Politica: da Rimini Andreotti dice a Prodi “niente Pacs”

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Al Meeting di Comunione e Liberazione si riparla di Pacs. Andreotti li liquida come perdita di tempo, Mastella si dichiara contrario ma aggiunge che nel caso passassero il...

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RIMINI – Applausi e ovazioni al meeting annuale di Comunione e Liberazione per l’apparizione sul palco del senatore a vita Giulio Andreotti, che del Meeting non si perde un’edizione, e del ministro della giustizia Clemente Mastella. Il tema dell’evento era “Il lavoro in carcere” ma visto che c’erano i due ferventi cattolici non si sono certo lasciati sfuggire l’occasione per dire qualcosa anti-Pacs. Musica per le orecchie dei presenti al meeting, che notoriamente invocano il punitivo intervento divino per chiunque osi avventurarsi in qualunque cosa che stia al di fuori del “sacro” matrimonio, rigorosamente lui-lei s’intende.
Andreotti ha detto che «Su temi etici come i Pacs il presidente Prodi ha un vantaggio nel resistere alle richieste eccessive della sua maggioranza: i senatori a vita che sono determinanti per la tenuta del governo.» Il sette volte presidente del consiglio ha aggiunto: «Prodi sa bene che la maggioranza dei senatori a vita voterebbe no a una legge che istituisca i Pacs. E allora, a quanti nell’Unione li chiedono, Prodi può tranquillamente dire che predisporre un testo di quel genere è inutile, tanto in Senato non passerebbe in quanto non ci sarebbero abbastanza voti.»
Meno categorico Mastella, che ha ribadito il suo no ai Pacs perché «In ordine a fatti che richiamano valori, come i Pacs, non può essere posta di mezzo la questione programmatica.» Il ministro della giustizia ha detto che se venisse discussa in aula una proposta di legge sui Pacs «è indubbio che noi voteremmo a sfavore, ma questo non vuol dire che se dalla discussione parlamentare venisse fuori l’affermazione del Pacs il governo dovrebbe essere compromesso», ricordando il precedente della DC che «quando perse sul divorzio ne prese atto senza far cadere il governo.»
Non si è fatta attendere la replica del primo firmatario della PdL sui Pacs, Franco Grillini, che sul meeting di Rimini ha commentato che «Ormai è un corteo, quello dei politici clericali del centrosinistra che vanno da Cl col cappello in mano per dire “mai e poi mai il Pacs in questa legislatura, dovranno passare sul nostro corpo”.» A Mastella il presidente onorario dell’Arcigay ricorda che «nel programma del centrosinistra che lui ha firmato c’è il capitolo delle Unioni Civili che parla di diritti umani delle persone che vivono in una coppia di fatto compresi gli omosessuali. Sarebbe carino che quando si va da Cl almeno il programma che si è sottoscritto lo si difendesse. E sarebbe carino che il Ministro della Giustizia dicesse parole chiare contro le discriminazioni verso le persone omosessuali e i crimini dell’odio, di cui possiamo leggere anche in questi giorni abbondanti resoconti nelle cronache. Tra l’altro, caro Mastella, Cl si confronta solo con chi si dichiara d’accordo con le sue posizioni, non ci da’ un voto e non ne ha dato uno nemmeno a te. Quindi essere corrivi non paga nemmeno in termini elettorali. In quanto ad Andreotti – prosegue Grillini – non si capisce chi gli ha dato l’appalto dei senatori a vita, parli per se, se ci riesce. Perché in ogni caso la discussione in Parlamento sui diritti delle coppie di fatto si farà. Magari qualcuno dica ad Andreotti che viviamo nel 2006 e che in 13 paesi europei questi diritti sono stati riconosciuti anche col voto dei democristiani locali, che noi invidiamo molto in quanto non vivono più nell’ età della pietra.» (RT)

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