Rosa nel Pugno: la scelta dei gay

Nella rilevazione di Gay.it affermazione a sorpresa del partito misto di Radicali e Socialisti, che scavalca i DS nelle preferenze. Tra i partiti di governo Forza Italia guadagna due punti percentuale

PISA – Gay.it prosegue nelle sue rilevazioni mensili per cercare di avere delle indicazioni su come voteranno i gay e le lesbiche italiani alle prossime elezioni politiche. Ad un mese di distanza dalla prima rilevazione di gennaio la coalizione di centrosinistra guidata da Romano Prodi mantiene il 72% delle preferenze, ma al suo interno la Rosa nel Pugno diventa il primo partito col 23% dei voti. A farne le spese sono soprattutto i Democratici di Sinistra, che rispetto al mese scorso perdono 6 punti percentuali, scendendo dal 27% al 21%. La prima rilevazione si era conclusa il 20 gennaio e a questa seconda hanno partecipato in pochi giorni circa 12.000 utenti del sito. Secondo le preferenze espresse la Rosa nel Pugno avrebbe aumentato di ben 8 punti percentuale le preferenze tra gay e lesbiche, arrivando appunto al 23%. Secondi oggi i DS col 27% delle preferenze, seguiti al terzo posto da Rifondazione Comunista che passa dal 14% al 13%. In moderato calo i Verdi che vanno dall’8% al 6% mentre la Margherita e i Comunisti Italiani si attestano intorno al 3%. Per quanto riguarda la Casa delle Libertà da registrare un aumento del 2% di Forza Italia, che sale dall’11 al 13%, seguita da Alleanza Nazionale che mantiene il 10%.

Delusi dal compromesso del programma

“Il sorprendente risultato ottenuto dalla Rosa nel Pugno – spiega Giulio Maria Corbelli, direttore dei contenuti di Gay.it – fa seguito alle polemiche sulla mancata inclusione del PACS nel programma dell’Unione. La posizione chiara di Radicali e Socialisti a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso ha evidentemente conquistato molti voti di gay e lesbiche, delusi dal compromesso raggiunto ed accettato soprattutto dai Democratici di Sinistra”. Ciò nonostante, la quota dei gay “arrabbiati” per il programma dell’Unione, che ritengono il compromesso vergognoso o insoddisfacente, si ferma al 26%. Il 13% degli intervistati pensano che sia “poco coraggioso” e si impegnano a sostenere i partiti più laici, mentre lo ritengono accettabile il 28%: in particolare il 20% pensa che sia un “primo passo” accettabile. “La comunità omosessuale italiana è comunque stanca delle ipocrisie del palazzo – afferma ancora Corbelli – e premia le posizioni più coraggiose anche se mai abbandonando un giusta dose di realismo. In ballo c’è il milione e mezzo di loro voti, che in molte regioni potranno essere determinanti per la conquista della maggioranza in parlamento”

Capezzone ringrazia e attacca l’alleanza tra le due “R”

Evidentemente soddisfatto Daniele Capezzone della Rosa nel Pugno: “Intanto grazie di cuore a Gay.it, ai dodicimila utenti che hanno partecipato a questa ricerca e in generale all’intera comunità GLBT italiana che su internet, sulle riviste e in molti altri modi sta manifestando attenzione e speranza nei confronti del nostro tentativo politico. Credo che ci sia in particolare un punto che è stato colto, e cioè che vi è anche nel centro-sinistra una forte timidezza, direi perfino una paura ad affrontare temi quali il PaCS e più in generale tutti i temi della laicità e dei diritti civili. Vecchi e nuovi diritti civili: quelli delle donne, che si ritenevano ormai tranquillamente acquisiti e che invece ora sembrano di nuovo a rischio, ai PaCS, alla libertà di ricerca scientifica, alla questione dell’eutanasia, al tema della laicità dello stato. Tutti argomenti nei quali prevale nell’Unione una linea non solo di ricerca di un compromesso, che può essere ragionevole, ma molto spesso invece di timidezza, di freno, talvolta perfino di cedimento a chi, come la Margherita di Francesco Rutelli, ha adottato una linea di link diretto alle posizioni del cardinale Camillo Ruini. In questo momento ci sono due persone in Italia a cui va riconosciuta la chiarezza di una strategia politica. Una di queste si chiama Camillo Ruini, che in modo assolutamente deciso, determinato e spregiudicato si muove non come pastore ma come un capo fazione. L’altra è Francesco Rutelli che, con altrettanta chiarezza, ha scelto di trasformare il partito della Margherita, che nasceva come incontro laico tra credenti e non credenti, in un partito con fortissime connotazioni neointegraliste. Si tratta ora di capire se tutti gli altri, in nome di non so quale obiettivo, riterranno che la società italiana debba soggiacere a tutto ciò oppure no. Io sono convinto di no e noi della Rosa nel Pugno cercheremo fino all’ultimo di far cambiare opinione all’Unione sulla questione dei PaCS, perché è di tutta evidenza che quello che è stato incluso nel programma è non solo troppo poco ma anche troppo ambiguo. Ma questo non perché lo dicono gli “eccessivi” radicali, lo dice l’Eurispes. Quando si hanno situazioni in cui anche il 70% dei credenti sarebbe ad esempio favorevole ai PaCS non capisco che cosa ci sia da aver paura. Questa è una battaglia che nel vissuto del paese è già vinta. Occorre solo evitare che il Palazzo la ostacoli. Noi proseguiremo questa battaglia nel paese e in Parlamento, se ci sarà una forte presenza nostra, ma per noi si tratta di una campagna irrinunciabile. In chiusura mi permetto di lanciare un SOS: di qui al 9 aprile, quando si scateneranno tutte le componenti anti-laiche che conosciamo nella politica e nella società italiana, abbiamo grande bisogno di aiuto come Rosa nel Pugno ed io non ho nessuna remora a chiedere aiuto a chi ci legge.

