"Non mi stupisce la scelta di Cota di non sponsorizzare il festival dei gay, ai miei tempi la Lega era un partito in cui aleggiava moltissima omofobia. Se c’era un difetto era certamente una visione distorta della sessualità, un machismo fastidioso. Che costava qualcosa alla presenza femminile". Lo ha detto l’ex presidente della Camera Irene Pivetti, che ha scritto il proprio commento sulla vicenda del Torino lgbt Film Festival alla pagina Facebook di "Porca Italia – Cosa dicono (e pensano) di noi nel mondo", l’ultimo libro di Klaus Davi edito da Garzanti con la prefazione di Gian Antonio Stella.
Come avete Festiva del Cinema Gay in programma a Torino dal 28 aprile al 4 maggio. La Pivetti esprime molti dubbi sul prototipo iper virile del leghista: "Secondo me – dice – l’idolatria del ‘celodurismo’ è un ‘vorrei ma non posso’, ma lasciamo perdere… credo che l’omofobia e il machismo siano ancora molto presenti nella Lega e non solo. e che non sono affatto superati, anche se io militavo tanti anni fa e quindi mi potrei sbagliare". "Sono convinta che la politica omofoba, a prescindere da chi viene portata avanti, danneggi l’immagine internazionale del nostro Paese", osserva infine la Pivetti.
Le fa eco Franco Grillini che sui dirigenti di quello che è ormai il partito più antico del parlamento italiano lancia frecciate ben precise. "Nella Lega sono almeno sei i dirigenti top notoriamente omosessuali, nel senso che si sa di loro nella ristretta cerchia leghista e anche in una più ampia di chi fa politica". "Alcuni gay – continua Grillini – per fare carriera si infilano nei partiti di destra, anche perché forse lo sono sinceramente. Sta di fatto che, se facessero coming out, la loro carriera terminerebbe ipso facto perché quei partiti sono ferocemente omofobi. Quindi si fa finta di essere machi, si spara a zero sugli omosessuali, si chiudono i posti di incontro gay, si favoriscono petizioni anti-omosessuali ecc. Dico solo che, quando uno è particolarmente feroce sulla questione omosessuale evidentemente deve allontanare da sé il sospetto".
Intanto a fare la differenza, alla vigilia delle elezioni amministrative, è l’aministrazione comunale, guidata dal democratico Chiamparino. Il comune, infatti, ha approvato una delibera di adesione al Comitato d’Onore della XV Conferenza di ILGA Europa che quest’anno si svolgerà proprio nel capoluogo piemontese.
"In un Paese come il nostro, ideologicamente paralizzato dai pregiudizi nel riconoscimento dei diritti civili delle persone omosessuali e transessuali – commenta in una nota il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patanè -, l’adesione rappresenta il segno di una buona amministrazione, non perchè amica ma perchè giusta e rispettosa dei tanti modi di essere uomini e donne ed egualmente cittadini".
"Dal Comune di Torino – continua Patané – ci arriva la conferma del ruolo che Comuni, Province e Regioni possono svolgere nel velocizzare il riavvicinamento della politica alla reale varietà della società italiana e che proprio la politica e le pubbliche amministrazioni dovrebbero rappresentare con oggettivo rispetto per tutti. Ora ci aspettiamo che anche la Regione Piemonte sappia ritornare sui propri passi e dare un segno di apertura a quell’Europa di cui il Piemonte è sempre stato storicamente porta privilegiata, aderendo alla Conferenza di ILGA con altrettanto doveroso riconoscimento della vita e dei diritti di tutti. Alla fine prevarrà la consapevolezza che questa adesione, come anche la riattribuzione del patrocinio regionale al Festival del Cinema lgbt di Torino, farebbero e faranno come sempre bene all’immagine ed alla cultura di tutto il Paese, del Piemonte e di chi lo amministra".
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