Taiwan: “La Cina una minaccia costante, soprattutto per la comunità queer” parla un’attivista LGBTIQ+

Vittoria dolceamara per la sinistra liberale di Lai-Ching Te a Taiwan, che perde la maggioranza in parlamento. Ci racconta tutto Mei dell'associazione Taiwan Tongzhi Hotline Association.

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Nel cuore dell’Asia orientale, a soli 180km dalla costa cinese, sorge Taiwan, una piccola nazione insulare che da decenni combatte con determinazione per il riconoscimento della propria sovranità.

Un contesto geopolitico contrassegnato dalle incessanti pressioni per la riunificazione esercitate dal governo cinese sotto la guida di Xi Jinping, che fa da sfondo a una storia di resilienza e progresso che va oltre la mera questione dell’indipendenza statale.

Taiwan si distingue infatti come uno dei baluardi più progressisti in Asia per quanto riguarda i diritti umani, inclusi quelli relativi alla comunità LGBTQIA+, in netto contrasto con le posizioni più conservatrici e tradizionaliste della Cina. 

La storia di Taiwan in ambito di diritti LGBTQIA+ è una narrazione di trionfi straordinari e di progresso sociale, che ha visto l’isola primeggiare nel panorama asiatico per inclusività e accettazione. La legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso nel maggio 2019 ha rappresentato una pietra miliare, posizionando Taiwan come il primo paese in Asia a disporre di tale tutela. E, nel 2023, un’altra grande vittoria, con l’adozione della legge sull’adozione per le coppie omosessuali. 

Taiwan ha tuttavia recentemente attraversato un altro momento cruciale della sua storia politica con le elezioni presidenziali. Quest’anno, la vittoria di Lai Ching-te del Partito Progressista Democratico (DPP), noto per la sua posizione favorevole all’indipendenza di Taiwan e per il suo impegno a favore dei diritti LGBTQIA+, mostra continuità con i governi precedenti.

In questo contesto abbiamo avuto l’opportunità di parlare nuovamente con Mei Ying, attivista di spicco della Taiwan Tongzhi Hotline Association.

La sua voce e le sue esperienze rappresentano una finestra privilegiata sulle lotte, le vittorie e le sfide che la comunità LGBTQIA+ di Taiwan continua ad affrontare, anche in relazione al delicatissimo contesto geopolitico che caratterizza l’isola.

La lotta per i diritti LGBTQIA+ non può infatti essere vista in isolamento, ma è intrinsecamente intrecciata alla più ampia battaglia per l’indipendenza di Taiwan. La prospettiva di un’eventuale riunificazione con la Cina, una nazione che mostra ancora un notevole ritardo in materia di diritti umani, inclusi quelli LGBTQIA+, pone infatti una minaccia tangibile al progresso e alle libertà duramente conquistate a Taiwan.

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Lai Ching-Te marcia al Pride di Taipei nel 2023 | Fonte: Reuters

INTERVISTA

Come percepisci i recenti risultati elettorali a Taiwan, in particolare la vittoria nel contesto dei diritti e dell’attivismo LGBTIQ?

La vittoria è stata, in realtà, dolceamara perché il DPP, il partito al governo, ha perso la maggioranza dei seggi in parlamento. Questo rende più complicato per l’amministrazione di Lai Ching-te portare avanti le proprie politiche.

Tuttavia, negli ultimi otto anni, il DPP è stato generalmente a favore delle questioni LGBTI+ e ha compiuto progressi significativi, come l’approvazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso nel 2019. Naturalmente, speriamo che il governo continui a supportare queste questioni.

Inoltre, la nostra futura vicepresidente, Hsiao Bi-khim, è nota per il suo supporto alle questioni LGBT, quindi speriamo che il governo mantenga questa posizione. Dobbiamo però osservare l’atteggiamento del nostro nuovo Parlamento.

La buona notizia è che quest’anno sono stati eletti 20 legislatori favorevoli agli LGBTI+, quindi speriamo possano lavorare con il nuovo governo per mantenere l’agenda LGBTI+ in parlamento e fare ulteriori progressi in futuro.

Parlando della composizione del parlamento, ci sono partiti o politici che ti preoccupano attualmente, per quanto riguarda le questioni LGBTI+?

Non vorrei nominare qualcuno  in particolare, ma direi che possiamo notare il supporto non solo dal DPP ma anche da alcuni membri del KMT e di altri partiti. Quindi, ogni partito ha sostenitori delle questioni LGBTI+.

