Torino, asilo aziendale senza distinzioni di genere. Salvini attacca: “Lavaggio del cervello”

È la nuova scuola dell’infanzia per i figli dei dipendenti e degli studenti dell’università. Il M5S la difende.

Un asilo senza rosa e blu, senza giochi divisi tra maschi e femmine. Tanto basta per mandare in crisi il leader della Lega.

È successo di nuovo. Come in campagne elettorale con il caso Frozen, la serenità di Matteo Salvini  è stata messa a rischio dalgender. Ma a quanto pare sta bene. Stavolta il caso è montato niente meno che su un asilo senza stereotipi di genere.

L’università di Torino infatti ha lanciato il progetto per realizzare una nuova scuola dell’infanzia rivolta ai bambini dei dipendenti e degli studenti dell’ateneo, una struttura in cui, per la prima volta in Italia, saranno lasciati fuori dalla porta le distinzioni di genere permettendo ai bambini di crescere con maggiore libertà.

Un’iniziativa dalla chiara prospettiva nordeuropea, i cui Paesi sono da sempre punto di riferimento nel welfare e nella parità di genere, che promette non solo una maggiore conciliazione dei tempi famiglia-lavoro, ma anche una sinergia tra l’attività e la didattica di Scienze della Formazione.

Eppure, non molto stranamente, l’asilo, proposto tra l’altro dagli stessi studenti, non ha incontrato il favore della Lega, che si è espressa criticamente prima con il capogruppo in Comune e poi con lo stesso Salvini, che ha visto nella vicenda un’occasione troppo ghiotta per fare propaganda ‘no-gender’ su Facebook: “Ma vi pare normale??? Non è questo il futuro che ho in mente per i nostri figli. No al lavaggio del cervello, viva le differenze, viva i bambini e le bambine”.

A difendere l’iniziativa invece sono intervenuti i consiglieri cittadini del Movimento Cinque Stelle e il rettore dell’ateneo Gianmaria Ajani: “Si tratta di un progetto molto bello – dice il numero uno dell’università torinese a Repubblicache contiamo di realizzare nonostante le tante difficoltà organizzative e logistiche che stiamo incontrando. Come ateneo useremo criteri rispettosi dei diversi orientamenti di genere per realizzare la nuova struttura che sarà aperta sia ai nostri dipendenti sia agli studenti con figli”.

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