Bosco Vida: «Vi racconto di quando tutti mi davano del fr**io!»

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L'omofobia, i commenti cattivi dei gay italiani, la sua passione per Mengoni e la voglia di trovare finalmente l'amore. Fermi tutti: parla Bosco Vida!

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I reality show si sa: creano personaggi (non sempre) dal nulla, li fomentano, li usano, li sfruttano fino a distruggerli per poi, una volta finiti i giochi, abbandonarli in un mondo fatto di avanzi. Per Bosco Vida, invece, il percorso è andato in tutt’altra direzione. Nasce dallo studio della scorsa edizione de l’Isola dei Famosi quando, senza essere famoso e con gonne, cilindri e coroncine di strass, difendeva l’amico di sempre Jonas Berami per trasferirsi poi, a Roma, nella casa del Grande Fratello Vip dove arriverà fino alla sesta puntata quando, in un televoto lampo, si scontrerà con l’iconica Valeria Marini. Eppure, da quel 14 novembre, del pittoresco Bosco si son perse le tracce: sentite cosa ha da dire, una volta raggiunto, della discriminazione dei gay italiani nei suoi confronti, dell’omofobia di Clemente Russo, dell’esperienza al reality show di Canale 5 e del suo più grande sogno: trovare (di nuovo) l’amore!

Bosco: ma che fine hai fatto?

Sono in Spagna. Sto lavorando moltissimo. Il 2017 sarà l’anno della mia rinascita: ho tantissimi progetti da portare avanti. Sono diventato finalmente direttore di una scuola di teatro; ho studiato tanto per arrivarci e questa è una posizione che ho sempre sognato. 

Da pochi mesi si è chiusa la porta della Casa più spiata d’Italia. E ora?

E ora sono tornato alla vita di tutti i giorni. La mia vita al di fuori di Cinecittà, non è poi così diversa. In Spagna mi chiamano: “il chico del reality”.

Una volta uscito hai inciso anche una canzone, Tiky Tiky. Mica farai sul serio, vero?

(Ride, ndr) Ma sai, io sono uno che vive tutto con estrema leggerezza. La serietà proprio non mi piace. Prendo il bello di quel che arriva e cerco sempre di fare tutto nel migliore dei modi. 

Nella canzone canti il “sesso nel cuore”. Posso chiederti di cosa parli?

In realtà è una frase che vuole evidenziare l’importanza del cuore nella vita di tutti i giorni. Io, ad esempio, il cuore lo metto in ogni singola cosa che faccio, sesso compreso. 

Stai facendo tantissime serate in giro per l’Italia. A quanto ammonta il tuo cachet?

Gli artisti veri non parlano di soldi, amore..

Col senno di poi, chi è stato il coinquilino che non vorresti più incontrare?

Ma sai, non c’è qualcuno che vorrei non vedere. Alla fin fine son sempre stato me stesso ed ho sempre detto la verità, quindi non avrei alcun problema ad interfacciarmi con gli altri ragazzi. 

E quello dal quale non vorresti più separarti?

Elenoire Casalegno. È una donna meravigliosa ed è stata la cosa più bella che quest’esperienza mi ha dato. Naturalmente sento spesso anche Alessia, Mariana e Pamela.

È stato più difficile sopportare l’atteggiamento di Valeria Marini o l’isterismo di Pamela Prati?

Per me Valeria è stata una macchietta. Con il suo atteggiamento positivo e scherzoso ha rallegrato e riempito le mie giornate. Pamela, invece, la trovo meravigliosa. Pensa che la sento ogni giorno e per me non è affatto isterica, anzi. È una donna buona, pura e dolcissima. Ci siamo ripromessi di andare a vedere Aladdin assieme.

Durante la tua permanenza nella casa il popolo gay italiano non è che sia stato proprio dalla tua parte. Non pensi che i gay siano i primi a discriminare?

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All’Isola dei Famosi avevo notato alcuni attacchi nei miei confronti, ma questa volta Mara Venier mi ha detto che le cose sono andate diversamente e ti dirò: anche io, una volta uscito, me ne sono reso conto. E poi, per me, non esiste nessun pubblico gay e nessun pubblico etero: esiste il pubblico. Spero di non piacere, in generale, per il mio atteggiamento e non per il mio orientamento sessuale. 

Questi commenti al vetriolo ti capita di riceverli anche nella tua Spagna?

In Spagna, soprattutto quando ero più piccolo, hanno provato ad offendermi e a prendermi in giro, ignari del fatto che quando mi davanti del “gay” o del “frocio” io non mi offendevo mai. Non avrei avuto modo di sentirmi offeso, anzi. Sono e son sempre stato orgoglioso del mio orientamento. Però, posso anche dire che io son stato molto fortunato.

In che senso?

Il mio carattere ha vinto sull’omofobia e sulle prese in giro, ma magari, in giro per il mondo, ci son ragazzi che non hanno la mia stessa forza e che soffrono, ogni giorno, per questi continui atteggiamenti. Che dispiacere e che dolore.

Gli appellativi offensivi nei tuoi confronti da parte di Clemente Russo come li hai vissuti?

Oramai è acqua passata. Essendo stato emarginato a sufficienza, sin da quando ero bambino, gli attacchi di Clemente non mi hanno scucito una lacrima, ma solo chi ha sofferto può capire di cosa sto parlando. Quelle parole non vanno dette, soprattutto in un contesto televisivo dove ci sono milioni di persone davanti alla tv

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