La Lega insiste: la sindaca di Cascina non celebrerà unioni civili. Gay center presenta un esposto

di

"L’obiezione di coscienza - chiarisce Gay Center- non è prevista dalla legge e le parole di Ceccardi sono una grave violazione dei diritti, oltre che della legislazione statale".

CONDIVIDI
670 Condivisioni Facebook 670 Twitter Google WhatsApp
8808 8
L’ultima, dopo il sindaco leghista di Rovigo e quello di Padova, è la prima cittadina di Cascina (Pisa) la quale, nonostante la giovane età, si è scagliata con livore estremista contro la legge sulle unioni civili invocando il diritto all’obiezione, che la dovrebbe dispensare dall’obbligo di unire civilmente coppie dello stesso sesso.

Susanna Ceccardi, giovane sindaca leghista di Cecina, ha diffuso una nota di servizio in cui rivendica il diritto all’obiezione di coscienza e ha organizzato un team di avvocati per prepararsi a difendere tale supposto diritto nelle aule di tribunale. Nella nota, caratterizzata da un vivo furore ideologico contro “lo Stato che interferisce nella vita dei cittadini e nel concetto di famiglia naturale”, la sindaca si scaglia a muso duro contro le unioni civili. In questo documento la prima cittadina toscana arriva, parlando del ruolo del sindaco, a dire cose come: Alcuni vorrebbero un sindaco semplicemente esecutore delle volontà dello Stato: ci dispiace per chi concepisce l’amministrazione di un Comune in modo così servile: a noi invece lo Stato piace poco e, laddove legalmente possibile, agiamo e agiremo in autonomia e indipendenza”. Insomma, una presa di posizione molto netta e temeraria quella di Ceccardi, che intende davvero fare tutto il possibile per guadagnare autonomia rispetto alla normativa vigente.

Sempre nella nota diffusa in queste ore, la sindaca comunica infatti che: “Il team di legali messosi gratuitamente a disposizione per studiare soluzioni e possibilità, sta lavorando per difendere quanto più possibile il diritto all’obiezione di coscienza. Cascina e i cascinesi meritano di più che l’esecuzione delle volontà di questo Stato patrigno.

La posizione della sindaca leghista si aggiunge a quelle del sindaco, sempre leghista, di Rovigo e a quelle del sindaco di Bitonci, nonché anche al sindaco di Padova: tutti e tre infatti hanno dichiarato il loro rifiuto alla applicazione della legge sulle unioni civili salvo poi essere costretti a una parziale marcia indietro. Nonostante la legge non preveda infatti il diritto alla obiezione, in particolare Bitonci sta ostacolando le unioni civili con cavilli burocratici e orari di celebrazione dei matrimoni LGBT francamente impossibili, tanto da convincere il deputato Alessandro Zan a interpellare il prefetto perché richiami il sindaco a una applicazione effettiva e non faziosa della legge.

Gay center, associazione romana impegnata nella difesa dei diritti della comunità LGBT, ha recapitato stamattina ai carabinieri di Cascina un esposto, indirizzato alla procura della Repubblica di Pisa, contro la prima cittadina cascinese, che “vuole agire, come dichiarato, in autonomia e indipendenza non registrando le unioni civili. “L’obiezione di coscienza – chiarisce giustamente Gay Center- non è prevista dalla legge e le parole di Ceccardi sono una grave violazione dei diritti, oltre che della legislazione statale”.

Leggi   Bullismo, prof aggredito dagli studenti perché sospettato di essere gay
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...