Torturato e ucciso: ecco come è morto Luca Varani. Per 100 euro.

Dal primo interrogatorio emergono dettagli inquietanti sulla vicenda, tra coca e GHB

A lungo torturato e quindi ucciso. Tant’è che l’accusa è quella di omicidio premeditato: perché Marc Prato e Manuel Foffo, secondo la Procura, dopo aver acquistato 1.800 euro di droga avrebbero deliberatamente cercato il 23enne Luca Varani, conosciuto dal primo perché pare che si prostituisse, per torturarlo, “vedere l’effetto che fa”, dormire nello stesso appartamento nella notte di giovedì scorso, ucciderlo con una coltellata al cuore la mattina dopo per poi uscire di casa. Manuel sarebbe andato a casa sua e solo il giorno successivo, sabato, sarebbe crollato col padre raccontandogli tutto e consegnandosi quindi ai carabinieri, Marc invece si è infilato in un hotel dove, il giorno dopo, i militari dell’Arma lo hanno trovato ad un passo dalla morte, dopo una pesante dose di barbiturici con i quali ha tentato di suicidarsi.

Sarebbe questa la prima ricostruzione degli investigatori. Che lascia increduli e sbigottiti, per la ferocia che emerge dai racconti di Manuel Foffo, l’unico per ora ad essere stato interrogato, mentre il suo amico, Marc Prato, si sta riprendendo dal tentativo di suicidio. E, prima o poi, sarà lui a dare la sua versione dei fatti che potrebbe anche essere diversa da quella dell’amico.

E’ giovedì pomeriggio. Marc Prato e Manuel Foffo si conoscono da dicembre: Manuel dice di essere eterosessuale agli investigatori che lo interrogano, ma così eterosessuale da essere andato a letto almeno una volta con Marc che lo ha filmato e, dice lui, ha continuato a vederlo proprio per evitare che diffondesse il video. Dopo aver acquistato tanta, tantissima droga,pare per 1.800 euro, i due sono usciti in macchina per fare un giro, forse per cercare “il terzo”, fino a quando la scelta è caduta su Varani, che Prato già conosceva negli ambienti dei locali notturni. Quest’ultimo avrebbe telefonato al ragazzo proponendogli 100 euro per un incontro sessuale nell’appartamento di via Igino Giordani e la vittima avrebbe accettato. «Ricordo – mette a verbale Foffo – che il 4 marzo Marco ha mandato un messaggio WhatsApp a Luca. Quando è arrivato c’è stato quasi un tacito accordo tra me e Marco: gli abbiamo

offerto alcol nel quale aveva versato Alcover. Poi Luca ha sofferto tanto». Alcover è un farmaco che ha lo stesso principio attivo del GHB, una droga tristemente nota in certi ambienti che viene anche utilizzata nel trattamento dell’alcolismo: se assunto insieme all’alcool, però, porta ad incrementarne gli effetti sedativi rendendoli più incontrollabili. Stordito con il farmaco narcotizzante e con un colpo alla testa, il ventenne è così finito, nudo, in balìa dei due.

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“Marco mi ha detto che si prostituiva, fra noi c’è stato quasi un tacito accordo. Mentre noi siamo rimasti vestiti, Luca si è denudato e poi ha bevuto quello che gli avevamo offerto. Poi è andato in bagno e si è sentito male. Marco lo ha aggredito e gli ha detto che sia io sia lui avevamo scelto che doveva morire. Ho preso io il martello e forse anche i due coltelli. Luca non è mai riuscito a resistere alle nostre violenze“, ha dichiarato Manuel. Luca Varani sarebbe stato torturato dalla notte di giovedì, poi ucciso la mattina del giorno successivo, con una coltellata al cuore tanto che quando i carabinieri sono entrati nell’appartamento di Manuel Foffo al Collatino, nella serata di sabato, la lama era ancora conficcata nel petto del ragazzo di 23 anni attirato in una trappola dall’amico del padrone di casa, Marc Prato. Dai primi responsi dell’autopsia è emerso che Varani è stato seviziato a lungo, dopo essere stato tramortito con un martello. Decine di ferite, da punta e taglio, hanno devastato il volto e il collo.

A colpire Varani al cuore – secondo Foffo – sarebbe stato Prato. Dopo la morte del giovane e dopo aver tentato di ripulire tutto, i due sono usciti di nuovo in macchina. Hanno buttato gli abiti e il cellulare della vittima in un cassonetto in via Magna Grecia. Forse volevano sbarazzarsi del cadavere, invece hanno continuato a girare e bere per un paio di locali, fino a quando Prato si è rifugiato all’hotel San Giusto, vicino piazza Bologna, dove abita il padre, tentando il suicidio con una maxi dose di tranquillante acquistato dal complice che invece è tornato a casa. Per poi crollare solo dopo 24 ore, di fronte al padre.

8 commenti su “Torturato e ucciso: ecco come è morto Luca Varani. Per 100 euro.

  1. Claudia, Mirco… si chiama cronaca. Nell’articolo è stata riportata la versione che esce dall’interrogatorio di uno dei due. Indubbiamente certe cose avvengono più probabilmente in un giro di dorga party e prostituzione, fermo restando che episodi così raccapriccianti sono fuori da ogni immaginazione.

  2. Questo articolo lascia un po sbigottiti su una testata cosìI!!… sembra scritto da Adinolfi! …. capisco la voglia di capire i fatti ma fate una becera cronaca (che tra l’altro sarà riportata da decine di altre testate); e invece, capire la TRASVERSALITA’ del degrado di una generazione a prescindere da chi è gay e chi non lo è, chi è eterosessuale e chi fa finta di esserlo? NO eh? troppa fatica per le vostre testoline!…La cronaca fatta con un taglio sensazionalistico e con i puntini sui Gay e sui Non-Gay , Etero e non etero, un ottimo esempio di cinica cronaca giornalistica! Ma allora che si deve leggere a fare Gay. it … prendiamo Libero! Fatevelo dire: fate un po ribrezzo ma non perchè raccontate i dettagli inquietanti ma perchè non aggiungete niente di utile e perchè lo sforzo è sempre quello di capire l’intreccio e lo sfondo sessuale più che descrivere le persone per quello che hanno compiuto e il retroscena culturale dei giovani gay e etero che vivono la notte sbandati. Se cambiaste il nome al dominio in Scandalogay.it … sareste più coerenti!

  3. cosa non si fa per due click in piu. patetici. infangare la vittima fino all ultimo. a che pro diffondere che si prostituisse? innocente ucciso. punto. hanno anche confessato.non e’ cronaca ma morbosita. per non parlare delle interviste agli pseudo amici o ex flirt.

  4. Fate bene a parlare apertamente della questione. Senza nascondere nulla.
    Come in tuttte le “categorie”, pure in quella gay girano persone e si manifestano costumi estremamente pericolosi e degradati/degradanti. costumi che andrebbero combattuti ed espulsi da chi di queste categorie fa parte.
    Vale anche per gli eterosessuali, ovvio.

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