Brasile: ammessi in carcere i compagni dei gay

Le coppie omosessuali saranno trattate come quelle etero, e i due amanti potranno incontrarsi nella cella del detenuto.

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SAN PAOLO – Le “visite intime” nelle celle brasiliane, finora permesse a mariti, mogli e conviventi – sempre del sesso opposto a quello del detenuto – da oggi in poi verranno aperte anche alle coppie omosessuali. A scopo sperimentale, in due penitenziari di Rio de Janeiro, i detenuti gay potranno ricevere i loro partner nelle stanze come gli eterosessuali. Inizialmente il progetto verrà applicato in due istituti penali, uno maschile e uno femminile. Corsi specifici di preparazione al nuovo e inedito sistema sono già iniziati per gli agenti di custodia dei due penitenziari pilota.

Il potere giudiziario brasiliano ha accolto così i suggerimenti dell’associazione ”Grupo Gay Atoba”’ di Rio, che assieme al ”Grupo Gay da Bahia” è fra le più attive sul fronte degli omosessuali brasiliani. Nel Paese sono oltre mezzo milione gli omosessuali che aderiscono ufficialmente ad agguerritissime organizzazioni gay. Secondo un censimento delle preferenze sessuali fatto dietro le sbarre delle carceri carioca, si calcola che circa 1800 detenuti dei due sessi saranno interessati in questa prima fase dal nuovo provvedimento.

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Ma la nuova apertura delle prigioni brasiliane sarà comunque condizionata da un principio imposto tanto dalle autorità quanto dalle associazioni gay: i partner dei detenuti omosessuali, per avere accesso alle celle, dovranno provare che non sono portatori di malattie sessualmente trasmissibili come l’Aids.

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