In molti paesi africani dove essere gay vuol dire subire persecuzioni e discriminazioni. Sicuramente questo è quello che accade in Tanzania, dove il ministro aggiunto della Sanità Hamisi Kigwangalla ha minacciato di pubblicare i nomi degli omosessuali che fanno “commercio dei loro corpi“, qualche giorno dopo la chiusura dei centri specializzati nella cura all’Aids, accusati di promuovere l’omosessualità.
Il governo sta lanciando inchieste contro “le lobby dell’omosessualità“, ha affermato su Twitter il ministro. “Pubblicherò – ha continuato – una lista di gay che vendono i loro corpi su internet. Coloro che pensano che questa campagna sia una sparata, si sbagliano. Il governo ha il braccio lungo e arresterà tutti coloro che sono implicati“.
L’omosessualità è punibile in Tanzania con pene detentive pesanti. Ma solo recentemente il governo ha cominciato una campagna sistematica contro i gay.
A luglio il commissario regionale di Dar es Salaam ha ordinato una serie di arresti di gay nei bar e nei club della capitale economica del Paese. Inoltre le autorità hanno vietato l’importazione e la vendita dei lubrificanti.
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