Il CEO Apple Tim Cook cancella sul nascere serie tv su Gawker, sito che gli aveva fatto outing

Passati 12 anni, e con Gawker in bancarotta dal 2016, Tim Cook si è preso la sua rivincita.

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Sito di gossip nato nei primi anni ‘2000, Gawker ha chiuso nel 2016 per bancarotta a seguito del risarcimento da 115 milioni di dollari nella causa intentata da Hulk Hogan. Il sito aveva pubblicato un video dell’ex wrestler mentre faceva sesso con l’allora moglie di un suo amico. Trascinato in tribunale, ha perso e chiuso i battenti.

Passati 4 anni, si torna oggi a parlare di Gawker grazie alla Apple. Secondo il New York Times, infatti, il CEO Tim Cook, da anni gay dichiarato, avrebbe cancellato sul nascere l’idea di una serie tv sul sito in questione, Scraper il titolo del progetto acquistato dalla stessa Apple e sviluppato dall’ex capo redattore Max Read e da Cord Jefferson. Addirittura altri due membri dello staff di Gawker sarebbero stati assunti da Apple per dar vita alla serie, fino a quando non è intervenuto Cook in persona.

Il motivo? A detta del New York Times il CEO Apple avrebbe unavisione decisamente negativa nei confronti di Gawker, perché vittima di outing. Nel 2008 l’allora direttore del blog Owen Thomas, gay dichiarato, pubblicò un articolo dal titolo “Il COO di Apple Tim Cook è gay?“, che speculava sulla sessualità di Cook, all’epoca direttore operativo di Apple e solo apparente futuro erede di Steve Jobs. Articolo che si soffermava su alcuni aspetti della vita personale di Cook, che evidentemente non ha mai dimenticato. Nel 2011, quando Cook subentrò a Jobs come CEO della società, Gawker rilanciò la posta, definendolo “l’uomo gay più potente d’America”. Peccato che Cook non fosse dichiarato, avendo fatto pubblicamente coming out nel 2014. Il CEO Apple non ha mai parlato pubblicamente degli articoli di Gawker o dell’impatto che hanno avuto sulla sua persona e sulla sua famiglia.

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Nel 2016 Peter Thiel, miliardario repubblicano e co-fondatore di PayPal, ha ammesso di aver segretamente finanziato una causa multimilionaria che ha poi costretto Gawker alla bancarotta, per vendicarsi di tutti gli articoli pubblicati che facevano riferimento proprio al suo orientamento sessuale. L’outing era evidentemente di casa, nella redazione del sito di gossip. Ma alla fine gli è costato caro. La causa in questione era proprio quella del wrestler Hulk Hogan, vinta da quest’ultimo, portando Gawker alla chiusura. Una storia che mai diverrà serie tv. Almeno non su Apple Plus.

© Riproduzione riservata.

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