Senegal, proteste per l’arrivo di Rihanna: “Promuove l’omosessualità”

Trenta organizzazioni religiose riunitesi nel collettivo "No alla massoneria e all'omosessualità" all'attacco di Rihanna.

rihanna
< 1 min. di lettura

Rihanna è oggi attesa in Senegal insieme al presidente francese Emmanuel Macron per partecipare alla conferenza del Global Partnership for Education.

Ad accogliere la popstar però, ambasciatrice dell’organizzazione internazionale, non ci saranno adoranti fan bensì trenta organizzazioni religiose riunitesi nel collettivo “No alla massoneria e all’omosessualità”, che hanno ufficialmente chiesto alle autorità senegalesi di impedire il suo sbarco. Secondo questi estremisti religiosi il viaggio di Rihanna sarebbe stato “orchestrato in complicità con il governo per realizzare un programma educativo che mira a rendere le future generazioni di fedeli seguaci di Satana”. Il Senegal è solitamente tollerante, ma la religione ha un forte impatto sulla società. Oltre il 90% della popolazione si identifica come musulmana.

Rihanna non lo nasconde: fa parte degli Illuminati, che è un ramo della Massoneria“, ha rimarcato Sheikh Oumar Diagne, responsabile della comunicazione del collettivo. “Il suo arrivo stranamente coincide con la data originariamente prevista per gli Incontri umanisti e massoni africani e malgasci. Ai nostri occhi, è stato un tentativo di diversione inteso a nascondere all’opinione pubblica lo svolgimento di questo incontro dei massoni“.

Incontro che si sarebbe dovuto tenere il 2 e 3 febbraio a Dakar, prima di essere cancellato proprio per le accese proteste. La vicinanza di Rihanna alla comunità LGBT ha evidentemente fatto traboccare il vaso, scatenando queste 30 organizzazioni religiose. La sua presenza in Senegal non è in dubbio, ma le misure di sicurezza aumenteranno sensibilmente. Il presidente senegalese Macky Sall prenderà parte alla conferenza.

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