Silvana De Mari, confermata la condanna per diffamazione nei confronti del Circolo Mario Mieli

“È un avvertimento per chiunque abbia intenzione di fare ciò che vuole sulla pelle delle persone lgbtqia+”, il commento a caldo del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

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Silvana De Mari, confermata la condanna per diffamazione nei confronti del Circolo Mario Mieli
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La Corte di Appello di Torino ha oggi confermato la condanna di Silvana De Mari per diffamazione nei confronti del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

L’autrice di libri fantasy, che scrive su La Verità di Maurizio Belpietro, è stata condannata al pagamento delle spese legali e accessorie. De Mari aveva affermato che gli attivisti del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli fossero “simpatizzanti di pedofilia, necrofilia e coprofagia“. Nel 2019 i giudici l’avevano condannata in primo grado a 1000 euro di multa, oltre a un risarcimento dei danni da liquidare in separato giudizio civile e a una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 5000 euro, oltre alle spese legali liquidate in € 3420 oltre accessori di legge. L’imputata, che si qualifica come “chirurgo e psicoterapeuta”,  è stata ora nuovamente condannata in appello.

“Accogliamo quindi con grande soddisfazione l’esito di questa vicenda giudiziaria, anche perché, oltre a ristabilire il nostro onore, è un avvertimento per chiunque abbia intenzione di fare ciò che vuole sulla pelle delle persone lgbtqia+”, hanno commentato dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

“Leggeremo le motivazioni della Corte tra 90 giorni, ma non abbiamo nessuna paura di affrontare un eventuale ricorso in Cassazione, sicuri di vincere anche l’ultimo grado di giudizio”, ha dichiarato il presidente del Circolo, Mario Colamarino. “Incassata questa vittoria, non dobbiamo abbassare la guardia rispetto all’omolesbobitransfobia. La De Mari infatti “è espressione di gruppi organizzati di omofobi, una rete che va dalla politica, ai giornali e alle associazioni”. Rimane quindi fondamentale restare uniti nella lotta contro le discriminazioni“.

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