GAY.IT, ME2 E LE NOVITÀ IN ARRIVO

Partito da pochi giorni, il nuovo servizio di chat e profili è già utilizzato da migliaia di utenti. E molti altri sorprese seguiranno. Ce ne parla Alessio De Giorgi, direttore del sito.

PISA – E’ nato da pochi giorni, e ha già raccolto migliaia di visitotori. Il nuovo servizio di annunci e chat di Gay.it, denominato Me2.it rappresenta solo il primo passo di un grande rinnovamente che il portale sta intraprendendo. Presto ci sarà una nuova veste grafica, contenuti più ‘moderni’ sono già visibili da qualche tempo, e altri ulteriori sviluppi sono in calendario per il 2006. Il tutto nato da un nuovo assetto societario: la Gay.it s.p.a., proprietaria del sito omonimo, ha ‘divorziato’ dai partner americani di PlanetOut/Gay.com network. Per capire come questo abbia influenzato le novità sul sito, abbiamo rivolto alcune domande ad Alessio De Giorgi, presidente della s.p.a. e direttore di Gay.it.

Come è maturata la decisione di non rinnovare il contratto con PlanetOut/Gay.com?

Gay.it è nato ormai sette anni fa e nel 2000 è diventata una azienda, la prima società per azioni gay-owned italiana, grazie proprio ai capitali che avevano investito la società Planetout, editrice di Gay.com, e Matrix, proprietaria del portale Virgilio.it. Successivamente, nel 2002, Matrix aveva ceduto le sue quote a Planetout, che era così arrivata a possedere il 45% dell’azienda, mentre la restante parte era rimasta a noi fondatori. Il contratto per la gestione degli annnunci personali e della chat di gay.it da parte di gay.com era nato proprio in quell’ottica, sull’onda dell’entusiasmo della new economy e di una società che pareva realmente intenzionata ad internazionalizzarsi ed a mantenere forte la sua presenza in Europa. Poi la malaugurata scelta della nuova chat, che noi avevamo in qualche modo subìto e che aveva allontanato troppi utenti, quindi la chiusura dell’ufficio di Gay.com a Parigi e il ridimensionamento dei siti inglesi e spagnoli, infine l’indisponibilità di Gay.com ad “europeizzare” il servizio ci hanno fatto perdere ogni speranza che quello fosse il partner giusto per Gay.it e per l’Italia. E’ stato principalmente per questo motivo che abbiamo deciso di correre soli, piuttosto che male accompagnati.

Ti suggeriamo anche  Il crop top da uomo è la nuova tendenza dell'estate

Quindi ha pesato soprattutto il fatto che i servizi di Gay.com fossero pensati per il pubblico statunitense e non fossero adatti al pubblico italiano?

Certo. Soprattutto è la mentalità statunitense che mal si adatta al pubblico mediterraneo. Faccio solo due esempi. L’approccio alla ricerca del partner, per una mezz’ora di sesso o per una vita intera, da noi è molto meno analitico di quello statunitense. Da questo elemento se vuoi culturale ne discendeva ad esempio una estrema complessità del servizio Personals, che lo rendeva impossibile per tanti utenti inesperti o che desiderano arrivare velocemente “al dunque”. Il secondo esempio riguarda il livello dei servizi per chi non era Premium, e cioè per chi non pagava un abbonamento: troppo pochi. Così pochi che impedivano sostanzialmente a chiunque non pagava di contattare un altro utente se questi non era online. Troppo pochi soprattutto per un mercato come quello europeo, dove la cultura del pagare per avere servizi su Internet è ancora molto indietro, rispetto a quanto accade negli Stati Uniti.

Cosa comporterà per Gay.it questo nuovo assetto societario?

Maggiore libertà, soprattutto. Per ora, è nato Me2.it, il nuovo servizio di annunci, e i primi risultati già si vedono: i nostri server stanno scoppiando, tant’è che molti giustamente si sono lamentati della lentezza delle connessioni ai nostri siti internet, problema cui porremo rimedio settimana prossima. Ma le novità non mancheranno. A breve partirà il completo restyling di gay.it, ma già si stanno vedendo alcuni cambiamenti nei contenuti, più graffianti e meno istituzionali del passato. Verrà poi rinnovata la guida, e rifatti i siti dei nostri due siti paralleli, Cleptomania e Out Travel. Il personale è stato rinforzato per reggere al nuovo carico di lavoro, e nuovi investimenti sono in arrivo. Insomma, dal 1° gennaio tutto è cambiato, pur nella continuità dello spirito che ci ha sempre animato.

