Si viene a conoscenza di una brutta una storia da quarantena. Una storia terribile. Ben è un ragazzo di 23 anni che vive con i genitori omofobi, che vedono la sua omosessualità come una “malattia malvagia”. Ben, che di professione è un ballerino, stava facendo un tour con il suo gruppo quando la pandemia da Coronavirus ha bloccato tutto, annullando gli spettacoli della compagnia.

Senza più un lavoro, Ben è dovuto tornare a casa a Birmingham, dove ad aspettarlo c’erano i suoi genitori, i quali mai hanno accettato di avere un figlio gay. Una quarantena obbligata per il ragazzo, perché non ha nessun altro posto dove andare e per questo è costretto a subire l’omofobia della sua famiglia.

Preghiere in quarantena

Sapeva di avere dei genitori omofobi, tanto da aver fatto il coming out quando era già al college; pensava di non tornare mai più a casa, dove sapeva non sarebbe stato accettato. Ma la quarantena per il Covid 19 gli ha impedito di portare avanti la sua vita, trovandosi con un padre omofobo che gli aveva già detto di “star attento alle persone omosessuali” nel mondo del teatro e una madre che cerca con la preghiera di far diventare etero il figlio.

Mia mamma dice che l’omosessualità è una malattia malvagia e che il diavolo mi sta rendendo gay. Prega ad alta voce ogni giorno che sarò liberato dal peccato e troverò una moglie. Non ho davvero nessun altro posto dove andare durante questo periodo folle, quindi sto solo sopportando l’abuso.

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Ben, oltre a questo problema, è dispiaciuto dal fatto che molti utenti (anche famosi) nella comunità si filmano mentre si allenano, mentre fanno dolci o apertivi in chat. Ma nessuno parla di chi sta soffrendo come lui, costretto a condividere quattro mura con chi non lo capisce.

Oltre un centinaio i ragazzi LGBT in difficoltà

La storia di Ben non è la sola. Lucy Bowyer, direttrice dei servizi dell’ente di beneficenza LGBT + per i senzatetto, ha confermato che al momento sono 130 le persone LGBT che stanno supportando. Inoltre, sono aumentate le chiamate da parte di ragazzi minorenni che denunciano una situazione invivibile in casa, proprio per la quarantena con i propri genitori omofobi.

Per questo motivo, le associazioni stanno cercando di creare dei luoghi sicuri dove i senzatetto e le persone che non riescono a vivere nella stessa casa possono avere un letto e iniziare una nuova vita, anche se in quarantena.

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