Cinema gay e Aids: i dieci titoli imprescindibili

Excursus cinestorico dal primo film sull’Hiv di 30 anni fa al televisivo The Normal Heart.

Come tutte gli aspetti della vita umana, anche l’infezione da HIV e l’AIDS hanno attratto l’attenzione dei cineasti mondiali. Dai primi casi negli Stati Uniti del giugno 1981 passando per la morte di Rock Hudson del 1985 (la prima celebrità a morire di AIDS) alla scoperta delle terapie che salvarono la vita a molte persone, il cinema ha più volte trattato la tematica, concentrandosi soprattutto sugli anni ’80 e ’90 quando, a partire dalla California, la malattia fece moltissime vittime dentro e fuori la comunità omosessuale. Ecco quindi dieci titoli imprescindibili, ricchi di poesia e passione.

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Una gelata precoce di John Erman con Aidan Quinn, Gena Rowlands e Ben Gazzara (1985)

Esattamente trent’anni fa veniva prodotto il primo film sull’Aids, allora argomento assolutamente tabù nei media. Fu trasmesso l’11 novembre 1985 sul canale americano NBC e sarebbe arrivato in Italia due anni dopo, il 20 gennaio, all’interno di uno speciale sull’HIV della trasmissione Esplorando condotta da Mino Damato.

È un vibrante melodramma su un giovane malato di Aids che rivela la propria omosessualità in famiglia. Assolutamente cult la scena del coming out col padre che lo schiaffeggia infuriato.

Che mi dici di Willy? di Norman René con Campbell Scott, Bruce Davison, Mary Louise Parker (1989)

Considerato Il Grande Freddo del cinema gay, è un solidale dramma corale su otto agiati amici omosessuali e una etero che si trovano ad affrontare l’emergenza Aids nella comunità gay ma di cui non si sa quasi nulla (il primo articolo del New York Times a questo proposito era del 1981). Il personaggio dell’avvocato Spino che cerca di far valere i diritti di chi ha perso il lavoro perché affetto da HIV avrebbe anticipato la trama principale di Philadelphia.

Notti selvagge di Cyril Collard con Cyril Collard, Romane Bohringer, Carlos Lopez (1992)

Cult assoluto del cinema queer francese, fu tra i primi film sull’argomento ad abbattere la barriera che separava la finzione dal documentario: il protagonista, interprete e sceneggiatore, l’indimenticato Cyril Collard, racconta la sua stessa vita di edonista bisex con uno slancio colmo di pathos e una disperazione vitalistica che ha pochi eguali. Morì a soli 35 anni, il 5 marzo 1993, tre giorni prima che il film vincesse quattro premi César.

Blue di Derek Jarman (1993)

Il radicale testamento d’autore di Jarman è il film più estremo mai concepito sull’Aids: lo schermo è costantemente blu, dall’inizio alla fine, e in voice over si sente la voce di Derek, che stava perdendo la vista a causa della malattia: poetiche considerazioni sugli ultimi afflati vitali, il commiato agli amici e agli amori vissuti, il senso della memoria. Una cinesperienza assolutamente unica, video-tela monocromatica definitiva sulla straziante impotenza umana di visualizzare il concetto di dolore.

Philadelphia di Jonathan Demme con Tom Hanks, Denzel Washington e Antonio Banderas (1993)

A tutt’oggi resta il più celebre film sull’Aids, il più politico e militante, quello che più ha scavato nell’immaginario collettivo per il superamento dello stigma ai danni delle persone malate di HIV. Tom Hanks al massimo della sua espressività, vincitore di un Oscar come miglior attore protagonista (anche la canzone Philadelphia di Bruce Springsteen avrebbe vinto la prestigiosa statuetta dorata), interpreta un avvocato affetto da Aids ingiustamente licenziato che fa causa ai suoi datori di lavoro affidandosi a un collega inizialmente omofobo. Imprescindibile.

I testimoni di André Téchiné con Michel Blanc, Emmanuelle Béart, Sami Bouajila (2007)

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Una pietra miliare del cinema d’autore francese. Nei primi anni 80, il ventenne Manu (Johan Libéreau) si trasferisce a Parigi e inizia a frequentare l’ambiente gay dove conosce un medico gay cinquantenne (Michel Blanc) che gli presenta alcuni suoi amici. Un vibrante dramma corale sull’avvento dell’Aids in Francia in cui ebbe un piccolo ruolo il ‘nostro’ Lorenzo Balducci. Il titolo di lavorazione del film era Le combat de l’ange, ossia Il combattimento dell’angelo.

Angels in America di Mike Nichols con Meryl Streep, Emma Thompson, Al Pacino (2003)

Dalla pièce di successo firmata dall’ottimo Tony Kushner e prodotta da HBO, la più celebre miniserie televisiva sull’Aids. Cast stellare di prim’ordine, in cui spiccano Meryl Streep, Emma Thompson e Al Pacino, per una toccante ricognizione corale del dramma di vari individui connessi tra loro più o meno direttamente, ma tutti coinvolti nell’affrontare l’epidemia HIV in una New York reaganiana incapace di reagire razionalmente al terrore provocato dal virus sconosciuto.

Amore Carne di Pippo Delbono con Pippo Delbono, Marisa Berenson, Tilda Swinton (2011)

Tra i pochi titoli italiani sull’Aids, vergognosamente ignorato dal cinema di casa nostra (ricordiamo però anche il sensibile Giorni di Laura Muscardin), un lirico atto d’amore del grande Pippo Delbono nei confronti della capacità del cinema di cogliere l’essenza dell’esperienza in prima persona della malattia, attraverso la celebre scena della ripetizione del test sull’Aids pur sapendo benissimo l’esito. Girato con un semplice telefonino, non ha nulla di pauperistico o amatoriale. Poesia viva, per lo sguardo e il cuore.

Dallas Buyers Club di Jean Marc-Vallée con Jared Leto, Matthew McConaughey, Jennifer Garner (2013)

Un solido dramma ambientato nel 1985 la cui linfa vitale è infusa dalle indimenticabili interpretazioni di Jared Leto e Matthew McConaughey, entrambe premiate con l’Oscar. A un elettricista omofobo viene diagnosticato l’Aids conclamato e poco tempo da vivere: facendo inattesa amicizia con una trans anche lei malata, metterà su un fiorente commercio illegale di medicine per diffondere le nuove cure anche grazie alla complicità di un’avveduta dottoressa.

È il film sull’Aids più politico dai tempi di Philadelphia, e una chiara denuncia alla responsabilità delle case farmaceutiche nel ritardo della disponibilità delle cure.

The Normal Heart di Ryan Murphy con Matt Bomer, Mark Ruffalo, Julia Roberts (2014)

Commovente e straordinariamente ben recitata, è la migliore serie tv sull’Aids degli ultimi anni.

Tratta dall’omonima pièce teatrale di Tony Kushner, è ambientato all’inizio degli anni ’80 e segue le vicende ispirate a fatti reali della nascita dell’organizzazione Gay Men’s Health Crisis per finanziare la ricerca di fondi sull’Aids attraverso le vicende personali di un attivista gay, un giornalista che si scopre affetto da Aids e una dottoressa costretta su una sedia a rotelle a causa di una poliomielite. Vincitore di un Golden Globe per l’interpretazione di Matt Bomer e due Emmy Awards (miglior trucco e film tv). Andrà in onda martedì alle 21.10 su MTV8 – canale 8 del digitale terrestre e 121 del telecomando Sky – seguito dal doc Larry Kramer per amore e per rabbia di Jean Carlomusto.

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