A proposito di Me2.it, il servizio di chat e profili che prende il posto dei Personals di Gay.com. È stato utilizzato un software esterno o avete creato tutto voi?

Il software è interno, anche se la base di sviluppo è stata acquistata. Fare tutto internamente ci permette una grande flessibilità e una grande adattabilità ad altre piattaforme, cellulare e tv digitale in primis. Le novità non mancheranno, soprattutto in termini di servizi offerti, anche per chi non si abbonerà ai nostri servizi e non deciderà quindi di sostenerci direttamente. Del resto, Gay.it è oggi in Italia il media gay più visitato e quello che probabilmente raccoglie più pubblicità: basti solo ricordare le grandi azipubblicitài hanno scelto anche nel 2005, da Nokia a Citroen, da Vodafone alla Holiday Inn, per citarne solo alcune. Questa raccolta pubblicitaria, a differenza di altri concorrenti, deve pur portare un vantaggio ai nostri visitatori non paganti, quanto meno in termini di servizi gratuiti. O sbaglio?

Ti suggeriamo anche  Il crop top da uomo è la nuova tendenza dell'estate

Puoi spiegarci rapidamente i principi che seguite per rendere il servizio adatto all’utenza italiana?

Una sola parola: la semplicità. L’utente italiano non solo non è grande esperto di internet quale ad esempio quello statunitense, ma ha anche un approccio alle relazioni più semplificato e meno analitico. Nessun italiano si sogna di cercare un partner sulla base dei suoi hobbies, o della religione professata. L’approccio è infinitamente più semplice: mi piaci? ti piaccio? bene, proviamoci, se funziona sarà una storia seria. Così Me2.it si propone come un grande punto di incontro per gli utenti, semplificato come riteniamo siano le aspettative dei nostri utenti. Semplici, ma non per questo degne di minore attenzione o interesse.

Alcuni utenti hanno espresso dubbi sulla liceità della duplicazione dei profili da Gay.com e Me2.it. Qual è la situazione dei diritti?

Il database degli utenti dei Personals era condiviso da entrambe le società, anche se gestito interamente dagli Stati Uniti. Al momento della divisione, è chiaro che ad entrambi è rimasto il diritto di utilizzare i profili, tanto più che stiamo parlando di profili di fatto anonimi, perchè da nessuna parte appare nome, cognome e indirizzo del proprietario del profilo. Anche la stessa foto vuol dire molto poco: nessuno, fuorchè chi appare in quella foto, può garantire che questa corrisponda al profilo anonimo. Infine, è scritta ovunque la possibilità di opt-out, cioè di cancellare il profilo associato alla propria email dal database di Me2.it

Ti suggeriamo anche  La nuova app di Gay.it: news, chat, community in un'unica piattaforma

Per i primi tre mesi tutti i servizi di Me2.it saranno gratuiti, dopo ci sarà qualche opzione a pagamento. Ci puoi già anticipare qualcosa?

I servizi a pagamento riguarderanno sostanzialmente la possibilità di utilizzare a pieno tutte le funzioni, in minima parte quelle già esistenti – gran parte delle quali rimarranno disponibili a tutti gli utenti, in primis la possibilità di inviare messaggi ad altri utenti -, ma soprattutto quelle che devono ancora arrivare. L’esperienza di altri concorrenti, ma anche molta creatività italiana che non fa mai male, ci guideranno nella definizione di questi profili.

Chiudiamo con una domanda personale: qual è il tuo rapporto con i profili e le chat come metodi di incontro gay sul web? Ne hai mai usufruito? Cosa ne pensi? Hai un profilo su Me2.it?

Ho un profilo test su Me2.it, solo per ragioni di lavoro. Sono felicemente “pacsato” col mio compagno e non ho mai usufruito dei servizi di incontro gay. Non sono più così giovane, nonostante le creme…, e quando ero single, consultavo gli annunci sulla vecchia Babilonia, piuttosto che su internet, che allora ovviamente non esisteva neppure. Credo che internet abbia cambiato in meglio la nostra comunità e che i giovani gay e le giovani ragazze lesbiche abbiano molte più possibilità di quanto non ne ebbi io adolescente, grazie soprattutto alla mole di informazioni e servizi dati dalla rete. Almeno qui, almeno nella realtà virtuale, almeno per ora, nessuno ci viene a fare sermoni o a dirci quali rapporti sono giusti e quali sono sbagliati…