In Friuli la Lega accontenta gli omofobi: la regione esce dalla rete anti-discriminazioni

Filippo Savarese scrive il suo desiderio su Twitter, la nuova giunta di centrodestra lo accontenta subito.

Un anno e una nuova giunta dopo, il Friuli Venezia Giulia esce dalla rete READY. L’assessora della Lega: “Indebito indottrinamento”.

La Regione Friuli Venezia-Giulia del neogovernatore leghista Massimiliano Fedriga ha abbandonato la rete READY, il network delle amministrazioni locali contro le discriminazioni per l’orientamento sessuale e l’identità di genere.

La decisione, arrivata dopo solo un mese dall’insediamento, si inserisce nella nuova linea in materia di politiche di inclusione sociale e antidiscriminazione promossa da Fedriga, che ha parlato chiaramente di “famiglia naturale come cardine della società”.

A caldeggiare fin da subito l’uscita dalla rete READY sono stati i gruppi omofobi e integralisti cattolici, che da tempo hanno instaurato un dialogo privilegiato con la nuova Lega di Matteo Salvini. In questo caso era stato Filippo Savarese, promotore del famigerato bus no-gender, a incalzare Fedriga.

Il centrodestra regionale rimarca come sul tema della lotta alle discriminazioni esistano già strumenti e figure apposite in Friuli e nelle famiglie. Alla rete READY viene rimproverato di aver “approvato un documento vincolante, che prevede una serie di attività aventi a oggetto esclusivamente le tematiche attinenti a Lgbt, lesbiche, gay, bisessuali e transgender”.

Mentre il M5S ha scelto di astenersi sulla vicenda, protesta il PD, con l’ex governatrice Debora Serracchiani che scrive: “La Lega fa il primo passo verso l’intolleranza: da oggi in Fvg le minoranze di qualsiasi genere saranno meno garantite”.

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