Riccione, lo spot omofobo e sessista prodotto dalla Rai – video

Macchiette, stereotipi, sessismo, omofobia, machismo e body shaming, con discutibili attori e comicità di bassissima lega. C’è tutto il peggio del peggio nello spot patrocinato dal Comune di Riccione.

1.300.580 visualizzazioni dal 23 luglio ad oggi, e un fiume di polemiche. Riccione, film web di 40 minuti prodotto da RAI Pubblicità e patrocinato dal Comune di Riccione, ha scatenato la furia di Marco Tonti, Presidente Arcigay della provincia di Rimini “Alan Turing”, rimasto basito da quanto visto.

All’interno dello ‘spot‘, infatti, prende forma un lungo concentrato di macchiette, luoghi comuni, stereotipi, sessismo, omofobia, machismo e body shaming, con discutibili attori e comicità di bassissima lega.

Un inno alla piattezza delle emozioni, allo stordirsi di alcol, al maschilismo predatorio (i protagonisti sono tutti maschi, le donne hanno solo la funzione di oggetto sessuale), il tutto infarcito da una violenza più o meno suggerita e allusioni sessuali da due soldi. Roba che sarebbe stata di bassa lega perfino negli anni ’80.

Il personaggio gay“, sottolinea Tonti, “è rappresentato beceramente come il solito stereotipo-macchietta molesto che ci prova con tutti, lancia sguardi allupati ai protagonisti ed oggetto continuo di disprezzo e infamie (“Occhio malocchio prezzemolo e finocchio”). Un destino davvero misero per quella Riccione che era stata la capitale europea del turismo gay fin dagli inizi del 1900, lo stesso turismo gay che ha contribuito in modo determinante alla sua fama“.

Stupisce la sponsorizzazione della Durex, spesso volto da Pride e sempre in prima linea contro omofobia e sessismo, mentre desta scandalo il patrocinio del Comune di Riccione, con l’assessore Caldari che ha persino esplicitato vanto, nei confronti di simile operazione, perché a suo dire riuscita ad intercettare il “linguaggio dei giovani. Durissima la chiusura di Tonti.

Purtroppo però nessuna sorpresa. Quando Riccione nega per anni il patrocinio al Rimini Summer Pride, la grande manifestazione per i diritti LGBT della Romagna, definendolo “una carnevalata” ma concedendolo ai convegni ufologici, la linea culturale pare già ben delineata. Patrocinare uno spot come questo, omofobico, sessista, machista e volgare, è una naturale evoluzione di questa linea. Questo video è una pessima pubblicità per tutta la riviera e un danno notevole per quelle città che cercano di qualificarsi come luogo accogliente e paritario per tutti e tutte, un luogo sicuro e civile, progredito ed educato, LGBT friendly e rispettoso. Cioè il contrario di quanto rappresentato in questo spot.