Se due giovani gay in un liceo romano…

“Non ti avevo neanche notato”: è il titolo del primo fumetto gay di Sandro Campani e Daniele Coppi edito da Playground. Due liceali si scoprono a vicenda durante una punizione nel bagno della scuola.

Ogni volta che in Italia viene realizzato un fumetto a tematica gay è sempre un fatto degno di nota, se poi questo fumetto viene pubblicato da un editore che solitamente non si occupa di fumetti è sicuramente un evento particolare, quando però l’editore in questione è un editore italiano che si occupa prettamente di tematiche gay si tratta quasi di un miracolo. Così, siccome talvolta i miracoli accadono, ora ci ritroviamo a parlare di "Non ti avevo nemmeno notato", il primo fumetto a tema gay di Sandro Campani e Daniele Coppi, appena pubblicato dall’Editore Playground di Roma. Per prima cosa bisogna rendere merito all’editore per il coraggio e per l’apertura mentale dimostrata: generalmente la tematica gay e il linguaggio del fumetto sono un abbinamento ampiamente svalutato dagli editori italiani, a meno che, come nel caso di Massimiliano De Giovanni della Kappa Edizioni, sceneggiatore ed editore non coincidano.

Non ci è dato sapere se quella di Playground è da considerarsi una parentesi o l’inizio di un nuovo trend, ma di certo gli si può riconoscere di avere smosso un po’ le acque, pubblicando un fumetto ambientato in un liceo romano: dopo un decennio in cui i fumetti gay italiani sono stati monopolizzati dagli universitari bolognesi (Gente di Notte, Pazzo di Te, Cuori in Affitto, Matteo & Enirco, Fag Hag), si tratta già di un notevole passo avanti. La storia del primo fumetto edito da Playground è incentrata sull’aspirante musicista Marco (grande fan di Carmen Consoli), che vive in una famiglia modesta, e su Fabio, figlio di un maresciallo dei Carabinieri abbastanza castrante, che frequentano l’ultimo anno di un liceo romano, nel quartiere Marconi. Mentre Fabio si prende una cotta per il supplente di Storia, Marco comincia a ricevere una serie di messaggi anonimi – che presto diventano un vero e proprio stalking – che minacciano di rivelarne l’omosessualità.

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Proprio mentre sono incaricati di cancellare uno di questi messaggi, scritto sugli specchi del bagno della scuola, Marco e Fabio fanno amicizia e Marco, nonostante la sua ragazza di facciata, scopre di avere un debole per l’amico. Riuscirà a dichiararsi a Fabio e a fargli dimenticare il supplente di Storia? Scoprirà chi lo minaccia e avrà il coraggio di lasciare perdere la sua finta vita etero? E come reagirà il nonno di Marco quando coglierà il nipote sul fatto? Per scoprirlo non resta che leggere "Non ti avevo nemmeno notato", che molto saggiamente è stato fatto uscire nel mese del Gay Pride. Premesso che si tratta comunque di un’iniziativa lodevole, e sicuramente molto significativa dal punto di vista dell’editoria gay italiana, sarebbe sbagliato cadere preda di facili entusiasmi e limitarsi ad elogiarne i pregi, quando alcuni difetti balzano subito all’occhio.

Più che nel disegno, che comunque è chiaro e funzionale (e che sicuramente maturerà con l’autore), quello che lascia più perplessi è il modo in cui viene gestita la sceneggiatura. Sandro Campani, già autore del romanzo "È dolcissimo non appartenerti più" (edito sempre da Playground) utilizza una tecnica narrativa che sicuramente andrebbe bene per un racconto o un romanzo breve, ma che si rivela abbastanza inadeguata alla realizzazione di un fumetto. Sottintesi e cambi di scena repentini vanno bene in una prosa con una parte descrittiva adeguata, ma in un fumetto non si può dare per scontato che certe lacune siano colmate dall’abilità del disegnatore (soprattutto se è alla sua prima prova di ampio respiro). Il risultato è che, alla fine una lettura poco scorrevole, le domande e le situazioni poco chiare sono ancora molte, mentre la caratterizzazione dei personaggi rimane abbastanza vaga e indefinita.

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Realizzare un fumetto non significa semplicemente trasformare un racconto, per quanto ben scritto, in una sequenza di vignette, perché il fumetto è un vero e proprio linguaggio a parte con le sue dinamiche, le sue regole e le sue strategie narrative (come viene ben spiegato negli imprescindibili saggi di Scott McLoud e Will Eisner, che per fortuna sono reperibili anche in Italiano). Realizzare un fumetto senza considerare tutto questo può risultare rischioso, soprattutto se lo si presenta come un graphic-novel (termine che va tanto di moda, ma che ultimamente sembra un po’ abusato) e gli si fa affrontare un tema delicato e importante come l’omosessualità nell’adolescenza. Sicuramente "Non ti avevo nemmeno notato" ha rotto un altro tabù del fumetto italiano, e sicuramente molti ragazzi si potranno ritrovare nei suoi protagonisti, tuttavia rimane ancora un primo passo di un lungo cammino che si annuncia ancora molto lungo, faticoso e ricco di insidie. In bocca al lupo!

di Valeriano Elfodiluce