Alla Lavagna, Vladimir Luxuria risponde ad Adinolfi: ‘fondi la tua esistenza sull’omofobia’

L’ex parlamentare è stata attaccata solo perché trans, anche se nessuno dei suoi accusatori parrebbe aver visto la puntata.

E’ passata quasi una settimana, ma in molti hanno ancora da ridire sulla presenza di Vladimir Luxuria alla trasmissione “Alla Lavagna!”, passata in seconda serata all’improvviso, per modifiche al palinsesto. Almeno, questa la scusa inventata dai vertici di Rai Tre. E’ la stessa ex parlamentare a spiegare che tutte le polemiche saltate fuori sono solo ed esclusivamente per essere transgender. Secondo lei, sono molti che ne hanno parlato negativamente, ma poi hanno visto la puntata? 

Il fatto di vedere una trans che parla con dei bambini viene sempre visto come qualcosa di negativo, spiega ancora Luxuria, e questo le fa rabbia perché è un concetto fondato solo sul pregiudizio. La storia è sempre la stessa: i più bigotti e conservatori hanno paura che se una persona transessuale parlasse con dei bambini, anche questi diverranno trans. Come due genitori gay cresceranno figli gay. Logica impeccabile.

Vladimir Luxuria, il bullismo, le offese e accuse

Al contrario di quanto detto da molti, si è parlato di bullismo, dei disagi che Vladimir Luxuria ha dovuto vivere, della discriminazione.Non capisco perché una come Daniela Santanchè possa andare a parlare in una classe di bambini e una come me non può farlo. Perché Salvini ha potuto partecipare parlando di sovranismo e non posso farlo io parlando di bullismo?“. Questo si domanda, visti i discorsi da campagna elettorale che il ministro degli Interni ha fatto quando è stato ospite della trasmissione, la quale era ancora trasmessa in prima serata. E la Santanché? Anche lei era tra quelli disgustati e preoccupati dalla sua apparizione davanti alla classe.

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Poi ha risposto anche a Mario Adinolfi, l’ennesimo caso di chi ha criticato senza nemmeno aver visto la trasmissione.

Io non voglio trasformare un bambino in trans, non me ne frega niente. Io vorrei che quegli adolescenti, che già sono gay e già sono trans possano vivere una vita degna, non debbano subire quelle angherie, quegli insulti, quelle botte che ho dovuto subire io. E che non debbano desiderare di lasciare gli studi, anche se a loro piace andare a scuola, perché non ne possono più di vivere in un clima di bullismo. Io vorrei insegnare questo. Purtroppo i commenti beceri, dichiarazioni infondate, fake news, stupidaggini possono incidere su un bambino, al quale può essere insegnato il pregiudizio e l’omofobia, perché un bambino non nasce omofobo.

Vladimir Luxuria si mostra preoccupata per quella parte di italiani che ora è rappresentata come maggioranza, in Parlamento, e si sente legittimata ad essere apertamente omofoba e a diffondere messaggi d’odio. Sono i partiti di destra, o meglio, estrema destra. Sono coloro che attaccano le famiglie omogenitoriali, che non vogliono il matrimonio egualitario e le adozioni. Che cancellerebbero persino le unioni civili, se fosse possibile.

Poi torna a rivolgersi direttamente ad Adinolfi.

Adinolfi campa su questo, fonda la sua esistenza sull’omofobia. Ne ha fatto un motivo di vita. Adinolfi è una persona che dovrebbe imparare a guardare di più i fatti suoi piuttosto che stare sempre a giudicare gli altri. Ad Adinolfi dico che io continuerò a cercare di andare nelle scuole e a parlare di bullismo. Non mi tapperete mai la bocca. Non sono una psicologa, né una psichiatra, né una filosofa, ma ho un altro titolo: l’esperienza di chi sa cosa significa lasciare le scarpe nello spogliatoio e ritrovarle piene di pipì coi compagni che ridacchiano. So cosa significa aprire il libro di scuola e trovarsi scritto “Ricchione”. So cosa significa quando pronunciano il tuo cognome all’appello e giù le risatine.