Lucrezia Valia: “Sono una trans, non sono una puttana!”

Sedici anni dopo parla l’indimenticata Fata Ignorante di Ferzan Ozpetek

L’appuntamento è al Pigneto alle 19, perché lei alle 20:30, massimo le 21, vuole andare a letto. Strano il percorso di Lucrezia Valia, l’indimenticata Fata Ignorante del film cult di Ferzan Ozpetek che, tra pochissimi giorni, festeggerà il suo sedicesimo compleanno. Arriva in perfetto orario accompagnata dalla sua inseparabile bici. E’ rimasta uguale alla Mara del film; ha solo i capelli più lunghi e più biondi. “Oramai ho quasi cinquant’anni” mi confida una raggiante Lucrezia Valia e aggiunge: “sono diventata più matura e decisamente più consapevole. Ho smesso di voler essere a tutti i costi bella, giovane e troia”. Davanti ad un cocktail a base di zenzero e cannella mi inizia a parlare del suo lavoro di vendeuse, delle sue colleghe transessuali, del perché non ha più recitato e del suo desiderio di sentirsi sempre “libera”.

Ci sono attrici che recitano da una vita senza che nessuno le ricordi e poi c’è lei che, da quindici anni, resta l’indiscussa Fata Ignorante di Ferzan Ozpetek. Qual è il segreto?

Il segreto è l’autenticità. Ancora oggi molte persone mi dicono che, grazie a Mara, hanno trovato il coraggio e la forza di uscire allo scoperto. Le pare poco?

Che ne è rimasto di quel film?

La nuova concezione di famiglia: fatta di compassione, amore e amicizia. Un mondo sospeso tra lacrime e risate.

Poi, nel 2012, un piccolo cameo in Magnifica Presenza..

Quel cameo è stato bellissimo. E’ stata un’esperienza straordinaria che avrei voluto non finesse mai. Rispetto a Le Fate Ignoranti, me la son goduta di più. Ho avuto una consapevolezza diversa. E poi quel film mi ha permesso di conoscere Paola Minaccioni: una donna, un’amica e soprattutto un’attrice straordinaria.

Si è mai chiesta perchè Ferzan Ozpetek sia stato così poco generoso con lei?

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No, assolutamente. Ferzan è un caro amico e so che posso contare su di lui, così come lui può contare su di me. Non esistono solo i favori cinematografici e lavorativi. E poi, mi scusi: non è mica finita qui! Più divento matura e più mi allontano dallo stereotipo della transessuale che vuole essere per forza bella, giovane e troia. Anche se, allo stesso tempo, più divento matura e più interessanti possono essere i ruoli cinematografici o teatrali.

Perché ha smesso di recitare?

(ride, ndr) Ho smesso di recitare anche se, a dire il vero, non ho mai iniziato. Scherzi a parte, ho smesso di recitare perché un lavoro interessante ce l’ho. Ho un contratto a tempo indeterminato e una busta paga. Io sono una persona seria, amo il mio lavoro, amo la moda, amo la mia azienda e amo il mio Presidente: uomo di grande cultura e coraggio.

Mi scusi: di quale Presidente sta parlando? Renzi? Mattarella?

Scherza? Sto parlando del Presidente della mia azienda. Il primo a far lavorare una transessuale e il primo a dare giorni di ferie per matrimoni gay. Capisce l’avanguardia e la correttezza di quest’uomo?

Oggi fa l’addetta alle vendite in un prestigioso negozio del centro storico romano. Non ha mai pensato: chi diavolo me l’ha fatto fare?

No, mai. Comunque dal 12 Maggio tornerò a Teatro, al Teatro Testaccio, con la commedia: “Camera con svista”, per la regia di Luisa di Maso. Ora per me inizierà un periodo di grande lavoro e grande stress, perché non ho intenzione di lasciare, nemmeno un giorno, il mio lavoro di vendeuse.

Cos’è che le disse Aldo Busi quella volta?

Eravamo in Via Margutta a Roma. Mi fermai per congratularmi con lui, e mi chiese di cosa mi occupavo. Gli parlai di me, gli mostrai la boutique e lui mi disse: “Brava, complimenti, ma non credere che il lavoro che svolgi non sia una forma di prostituzione. Tu vendi l’anima e c’è chi vende il corpo!”

E cosa pensa che sia meglio: chi vende l’anima o chi vende il corpo?

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Cosa è meglio non lo so. So solamente che dopo quell’affermazione l’ho amato ancor di più.

Piuttosto, perché il mondo transessuale continua a preferire il marciapiede rispetto ad un lavoro qualsiasi?

La nostra società penalizza e discrimina. Per molte di noi è più facile non uscire allo scoperto. Prostituirsi è più comodo. I soldi facili, purtroppo, danno alla testa, ma alla fine dei giochi si paga un conto molto, ma molto salato. La famosa legge “causa effetto”.

Pensa che sia ancora così difficile per una transessuale essere accettata nella società attuale?

Noi transessuali siamo rimaste forse le ultime da accettare. Amare una transessuale è ancora qualcosa da fare di nascosto e noti bene: ho detto amare e non scopare. Quanta ignoranza in circolazione.

Ha visto Rebecca de Pasquale al Grande Fratello?

Mi dispiace deluderla, ma io non guardo la televisione. Vado a letto presto, dopo il tg, come i bambini.

E Vittoria Schisano sulla copertina di Playboy?

Si che l’ho vista. Vittoria è una ragazza molto cara. L’ho conosciuta e mi piace davvero tanto.

Non pensa che si stia strumentalizzando un po’ troppo la propria condizione sessuale?

Forse si, ma se serve a farci conoscere come persone perché no? Purtroppo ci vedono sempre e solo come delle Vixen perverse. Ed è da qui che viene tutto il mio malessere interiore. Ma i cieli sono immensi, cantava qualcuna.

Com’è stato essere una transessuale negli anni in cui era davvero tutto un tabù?

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Se mi soffermo a pensare alle mie sorelle transessuali degli anni passati, mi commuovo. E’ stata durissima per loro e se oggi siamo più libere e accettate, lo dobbiamo anche grazie a loro.

Il successo cinematografico è servito ad anestetizzare il chiacchiericcio generale?

Il successo è indolore e non ha sapore. Un po’ mi aiutato, questo non posso negarlo, ma le umiliazioni, le discriminazioni e le risatine sotto i baffi, ci sono ancora oggi.

Lei è vegetariana, sportiva, amante dello yoga ed è persino del segno del Sagittario. Insomma: le ha tutte. Cos’è che le manca?

Mi manca il vero amore. Ma se ci penso, la prima cosa che mi chiedo è: “ma se poi arriva, dove lo metto? In quale spazio posso sistemarlo?” Infondo vado a letto presto, mi sveglio prestissimo, pratico yoga, sono sportiva a livelli inenarrabili, sono buddista, non magio carne se non quella umana, sono una grande lavoratrice, amo la moda, il cinema, la poesia e la bellezza in tutte le sue espressioni. Viaggio in bici e mi alleno tutti i giorni per amare incondizionatamente soprattutto chi non mi ama.