L’Europa condanna Mosca: “Il no al Pride è contro i diritti”

La Corte per i diritti umani di Strasburgo ha condannato la Russia a pagare una multa per avere violato i diritti di riunione della comunità lgbt: “possibili disordini non sono ragione sufficiente”.

La Corte europea per i diritti umani di Strasburgo ha stabilito oggi che la Russia sarà multata per aver violato i diritti dei gay nel vietare lo svolgimento del Gay Pride e di altre manifestazioni nel Paese, riferisce Interfax. Il caso era stato posto alla Corte europea dall’attivista russo per i diritti dei gay Nikolai Alexeyev che ha accusato Mosca di aver violato i principi sanciti dalla Convenzione Europea che Mosca deve rispettare in quanto membro del Consiglio d’Europa. La Corte di Strasburgo ha riconosciuto la violazione del diritto di aggregazione e la colpa di discriminazione e ha ordinato a Mosca il pagamento di 29.510 euro ad Alexeyev per le spese legali sostenute.

"E’ simbolico che l’annuncio di questa decisione giunga nel giorno in cui si insedia a Mosca il nuovo sindaco, Sergei Sobyanin – ha commentato Alexeyev – una coincidenza che segna una nuova rotta nei rapporti tra la comunità gay e le autorità. Spero che il nuovo sindaco abbia un atteggiamento più progressista rispetto al suo predecessore e che tenga conto che questa sentenza non condanna solo l’intolleranza nei confronti della comunità gay ma si riferisce anche alle altre attività pubbliche in città". 

"Il semplice rischio che una manifestazione occasionale possa causare problemi non è sufficiente per giustificare il divieto. Se si vietassero tutte le manifestazioni per tale motivo, si impedirebbe alla società di ascoltare opinioni diverse solo perché potrebbero urtare la sensibilità della maggioranza", ha stabilito la Corte riferendosi al fatto che l’allora sindaco di Mosca aveva addotto come motivazione, per vietare la manifestazione, i possibili disordini e il suo obbligo di proteggere i diritti degli altri cittadini. La Corte ha ritenuto che "le considerazioni di sicurezza abbiano avuto un’importanza secondaria nelle decisioni delle autorità, principalmente guidate dai valori morali della maggioranza".

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Nikolay Alexeyev parteciperà ai lavori del IV Congresso dell’Associazione Radicale Certi Diritti che si svolgeranno a Roma nei giorni 27 e 28 novembre 2010.Nel 2007, durante il Pride di Mosca che si concluse con violente cariche della polizia, a portare supporto agliattivisti russi, erano arrivati dall’Italia, l’allore eurodeputato dei radicali Marco Cappato, il funzionario del parlamento europeo Ottavio Marzocchi e Vladimir Luxuria che nel 2007 era deputata di Rifondazione Comunista.

"Oggi la Corte Europea dei diritti dell’uomo afferma chiaramente che, anche nella Russia autocratica di Putin e Medvedev, i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali devono essere garantiti e la libertà di espressione e associazione non può, per nessuna ragione, essere messa in discussione –  si legge in una nota di Stefano Bucaioni, responsabile relazioni internazionali di Arcigay -. Arcigay si congratula con Nikolas e con tutta la rete di attivisti di Human Rights Project GayRussia per il prezioso lavoro fatto e per il coraggio di portare le proprie convinzioni fino in fondo senza farsi intimidire".