Turchia: arrestato attivista LGBT dopo raid della polizia

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Solo pochi mesi fa la violenta repressione del Pride, con lacrimogeni e proiettili: ora 19 arresti e nuovi raid della polizia.

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Si apre una nuova ondata omofoba in Turchia: Levent Piskin, attivista LGBT, volontario e membro dell’unico partito del Paese a parlare di diritti LGBT (l’HDP), è stato arrestato dopo un raid della polizia. L’accusa, infamante, è quella di attività terroristica. Insieme a lui sono stati arrestati altri membri del suo partito politico: in una nota pubblicata dal partito si legge che i raid sono scoppiati in tutta la città e che 19 sarebbero le persone arrestate.

Nella nota si legge che “All’inizio del mese sono stati arrestati i leader pro-Curdi dell’HDP, insieme ad altri otto parlamentari, accusati di terrorismo. Venerdì scorso, il ministro degli Interni ha annunciato che chiuderà 370 associazioni con presunti legami con i terroristi. Tra queste ci sono associazioni che si battono per i diritti delle donne, dei bambini e delle persone LGBT”.

Sembra infatti si stiano intensificando le persecuzioni contro le minoranze nel Paese: dopo l’uccisione della transgender Hande Kader (LEGGI >) e la repressione del Pride a Istanbul (VIDEO >), un nuovo episodio danneggia la libertà della comunità LGBT turca.

Erdogan aveva già denunciato Piskin e il suo partito: è stato il primo a parlare di “mettere fine alle discriminazioni contro la persone LGBT” e a presentare un candidato apertamente gay alle elezioni, Baris Sulu.

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