A Capezzone replica il parlamentare dell’Ulivo Marco Filippeschi: “I dati diffusi dal sito gay.it mi sorprendono e mi spiace fare la prima e ultima polemica con Capezzone. Ho vissuto sempre da vicino tutti i progressi che abbiamo fatto, con battaglie scomode che i Ds oggi possono rivendicare. A partire dall’istituzione del primo registro delle unioni civili, quello del comune di Pisa, nel ’98 fino al nuovo Statuto della Regione Toscana e alla legge regionale contro le discriminazioni. In ogni caso hanno valso la pressione delle associazioni gay e la capacità d’ascolto di una parte della politica. Ma non ho mai trovato a nostro fianco i radicali, di solito, invece, schierati con la destra o contro l’Ulivo. Com’è stato nelle ultime elezioni regionali.” Filippeschi ha anche aggiunto di ritenere che il programma di Prodi sia un punto di partenza, che andrà ben sviluppato per essere all’altezza delle più avanzate esperienze europee, e ha annunciato un’iniziativa pubblica dei DS sul tema dei Pacs che si terrà a Pisa sabato 4 marzo alle 16,30, alla Stazione Leopolda, alla quale parteciperà Franco Grillini.

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Grillini ritiene i DS ingiustamente penalizzati e annuncia nuove iniziative

Franco Grillini invita alla riflessione gli elettori LGBT, invitandoli a considerare chi ha fatto cosa in questi ultimi anni. “Il campione di Gay.it” ha spiegato l’on. Grillini, “è particolarmente informato di ciò che avviene ed avendo letto delle polemiche sul programma può avere, a mio avviso ingiustamente, incolpato i DS di un risultato non soddisfacente per quanto riguarda la questione del PaCS. Trovo ingeneroso questo spostamento perché i DS sono quelli che hanno presentato in Parlamento la proposta di legge sul PaCS e che l’hanno fatta mettere all’ordine del giorno alla Camera, è bene non dimenticarlo. Attraverso la mia candidatura hanno anche ribadito un impegno serio su questo terreno e vorrei anche dire a questa parte dell’elettorato che noi dobbiamo continuare ad investire sulla politica del centrosinistra perché abbiamo bisogno di spostare l’insieme del centrosinistra su questa materia, perché in Parlamento ci suole il 51% dei voti per far passare la legge. Per quanto mi riguarda sul terreno della politica parlamentare, della scelta sul PaCS che è stata fatta all’unanimità dall’ultimo congresso nazionale, non ho nulla da rimproverare ai DS. Quindi credo che, per tutta una serie di ragioni, i DS siano stati individuati da questo campione come responsabili di un cattivo compromesso mentre invece la responsabilità sono tutte quante della Margherita. Posso anche dire che Piero Fassino stesso sarà protagonista di un’iniziativa su questo terreno con noi a Milano, durante la campagna elettorale, organizzata da GayLeft. Fassino ha anche rilasciato oggi stesso una dichiarazione alla stampa molto impegnativa, dove dice che noi avremmo preferito che nel programma ci fosse il PaCS e che comunque ci impegneremo nella prossima legislatura affinché la legge che sarà approvata dal parlamento sia la più vicina possibile alle rivendicazioni del movimento LGBT italiano. In un’altra dichiarazione d’agenzia ha detto che sul tema della laicità i DS non devono prendere lezioni da nessuno. Credo che questi siano i commenti migliori. È del tutto evidente che è un bene che i partiti laici tutti riscuotano un forte successo, mi auguro che questo valga per la Rosa nel Pugno ma mi auguro soprattutto che questo valga per il mio partito, che i DS siano premiati per l’impegno che hanno dimostrato nel tempo in questa materia.”