Milano: arriva la casa rifugio per le vittime di omofobia

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Il rifugio verrà realizzato in un bene confiscato alla mafia dalla giunta Pisapia

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Un nuovo, meraviglioso progetto è stato annunciato dalla giunta Pisapia e verrà realizzato entro la fine del mandato: un centro accoglienza per le persone vittime di discriminazione e atti di omofobia. Un luogo protetto dove i membri della comunità LGBTI colpiti da soprusi e violenze potranno trovare un aiuto e un rifugio, per qualche mese.

La casa rifugio verrà probabilmente realizzata in uno dei beni recentemente recuperati dal Comune di Milano e appartenenti in precedenza alla mafia, e che saranno oggetto nei prossimi tempi di riqualificazioni: l’amministrazione comunale sta cercando un ente adatto alla gestione del progetto, che possa avere visibilità nella comunità omosessuale milanese.

La giunta Pisapia da sempre si è schierata a favore dei diritti LGBTI, come abbiamo raccontato nel corso di questi mesi, concedendo il patrocinio e numerosi eventi e dando la possibilità di realizzare molte iniziative: prima fra tutte il Gay Pride al quale ogni anno il sindaco ha partecipato con gioia, ma anche il flashmob #SvegliaItalia del 23 gennaio, in favore dell’approvazione in Senato delle unioni civili. Non è da dimenticare neanche la Casa dei Diritti, istituita in via De Amicis 10, dove nel 2015 un Centro di ascolto LGBTI ha accolto moltissimi ragazzi, soprattutto giovani, maltrattati fisicamente e verbalmente per via della loro sessualità offrendo loro rifugio.

manifestazione-milano-temposcaduto-baseLa realtà cosmopolita di Milano, che accoglie persone provenienti da realtà italiane molto varie, è perfetta per un progetto del genere: alla Casa dei Diritti sono arrivati spesso ragazzi provenienti dal Sud Italia che cercavano conforto dalla non accettazione della loro famiglia, o transessuali che durante il delicato periodo di transizione hanno bisogno di un aiuto morale e anche materiale che dai familiari non avrebbero.

Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali, afferma: “Milano si conferma uno straordinario laboratorio nazionale contro le discriminazioni“. Anche Yuri Guaiana, segretario dell’associazione radicale “Certi Diritti”, si dichiara felice anche se con cautela: “L’idea è pregevole e da farsi, è evidente che in una grande città che raccoglie persone che vengono anche da realtà più piccole un servizio di questo tipo sarebbe importante. Faccio fatica che si riesca a realizzare in così poco tempo, ma l’idea è significativa”.

Sperando nella tempestività della realizzazione del rifugio, vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questo ambizioso progetto.

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