Arcigay – Ma la tessera Arcigay non è solo un atto di testimonianza, comporta impegni da prendere in prima persona”. Flavio Romani rilancia l’invito con due proposte. La prima è per Feltri, in passato autore di “frasi ostili” a cui chiede “l’apertura di uno spazio di discussione sul linguaggio giornalistico per mettere al bando da quel linguaggio il sessismo, gli stereotipi, la violenza“. E la seconda a Francesca Pascale: a lei l’invito a “farsi capofila di un movimento all’interno di Forza Italia, che metta al centro le nostre istanze e che ci porti entro settembre ad avere un numero consistente di parlamentari azzurri disposti a sostenere e migliorare le proposte di legge che riguardano le persone lgbt”.

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C’è molto da fare in questo Paese – conclude Romani – non fateci mancare il vostro aiuto”.