QUANDO GLI DEI SI INNAMORANO

A Firenze una mostra sul mito di Ganimede, il bellissimo ragazzo di cui Giove si invaghì fino al punto di rapirlo. Michelangelo lo ritrasse in un disegno, ora esposto per la prima volta in Italia.

FIRENZE – Immaginate un ragazzo di straordinaria bellezza, la cui sola vista è capace di turbare il più virile degli uomini, una bellezza che non può essere ignorata, e dalla quale viene folgorato addirittura il più potente degli dèi, l’unico essere che può ottenere tutto ciò che desidera (moglie permettendo…).

Così, questo dio (figuriamocelo come un omone barbuto, un po’ villoso, con lo sguardo penetrante e il corpo imponente e statuario) non riuscendo a distogliere lo sguardo dalla bellezza del giovane, decide di rapirlo: si trasforma in aquila e lo porta in volo fino alla sua abitazione in cima ai cieli, per farne il coppiere degli dei.

E’ questa la storia di Ganimede, figlio di Troo, re dei troiani, giovane di straordinaria bellezza che fece innamorare Giove. E sulla sua figura è incentrata la mostra "Il mito di Ganimede, prima e dopo Michelangelo" che la Casa Buonarroti di Firenze inaugura il 18 giugno, e che resterà aperta fino al 30 settembre. La mostra ripercorre le varie rappresentazioni del mito di Ganimede, che fin dall’antichità, affascinò scrittori e artisti: frequenti testimonianze se ne trovano infatti nella letteratura classica (Omero, Virgilio, Ovidio…); e ancora più numerose sono le opere d’arte nelle quali il giovinetto e la sua inquietante bellezza figurano come protagonisti. Insieme con Sebastiano, Ganimede è sicuramente una delle figure che nella storia dell’arte ha più spesso interpretato l’erotismo omosessuale, vissuto soprattutto attraverso la relazione tra il "maturo" Giove e l’acerbo giovanetto.

L’eccezionale popolarità del personaggio attraversò i secoli, anche perché Ganimede entrò precocemente nello Zodiaco, identificato con la costellazione dell’Acquario. Nel Cinquecento la fortuna del mito toccò il suo culmine, intanto che se ne mettevano in evidenza i vari aspetti: Ganimede come attributo di Giove, oppure il ratto compiuto dall’aquila, o la volontaria ascesa sulle spalle del rapace; ma anche il momento finale della leggenda, con il giovane tra gli dei dell’Olimpo come loro coppiere, spesso al fianco di Giove. Gli aspetti multiformi del mito si risolvono naturalmente in molteplici soluzioni figurative. Di qui il carattere variegato e spettacolare dell’ esposizione.

Ti suggeriamo anche  Torture e stupri correttivi: scene dalla clinica in Ecuador che cura omosessuali e transessuali

La mostra sarà occasione per ammirare tutta una serie di oggetti d’arte in qualche modo collegate con la vita e l’opera di Michelangelo o con la storia dei suoi discendenti, come alcuni celebri disegni dell’artista, uno dei quali, incentrato appunto sul ratto di Ganimede, sarà finalmente esposto in Italia, proveniente dal Fogg Art Museum di Cambridge (Massachussetts).

Il percorso espositivo inizia con la presentazione di opere d’arte classica: si potranno ammirare antichi vasi, gemme, sculture, come la bella coppia di orecchini in oro e granato proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il bel rilievo in marmo del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Seguono una scelta di raffinate miniature medievali concesse in prestito dalla Biblioteca Apostolica Vaticana e significativi esempi presi dall’arte del primo Cinquecento.

La mostra si conclude con una panoramica sul mito di Ganimede, che comprende non solo capolavori come lo stupendo disegno del Parmigianino del Louvre, o il seducente dipinto di Lelio Orsi delle Collezioni Estensi; ma anche testimonianze sei-settecentesche, fino al Tiepolo e a Mengs, che illustrano la lunga fortuna del tema.

Giunge infine dalla Collezione di disegni della Royal Library di Windsor un portentoso disegno di Michelangelo, raffigurante la Punizione di Tizio, concepito dall’artista come pendant del Ratto di Ganimede del Fogg Art Museum. Questi due capolavori grafici vengono per la prima volta in Italia, e per la prima volta al mondo potranno essere ammirati insieme.

Ti suggeriamo anche  Abbiamo già eletto la gag a tema food più esilarante dell'anno

IL MITO DI GANIMEDE
PRIMA E DOPO MICHELANGELO

a cura di Marcella Marongiu
Firenze, Casa Buonarroti, 18 giugno-30 settembre 2002
Ingresso 6,50, ridotto 4,00, scuole 3,25
Luogo: Casa Buonarroti, Firenze, via Ghibellina 70
Orario: 9.30-16.00, giorno di chiusura martedì
Informazioni in mostra: tel. 055 241752 – fax 055 241698
[email protected]
www.casabuonarroti.it

Didascalie delle immagini in questa pagina:

accanto al titolo: Michelangelo (Caprese 1475-Roma 1564), Il ratto di Ganimede; carboncino, mm. 361×275, 1532-1533; Cambridge (Mass.), Fogg Art Museum, Harvard University

foto 1: Michelangelo (Caprese 1475-Roma 1564), La punizione di Tizio; matita nera, mm. 190×330, 1532-1533; Windsor Castle, Royal Library

foto 2: Giulio Clovio (Grizane 1498-Roma 1578), Il ratto di Ganimede (da Michelangelo); tempera su pergamena, mm. 340×235, 1538 circa; Firenze, Casa Buonarroti

foto 3: Parmigianino (Francesco Mazzola, detto il; Parma 1503-Casalmaggiore 1540), Ganimede e Ebe nell’Olimpo; penna e inchiostro bruno, acquerellature marroni, mm. 148×95, 1527-1534; Parigi, Musée du Louvre, Département des Arts Graphiques