“La strage di Srebrenica fu colpa dei soldati gay”

La dichiarazione shock è del generale John Sheehan, ex comandante delle forze Nato. Il militare ha esposto la sua teoria al senato statunitense proprio mentre parla di abolire il Don’t ask don’t tell.

Tutti ricorderete il massacro di Srebrenica, considerata la più efferatastrage d’Europa dalla fine sella Seconda guerra mondiale, in cui morirono 8372 tra uomini adulti e ragazzi, tutti musulmani bosniaci, trudicati dalle truppe serbo-bosniache guidate dal comandante Mladić, nonostantel a zona fosse sotto la tutela delle Nazioni Unite.

Era il 1995 e la guerra era quella di Jugoslavia.

John Sheehan, un generale americano in pensione, ex comandante delle forze Nato, durante un’audizione al Senato americano, ha esposto l’agghiacciante teoria secondo la quale, quella terribile strage sarebbe avvenuta per colpa della presenza, negli eserciti europei, di gay dichiarati. Per questa ragione, le forze Nato non riuscirono a proteggere l’area.

«Il crollo dell’Unione Sovietica – ha dichiarato Sheehan – ha spinto gli eserciti europei, compreso quello olandese, a credere che non ci fosse più bisogno di persone dalla forte capacità di combattimento. Quindi hanno cominciato ad allargare le maglie del reclutamento, ammettendo anche i gay dichiarati». La testimonianza shock del generale arriva proprio mentre il senato discute dell’abolizione del Don’t Ask Don’t Tell.

Immediata la reazione indignata dell’Olanda per bocca dell’ambasciatore a Washington Renee Jones Bos. «Vorrei ricordare con orgoglio il contributo che gay e lesbiche hanno dato e danno quotidianamente alle nostre forze armate ormai da decenni distinguendosi in tanti teatri di guerra, e oggi in Afghanistan – ha sottolineato Bos -. La missione olandese a Srebrenica è stata studiata e valutata da molti rapporti a livello nazionale e internazionale, ma nessuno di loro ha mai individuato alcuna relazione tra la strage dei musulmani e la presenza di soldati gay».

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