LE POLIZIOTTE INNAMORATE

Kerry e Maxine: due donne, in forza nella polizia inglese, stanno insieme da quattro anni. In vacanza a Roma, le abbiamo incontrate. "In UK – dicono – il Governo ci tutela con l’Equal Opportunity"

ROMA. In viaggio a Roma per una vacanza di tre giorni, David mi presenta sua sorella Kerry, gay come lui. Insieme a loro c’è l’amico John, compagno di gay pub, e Maxine la fidanzata di Kerry.

Rimango subito colpita da due fatti che entrambe mi raccontano con naturalezza e simpatia. Il primo riguarda la loro professione: tutte e due fanno le poliziotte in Inghilterra, nella bellissima regione del Kent, in due commissariati di due piccole cittadine a poca distanza tra loro. L’altro fatto riguarda il modo con il quale si sono ‘rimorchiate’. Racconta Maxine che una sera va con il fratello in un locale gay di Londra, c’erano anche Kerry e suo fratello David. I due ragazzi prima si ‘rimorchiano’ tra di loro, poi e’ toccato a loro due. Per loro quasi un fatto normale, ma in Italia lo si può raccontare come un fatto straordinario.

Le due belle ragazze bionde rispondono volentieri alle nostre domande. Si rimane colpiti da tanta complicità, femminilità e simpatia. David oltre a divertirsi con una punta di orgoglio, mi aiuta a capire l’inglese molto stretto di Maxine.

Quanti anni avete?

Kerry: "Ho 32 anni"

Maxine: "E io ne ho 34. Stiamo insieme da 4 anni e da un anno viviamo insieme".

Da quanti anni state nella polizia?

Maxine: "Da dodici anni. Quando sono entrata nessuno sapeva che ero lesbica e io mi preoccupavo di tenerlo nascosto. Solo un anno fa ho detto a tutti i miei colleghi che sono lesbica e le reazioni sono state ottime. Mi aspettavo anche brutte reazioni che invece non ci sono state. Ho trovato comprensione e tolleranza."

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Kerry: "Lavoro da tre anni nella polizia, e non ho detto a nessuno della mia omosessualità, ma neppure dico bugie, così non dico niente a nessuno. Se si presentasse l’occasione lo direi tranquillamente ai miei colleghi ma finora non è accaduto".

Voi capite bene che qui in Italia un fatto così creerebbe enorme scalpore, non tanto perché non esistano poliziotti o poliziotte gay, ma perché non lo si dice e forse neanche lo si potrebbe dichiarare…

Kerry: "Si, siamo ben consapevoli di questo. Il nostro Governo ha avviato da un po’ di anni la politica dell’"Equal Opportunity": anche nelle forze dell’ordine devono essere rappresentate quelle stesse minoranze che ci sono nella società, e sono stati fatti passi da gigante, quello che era inconcepibile solo 12 anni fa oggi è realtà. Adesso, se da parte di nostri colleghi poliziotti, accadesse un fatto di discriminazione per la nostra condizione, i responsabili verrebbero subito espulsi dalle forze dell’ordine. Esistono ancora persone con pregiudizi, ma sono una netta minoranza".

Questa tolleranza è diffusa in tutto il paese o riguarda solo centri urbani tipo Londra o aree particolari?

Maxine: "Dappertutto e’ cosi’, allo stesso livello".

Vi e’ mai accaduto durante il lavoro qualche fatto curioso legato alla vostra condizione di lesbiche?

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Maxine:" No, siamo molto professionali!".

Kerry, con un sorriso: "Se ti riferisci a possibili fantasie, posso dirti che di solito le delinquenti sono brutte. Mi e’ capitato una volta di dover denudare un sospetto ladro per una perquisizione, il fatto davvero curioso era che anche la sua avvocatessa era lesbica, e lui era decisamente in imbarazzo". Lavorate con la gonna o i panataloni?

In coro: "In pantaloni, perche’ sono piu’ pratici".

Maxine: "Quando sono entrata in polizia la gonna era d’obbligo. Peraltro alla gonna devo molto: anni fa mi e’ capitato di fermare un ladro, sorpreso a rubare in un’abitazione. Ci fu una colluttazione e nella ressa sono riuscita a bloccarlo saltandogli addosso e incastrandolo con la gonna…".

Siete consapevoli di vivere in un momento di grande emancipazione? Cosa ancora impossibile qui in Italia?

Maxine: "Si, dodici anni fa quando entrai in polizia c’erano due mie colleghe etichettate da tutti come lesbiche, davvero nessuno le avrebbe aiutate in caso di difficolta’, oggi e’ completamente diverso. Abbiamo persino un’organizzazione che si occupa dei nostri diritti nel caso accadessero episodi di discriminazione".

Andreste al gay pride di Londra in divisa?"

Kerry: "Per ora ci andiamo senza divisa, se per lavoro ce lo chiedessero non avremmo alcun problema. Nostre colleghe e colleghi gay vanno al pride per incarico professionale per cercare persone interessate a fare carriera nella polizia".

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Diteci qualcosa sulla vostra carriera.

Maxine: "Siamo state promosse entrambe e casualmente allo stesso momento ‘Sergente’. Abbiamo una ‘posizione di potere’. Ora siamo noi a controllare che non ci siano forme di discriminazione tra i nostri colleghi. Se accadessero abbiamo il dovere di reprimerle e punirle".

Si puo’ dire che non esiste piu’ discriminazione?

Maxine: "C’è stato un recente episodio: una mia collega lesbica ha avuto un figlio con la sua compagna, ha chiesto la maternita’ pur non avendo partorito lei. Se lei fosse stata un papa’ ne avrebbe avuto diritto. Il capo non le ha concesso i giorni, lei se li e’ presi lo stesso. Al momento non e’ stato preso alcun provvedimento disciplinare nei suoi confronti, se cio’ accadesse si affermerebbe una forma di discriminazione".

Avete un messaggio per le lesbiche e gli omosessuali di Gay.it?

Kerry e Maxine: "E’ difficile per una persona fare la differenza, meglio stare uniti e insieme per fare forza. Per fare la differenza mirate in alto, cosi’ avremo piu’ potere per affermare i nostri diritti".

Oltre che in Australia, dunque, anche in Gran Bretagna viene applicata l’"Equal Opportunity". Perché in Italia no?

di Monica Giovannoni