Tuttavia, dobbiamo vedere come lavoreranno insieme in futuro, poiché prima il DPP aveva la maggioranza ed era complessivamente abbastanza a favore di queste questioni, come abbiamo potuto vedere.

Non siamo però sicuri riguardo agli altri partiti; ad esempio, il KMT è un po’ più conservatore del DPP su queste questioni, ma ovviamente ci sono anche legislatori del KMT che supportano queste tematiche. Vedremo e al momento non possiamo dire di più. In generale, ciò che desideriamo è poter collaborare con tutti i legislatori, queer-friendly e non.

Come attivista LGBTI+, quali sono le tue aspettative? Cosa ti aspetti da questo governo in termini di promozione dei diritti e della visibilità LGBTI+? C’è qualche legge che vorresti vedere approvata in Parlamento?

Le mie aspettative si dividono in due parti. La prima riguarda il fatto che durante la loro campagna elettorale, il team di Tsai Ing-wen e Lai Ching-te ha presentato proposte di politiche relative alla nostra comunità. Monitoreremo attentamente per vedere se manterranno davvero queste promesse.

La seconda parte riguarda le priorità della nostra organizzazione e dei gruppi LGBTQIA+ in generale. Ci sono principalmente due questioni su cui vogliamo concentrarci. La prima è la promozione e la collaborazione con i legislatori in materia di leggi sull’uguaglianza e contro la discriminazione, che al momento mancano a Taiwan.

Questo sarà un importante argomento di advocacy per noi. La seconda questione riguarda i diritti delle persone transgender, in particolare le leggi relative all’autodeterminazione, che attualmente non esistono a Taiwan. Questi sono i due principali ambiti su cui spingeremo il nostro governo ad agire.

Inoltre, ci sono questioni irrisolte, come la tecnologia riproduttiva assistita per le coppie dello stesso sesso, che era una delle loro proposte. Speriamo davvero che possano realizzarla. Un altro tema importante è la situazione degli studenti LGBTI+ nei campus.

Nonostante a Taiwan esista la Legge sull’Educazione all’Equità di Genere, l’attuazione può ancora essere migliorata. Molti studenti LGBTI+ subiscono ancora bullismo a scuola. Vogliamo migliorare la loro situazione, e questa era anche tra le proposte politiche del nuovo governo.

Infine, speriamo che il governo affronti le nostre necessità in vari ambiti, dalla previdenza sociale alle tutele sul posto di lavoro, settori in cui le esigenze specifiche delle persone LGBTI+ non sono state adeguatamente considerate fino ad ora. Questi saranno i nostri principali focus.

Taiwan: "La Cina una minaccia costante, soprattutto per la comunità queer" parla un'attivista LGBTIQ+ - taiwan intervista post elezioni 3 - Gay.it
Il Pride 2023 a Taipei

Recentemente, Taiwan ha celebrato l’elezione della sua prima presidente di distretto transgender. Potresti condividere con noi il significato e l’impatto di questa vittoria per la comunità LGBTQIA+ di Taiwan?

Su questo punto la stampa internazionale ha un po’ travisato. Si trattava solo di una candidata, che in realtà non ha vinto le elezioni. Tuttavia, è stato significativo avere per la prima volta una persona transgender candidata come presidentessa di distretto, anche se non ha vinto.

Abbiamo comunque eletto quest’anno il primo legislatore apertamente LGBTI++; credo sia bisessuale. Avere un legislatore con un’identità LGBTI+ è un evento molto importante e la vittoria di tutta la comunità dimostra che a Taiwan orientamento affettivo e identità di genere non fanno la differenza, se ci sono le competenze.

Questo è particolarmente significativo perché, sebbene in passato abbiamo avuto consiglieri comunali apertamente LGBTI+, non erano presenti nel governo centrale, nel Parlamento. Ora che abbiamo il nostro primo legislatore, speriamo di vedere in futuro più politici apertamente LGBTI+. Finché ci sono persone queer nel governo, possiamo sentirci al sicuro.

La Cina ha minacciato nuovamente Taiwan con le pressioni per la riunificazione. Come pensi che il clima politico possa influenzare la comunità a Taiwan, sia la comunità LGBTI+, sia la popolazione taiwanese in generale?

