Marrazzo: trans Brenda trovata morta, carbonizzata

Nel giorno della memoria per le vittime transgender, il corpo di Brenda, la trans coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo, è stato trovato carbonizzato questa mattina all’interno di un appartamento.

Il corpo del transessuale Brenda, coinvolta nella vicenda di Piero Marrazzo, e’ stato trovato carbonizzato all’interno di un appartamento in via Due Ponti a Roma stamani. Lo si apprende da fonti investigative sul posto gli agenti della polizia scientifica della questura di Roma. Accanto a lei c’erano delle valigie pronte, segno che probabilmente era pronta a partire. Il suo pc, inoltre, è stato trovato nel lavandino dell’appartamento, bagnato come se fosse stato immerso nell’acqua. Il computer è stato portato via dagli uomini della Squadra Mobile della Questura di Roma

Lo scorso 8 novembre, era stata protagonista di un episodio di violenza nella Capitale, in via Carlo Pirzio Biroli. In quella occasione Brenda,  probabilmente dopo una rissa, era stata aggredita e rapinata del cellulare. I Carabinieri che erano intervenuti sul posto la avevano trovata in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcool e con alcune escoriazioni, per le quali avevano richiesto l’intervento dei sanitari del 118. Soccorsa in ospedale, era stata visitata e dimessa con prognosi di 5 giorni.

Brenda aveva più volte ribadito la sua estraneità alla vicenda del video che ha incastrato l’ex governatore del Lazio. «Non ho mai avuto rapporti con Marrazzo. Si è visto da queste parti, ma io non c’entro niente, non so niente», aveva detto ai cronisti. «E’ stato con Natalie – aveva aggiunto – – l’ha detto anche lui».

Il legale di Marrazzo, Luca Petrucci, ha giudicato la vicenda «inquietante». «Non posso pensare che la settimana scorsa questa persona e’ stata aggredita e rapinata e da poche ore e’ morta bruciata". «Vanno approfondite le cause, capire cosa c’è dietro. Anche se non ho nessun elemento per aggiungere qualcosa in più, se non quello che apprendo dai media, dico che forse le indagini stanno scoperchiando un sistema simile a quello della Uno bianca – ha aggiunto – dove si mettevano tra l’altro a tacere i testimoni«. «In questo senso – ha concluso il legale – ritengo giusto mettere sotto protezione Natalie, l’altro transessuale testimone del blitz di cui è stato vittima Marrazzo». La procura di Roma intende procedere per il reato di omicidio volontario.

«È difficile credere che quella di Brenda sia una morte accidentale o un suicidio – dice Sergio Rovasio, segretario di Certi Diritti – . Crediamo invece che quanto avvenuto sia esattamente quello che un banalissimo copione di film gialli avrebbe previsto  per ‘eliminare’ una persona ‘scomoda’, che poteva dare fastidio a qualcuno che si ritiene intoccabile, certamente ‘altolocato’ come molti lo sono in modo miserabile in questo paese. Purtroppo questa è l’Italia di oggi, che vive simili tragedie come se nulla fosse. Brenda sarà ‘usata’ da qualche lacchè di regime, da qualche viscido servo che strumentalizzerà la sua immagine per alimentare un po’ di cronaca nera parlando di ‘misteri italiani’, di cui non gliene importa davvero nulla, e nemmeno gli importa della condizione e del contesto nel quale le persone transessuali sono costrette a vivere.

La presidente di Azione Trans, Francesca Eugenia Busdraghi e l’associazione GayLib (gay di centrodestra) hanno espresso sconcerto.

Ti suggeriamo anche  Lo scrittore Ian McEwan premiato col Bottari Lattes Grinzane: “Una trans col pene è un uomo”

«Proprio oggi, giornata internazionale del ricordo delle troppe transessuali uccise nel mondo (TDOR) ci chiediamo – dichiara Francesca Eugenia Busdraghi –  se la Magistratura non avrebbe dovuto tenere sotto sorveglianza e protezione la testimone chiave di una vicenda sempre più ingarbugliata. La risposta, purtroppo, ce l’abbiamo già – prosegue Busdraghi –  e nel dolore umano per la morte violenta quanto misteriosa di una persona, non possiamo non affermare che probabilmente il fattaccio si sarebbe potuto e dovuto evitare attraverso accortezze che comunemente vengono garantite ai protagonisti di fattispecie simili». «Di certo la trans – conclude la presidente di Azione Trans – si era trovata in un affare molto più grande di lei e, non scordiamolo, appena la settimana scorsa era stata vittima di una violenta aggressione, addebitata da una stampa a un gruppo di romeni. Ora leggiamo di una fine tanto terribile. Crediamo vi sia almeno materiale sufficiente a riflettere».

«E’ sconvolgente – aggiungono il presidente nazionale e il segretario politico di GayLib, Enrico Oliari e Daniele Priori – che nella vicenda torbida che ha visto coinvolto l’ex governatore Piero Marrazzo nell’arco di due mesi ci si trova a contare il secondo morto. La vicenda sta oggettivamente assumendo contorni oltremodo foschi e il pensiero che vi potrebbero essere, stando sempre alle dichiarazioni delle trans e dello spacciatore morto a settembre, altri personaggi politici coinvolti dei quali non si conoscono i nomi, fa semplicemente rabbrividire. Da ultimo, al di là di ogni altra considerazione – concludono Oliari e Priori –  non si può oggi non rivolgerle  un pensiero di profonda pietà alla povera Brenda oltre all’auspicio che la magistratura faccia definitivamente luce su una brutta storia che si sta aggravando di giorno in giorno».