UNA BODYGUARD GAY DA 120 CHILI

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Il muscoloso wrestler 'The Rock' è una guardia del corpo omosex in 'Be Cool' di Gary Gray. E fa morire dal ridere. Con lui, John Travolta e Uma...

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L’idea è davvero cool e stuzzicante. Far interpretare a una star del wrestling per sei volte campione del mondo e adorato da milioni di fan, ‘The Rock‘ (al secolo Dwayne Johnson, un imponente colosso di 1.95 cm e 120 chili di peso) il ruolo di una bodyguard gay dai modi spicci e fare da vero bullo con aspirazioni troppo a lungo soffocate di cantante e attore.

È una delle trovate di ‘Be Cool‘ di Gary Gray, seguito del film di Barry Sonnenfeld ‘Get Shorty‘, nelle sale da venerdì 15 aprile: ritroviamo John Travolta nel ruolo del gangster Chili Palmer che però ha abbandonato Hollywood per il mondo della musica dove si è messo a trafficare con discografici inaffidabili, intrattabili rapper dei ghetti losangelini, persino la mafia russa.

«Abbiamo risparmiato gli omosessuali e i neri e ce la siamo presa con i russi. Deve essere nei nostri geni» ha dichiarato il regista.

Infatti al gay Elliot Wilhelm, guardia del corpo dell’affettato Vince Vaughn che vuole essere rispettato nei ghetti (qualcuno si ricorderà The Rock come protagonista di ‘La mummia – il ritorno‘ e ‘Il re scorpione‘), sono dedicati i momenti più spassosi del film: «Questo film consente a ‘The Rock’ di mettere in luce tutto il suo senso dell’umorismo – spiega Travolta – ma anche le sue doti di attore, grazie a un ruolo che è davvero speciale. Elliot ha moltissimi momenti straordinari perché del tutto sgangherati. Una delle ragioni per cui ho accettato questo film è proprio per una scena in cui ‘The Rock’, serissimo, recita, in forma di monologo, un dialogo da ‘Bring It On’ sulle majorettes. In quella scena c’è un senso comico impeccabile. È davvero difficile trovar di meglio».

Dwayne Johnson ammette esplicitamente di essersi proposto per questo ruolo: «Volevo questa parte ad ogni costo – rivela schietto – Opportunità del genere sono molto rare: non ti capita spesso di avere così tanti attori che ammiri insieme nello stesso film. E devo dire che sul set ci siamo divertiti un mondo». Riguardo al fatto di aver interpretato un personaggio diametralmente opposto alla sua immagine pubblica, ‘The Rock’ spiega che «è stato molto eccitante, perché mi ha permesso di ironizzare su me stesso e sull’immagine che la gente ha di me. Proprio per questa immagine tutti si chiedono: ‘The Rock che interpreta un gay?’. Ma io dico: ‘Perché no?’. Siamo tutti eguali e ci sono tanti tipi di persone a questo mondo. Un buon attore può interpretare qualunque personaggio e io mi sono divertito un sacco. È molto divertente lavorare su una sceneggiatura del genere perché si muove molto velocemente, è scritta benissimo, e ti consente di essere buffo senza dare l’impressione che stai cercando di far ridere. È buffo e basta. Anche questo mi ha attirato molto».

Tratto dall’omonimo romanzo dell’autore di culto Leonard Elmore, vanta un cast superlusso: Harvey Keitel interpreta un minaccioso boss di un’agenzia di talenti, Danny De Vito si cala nei panni dello strampalato regista Martin Weir, Steven Tyler degli ‘Aerosmith’ in quelli di se stesso e nel ruolo di Edie Athens, una produttrice di una piccola casa discografica sulla via del fallimento, ritroviamo la splendida Uma occhi-di-piccione Thurman che dopo dieci anni si cimenta nuovamente in un ballo sfrenato con John Travolta come ai gloriosi tempi di ‘Pulp Fiction‘ ma questa volta sulle note martellanti di ‘Sexy’ dei Black Eyed Peas, versione rap di una canzone di Joabim del 1962.

La Thurman racconta di aver accettato il ruolo «perché ho trovato la sceneggiatura incredibilmente divertente e piacevole, anche se confesso che quello che mi ha attirato da subito è stata la possibilità di tornare a lavorare con John. Dieci anni fa ci eravamo divertiti così tanto che quando ho letto la scena del ballo mi è sembrato di tornare indietro nel tempo. E poi, ballare con John Travolta è sempre molto divertente: non credo ci sia miglior partner al mondo con cui farsi un ballo, perché lui fa sembrare tutto facile. John ama davvero ballare. All’epoca di ‘Pulp Fiction‘ ero molto più timida e meno sicura di me eppure lui ha fatto sì che mi lasciassi andare e così mi sono divertita un mondo».

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