“Some Prefer Cake”, cinema lesbo “resistente” a Bologna

Il festival bolognese celebra alcune storiche militanti come Adrienne Rich e Audre Lorde. Tra gli ospiti, la documentarista premio Oscar Debra Chasnoff e la fotografa sudafricana Zanele Muholi.

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Si vedranno "lesbiche che (r)esistono e non desistono", come spiegato nell’introduzione al catalogo dalla direttrice artistica Luki Massa, nella sesta edizione di Some Prefer Cake, festival internazionale di cinema lesbico in programma da giovedì 20 settembre a domenica 23 presso il Nuovo Cinema Nosadella di Bologna. Dedicato alla poetessa e femminista lesbica Adrienne Rich, a cui è riservato un omaggio, deceduta nel marzo di quest’anno, offre una selezione densa e interessante del miglior cinema contemporaneo a tematica saffica: 29 film tra cui 7 lungometraggi narrativi (da non perdere il primo film lesbo iraniano Circumstance di Maryam Keshavarz premiato al Sundance, il vincitore del festival Mix Cloudburst e il ribollente Bye bye Blondie di Virginie Despentes con Béatrice Dalle e Emmanuelle Béart). Da segnalare, tra i doc presentati, Audre Lorde: The Berlin Years 1984 to 1992 già alla Berlinale nella sezione Panorama, sull’influenza in Germania della poetessa e attivista americana di colore Audre Lorde (1934 – 1992) che si definiva "nera, lesbica, femminista, guerriera, poeta, madre".

La nazione scelta per il focus è l’India – occhio al reportage 365 without 377 di Adele Tulli prodotto da Ivan Cotroneo sulla depenalizzazione nel 2009 della "Section 377" indiana che criminalizzava ogni atto sessuale fra due adulti non etero – mentre la retrospettiva è dedicata alla grande documentarista premio Oscar Debra Chasnoff che sarà ospite della manifestazione.

Durante il festival verrà proiettato il cortometraggio vincitore del concorso My Happy End, "nato con l’obiettivo di stimolare la produzione e la circolazione di nuovo cinema lesbico in grado di creare immaginari di empowerment, non vittimizzanti, ironici e dissacranti che celebrino la fierezza dell’autodeterminazione lesbica".

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Un interessante percorso espositivo della fotografa e attivista sudafricana quarantenne Zanele Muholi, anch’essa presente a Bologna, sarà visitabile fino al 20 ottobre nel quadriportico dell’ex ospedale Roncati, luogo non casuale ma scelto come simbolo della liberazione da una coercizione alla norma che per secoli ha psichiatrizzato gay, lesbiche e trans. Zanele Muholi si autodefinisce "visual artivist" e ha documentato con la sua opera quegli indefinibili stupri correttivi ai danni di lesbiche praticati come cura e rieducazione all’eterosessualità, assai diffusi in Sudafrica soprattutto nei confronti delle lesbiche di colore e delle più povere, veri e propri crimini d’odio tacitamente accettati dalla maggior parte della popolazione.

Sarà possibile ammirare una selezione di opere fotografiche tratte dalle serie Faces and Phases e Being.

Venerdì 21 settembre alle 16.30 è inoltre previsto l’incontro moderato da Stefania Doglioli con la fumettista parmense Pat Carra che presenterà il suo ultimo libro di vignette Sex of Humor (Fandango).

Da quest’anno, oltre al Premio del Pubblico, verranno assegnati da una giuria tecnica anche i premi al miglior lungometraggio, miglior doc e miglior corto.

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