NICK, PICCOLO GRANDE UOMO

Un bimbo nato prematuro è il protagonista del bellissimo 'Little Man' di Nicole Conn. Omosessualità e nazismo nell'artigianale 'Il colore del silenzio' di Raffaele Piscitelli.

NICK, PICCOLO GRANDE UOMO - educazione fisica delle fan - Gay.it
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LIDO DI VENEZIA – Uno splendido documentario americano ha illuminato le Giornate di Cinema Omosessuale: ‘Little Man‘ di Nicole Conn, regista dell’acclamato ‘Claire of the Moon‘ racconta l’odissea del bambino della stessa Conn nato di cinque mesi e mezzo, del peso di una libbra e col cuore grande come un anacardo.

NICK, PICCOLO GRANDE UOMO - Little Man 3 - Gay.it

Avuto insieme alla compagna attivista Gwen Baba, il minuscolo Nick nasce dopo una complicata gravidanza ottenuta grazie a un utero in affitto in cui sono stati impiantati sette ovuli di Nicole e altrettanti di Gwen. L’esserino è così piccolo che un anello gli può passare attraverso il piede e la pressione gli viene misurata con lacci grandi come cerotti. Dopo 158 giorni di terapia intensiva e continue crisi che minano la resistenza del bimbo-feto (la probabilità di sopravvivenza è inferiore a uno su duecentocinquantamila) le genitrici riescono a creare una sorta di miniospedale in casa propria e, tra mille difficoltà, farlo vivere.

NICK, PICCOLO GRANDE UOMO - Little Man 4 - Gay.it

Molto, molto crudo, non lesina nel mostrare nel dettaglio le continue operazioni chirurgiche che deve subire Nick (principalmente allo stomaco, visto che non riesce a nutrirsi), i rigetti continui, lo strazio fisico dei suoi cedimenti – assume i colori più strani, diventando rosso fuoco piuttosto che verde bottiglia o blu notte. Ogni giorno di vita per Nick è un traguardo e il ritmo incalzante del film fa tifare lo spettatore che si chiede in continuazione: “ce la farà o no?”. Nonostante gli acciacchi, Nick arriva a festeggiare due anni e mezzo (con gravi problemi di vista, di udito e alimentazione) e il finale fa supporre che possa esserci un ‘Little Man 2’ che racconterà il resto della vita del bimbo miracolato.

NICK, PICCOLO GRANDE UOMO - Little Man 2 - Gay.it

La Conn scava a fondo nel dramma descrivendo quanto la vicenda di Nick abbia messo in difficoltà il rapporto amoroso con Gwen, i problemi economici poi risolti grazie al servizio sanitario nazionale, il loro isolamento sociale necessario per dedicarsi unicamente al figlio. “Devi solo respirare e mangiare, Nick” ripete continuamente Nicole. Davvero emozionante e toccante, meriterebbe di essere distribuito nelle sale tradizionali.
In Venice Screenings è passato ‘Il colore del silenzio‘ di Raffaele Piscitelli, un mediometraggio artigianale e didascalico in cui il regista immagina le tappe della realizzazione di una pièce su olocausto e omosessualità alternando letture e riflessioni sulla documentazione presa da Internet a scene teatrali ricostruite nel bar lesbico Dorian Gray. Si discute così dei 100.000 gay vittime del nazismo, della presunta omosessualità di Hitler, principale ragione dell’omicidio del capo delle SA Ernst Roehm che poteva ricattarlo, del famigerato Paragrafo 175, della Notte dei Lunghi Coltelli, del fatto che le lesbiche venivano considerate e trattate come prostitute, delle battute antigay in voga all’epoca fascista come “Per il bene della razza, al confine il pederasta” (“Non sapevano neanche fare le rime” commenta la protagonista).

NICK, PICCOLO GRANDE UOMO - Sympathy for Lady Vengeance - Gay.it

Intanto, in concorso, ‘La bestia nel cuore‘ della Comencini è stato ben accolto e la regista in conferenza stampa ha spiegato la querelle sul divieto per una scena lesbo tra Angela Finocchiaro e Stefania Rocca che interpreta il ruolo di una cieca: “La commissione di censura mi ha scritto una lettera clerico-fascista in cui si diceva che davo un’immagine negativa della famiglia, pilastro della società italiana, e che l’unico amore positivo presentato era di tipo omosessuale. Mi sono offesa tantissimo, sono riuscita a ottenere che si riunisse un’altra commissione. E il divieto è stato cancellato”.
Altri sprazzi di cinema lesbico: nel violento ‘Sympathy for Lady Vengeance‘ (foto sopra) di Park Chan-Wook una detenuta obesa pretende forzati cunnilingus dalle compagne di cella ma la vendetta della protagonista Lee Young-Ae si abbatte anche su di lei. Tensioni saffiche anche nel collegio in Turingia dell”Educazione fisica delle fanciulle‘ di John Irvin con Jacqueline Bisset preside severa che non sa spiegare dove siano sparite due ragazze. In ‘Backstage‘ di Emmanuelle Bercot la sedicenne Lucie è una fan sfegatata della popstar Lauren e quando riesce a entrare nel suo entourage viene coinvolta in una relazione morbosa con la diva. Meravigliose le protagoniste Emmanuelle Seigner e Isild Le Besco.
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