Parte la campagna del Governo contro l’omofobia

Come promesso, il ministro Mara Carfagna ha presentato oggi una campagna di manifesti, volantini e spot televisivi contro l’omofobia. Investiti 2 milioni di euro. E’ la prima volta in Italia.

"Nella vita certe differenze non possono contare. Rifiuta l’omofobia". E’ questo lo slogan della nuova campagna sociale presentata oggi dal Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. L’immagine del volantino è formata da tre scritte: "omosessuale", "eterosessuale" e "non importa" con una x di scelta su quest’ultima.

Sul retro un testo che spiega che cosa è l’omofobia con un conetto centrale: "L’omofobia è una malattia dalla quale si può guarire". L’investimento di due milioni di euro. Per «la prima campagna di questo genere organizzata da un governo in Italia» – come ha rivendicato con soddisfazione il ministro nel corso della presentazione a Palazzo Chigi – sono stati investiti due milioni di euro.

«Sono riuscita a rompere un piccolo tabù – ha esordito il ministro – facendo rientrare la lotta all’omofobia tra i compiti del governo». Carfagna ha ricordato gli ultimi, «gravi episodi» di violenze ai danni di persone omosessuali avvenute a Roma e in altre città, e ha spiegato che per questa campagna, che comprende un efficace spot televisivo ma anche opuscoli da distribuire nelle scuole, si è voluta affidare «alle migliori agenzie creative».

Importante, inoltre – ha sottolineato – è stato il contributo fornito dalle associazioni lgbt, che oggi sono intervenute in massa alla presentazione dell’iniziativa esprimendo, tutte, giudizi positivi. Anche le associazioni dei transessuali, che sebbene la campagna non li citi hanno avuto assicurazioni, dal ministro, che questo è solo un primo passo. «Vedo il bicchiere mezzo pieno – ha infatti detto Carfagna – per ora mi contento di questo. Ma la lotta alla transfobia è tra le nostre priorità e cercheremo di fare azioni concrete in questo senso. Sono spiacevolmente colpita ogni qual volta leggo storie che rivelano la persistenza dell’equazione transessuale- prostituzione-droga».

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«Spesso i reality show pur di fare audience usano le differenze», ha detto riferendosi al Grande Fratello e al caso Marrazzo. «Conosco tante persone transessuali che fanno una vita normale. Per noi le differenze non contano, ma per combattere gli stereotipi serve anche l’aiuto dei mass media. E in questa battaglia, i reality non ci aiutano. Occorre invece abbattere il muro di pregiudizio nei confronti di omosessuali e transessuali». 

Infine, Mara Carfagna ha annunciato che «finanzierà, con 500 mila euro, un’indagine Istat sul fenomeno omofobia, i cui risultati arriveranno entro il 2011».

Guarda lo spot del governo contro l’omofobia (a destra della pagina)

Scarica il volantino (pdf)