Personalmente, siamo abituati ad essere minacciati, succede ogni anno – anche se dallo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina in molti hanno ipotizzato una mossa simile da parte della Cina su Taiwan. Per fortuna non è ancora successo. Rimane però la consapevolezza di una minaccia costante, sia per gli attivisti LGBTI+, sia per tutti i difensori dei diritti umani.

Non possiamo ignorare l’importanza della democrazia, che è il motivo per cui siamo avanzati in molte questioni rispetto ad altri paesi asiatici, inclusi i diritti LGBTI+ e altri temi.

Non vediamo alcun beneficio nella riunificazione con la Cina, specialmente per la comunità LGBTI+, considerando che in Cina i diritti umani sono notevolmente soppressi. È evidente, e non parlando solo di movimenti, ma osservando ad esempio l’industria dell’intrattenimento in Cina, si promuovono ideali maschilisti su come dovrebbero essere gli uomini, e vi è una censura contro il femminismo, come forse avrete sentito dalle notizie (ne abbiamo parlato più volte, qui un approfondimento ndr).

In generale, i valori tradizionali sono fortemente enfatizzati. Perciò, credo che per noi non ci siano vantaggi nella riunificazione e teniamo molto alla democrazia e alla libertà che abbiamo in Taiwan. Anche di fronte a queste minacce, il nostro desiderio è di mantenere la nostra libertà e democrazia, oltre all’indipendenza, naturalmente.

Taiwan: "La Cina una minaccia costante, soprattutto per la comunità queer" parla un'attivista LGBTIQ+ - taiwan intervista post elezioni 6 - Gay.it

Considerando il sostegno occidentale e di tutte le democrazie mondiali a Taiwan, data la convinzione della Cina che Taiwan sia solo una parte della Cina e desideri riunificarla, come vedi il ruolo delle altre democrazie nel difendere la tua indipendenza insieme a voi?

È fondamentale per noi mantenere un ambiente in cui possiamo continuare a lottare per i diritti LGBTI+, come dimostrato dall’esempio di Hong Kong, dove l’influenza cinese ha notevolmente cambiato la società civile.

Il sostegno internazionale è cruciale perché ci permette di avere scambi internazionali e di imparare dalle esperienze di altri paesi, come durante la nostra campagna per il matrimonio egualitario, da cui abbiamo tratto insegnamenti dagli Stati Uniti e dall’Australia.

Dopo aver legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso, abbiamo voluto condividere la nostra esperienza con altri paesi asiatici. Questo è possibile grazie al nostro ambiente libero, che ci consente di viaggiare e parlare liberamente.

Se guardiamo il rovescio della moneta, tuttavia, notiamo che alcuni problemi li abbiamo “importati”, come l’aumento degli attacchi alla comunità trans negli Stati Uniti dopo l’approvazione del matrimonio egualitario e il movimento anti-genere, ora diffuso in USA ed Europa e che inizia purtroppo a manifestarsi anche a Taiwan.

Affrontare questi problemi richiede comunque una solidarietà globale, poiché le situazioni simili si verificano ovunque e la collaborazione può aiutarci a mantenere i nostri successi e progredire. Questo necessita di un impegno collettivo a livello internazionale, poiché i paesi si influenzano reciprocamente.

C’è un messaggio che vorresti inviare all’Italia e, di conseguenza, all’Europa, sulla vostra resistenza come paese alla minaccia della Cina e anche come paese che sta sviluppando la propria politica sui diritti umani nella giusta direzione?

Penso che, come abbiamo accennato prima, sia davvero necessaria una solidarietà congiunta a livello internazionale. In Europa, possiamo osservare che non tutti i paesi sono allo stesso livello; in alcuni casi, Taiwan è più avanzata di alcuni paesi europei, ma allo stesso tempo affrontiamo situazioni simili, come il movimento anti-genere presente in tutto il mondo.

È fondamentale scambiarsi esperienze, imparare gli uni dagli altri e mantenere la consapevolezza delle situazioni negli altri paesi. Anche se Asia ed Europa possono sembrare lontane, in realtà affrontiamo le stesse sfide. Pertanto, è essenziale collaborare e restare in contatto.

Quest’anno, inoltre, molte nazioni europee andranno al voto, e questo potrebbe cambiare il panorama politico. Dobbiamo monitorare attentamente questi sviluppi. Anche gli Stati Uniti avranno un nuovo presidente quest’anno, il che potrebbe portare a cambiamenti significativi non solo per l’America, ma per l’intero panorama globale. Continuiamo tutti a sostenere la democrazia!

 

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