QUANDO L’ALTRO È «ETERO».

Quante volte succede di avviare una relazione omosessuale con un partner che si definisce ostinatamente eterosessuale!

Ho 30 anni, all"età di 27 anni, ho avuto il mio primo rapporto sessuale in assoluto con un altro uomo, tra l"altro quest"uomo è un mio caro amico, io credo di provare dei sentimenti molto profondi per lui, ma non ho il coraggio di dirglielo, per paura di perderlo, anche perchè lui fondamentalmente è "etero", però abbiamo rapporti sessuali completi da più di tre anni. La cosa che mi fa più male è che lui dopo un rapporto sessuale, sembri che provi fastidio, anzi una volta me lo ha anche detto, ora io mi chiedo perché prova questo fastidio, se è sempre lui a propormi di fare sesso?

Inoltre, è sempre stato lui a propormi di fare sesso la prima volta!

Come posso comportarmi in questa situazione che mi provoca tanta sofferenza ? Purtroppo nessuno è a conoscenza della mia sessualità a parte lui, non so con chi parlarne, cosa mi consigliate ? GIO

Le amicizie, specie quelle da lungo tempo, possono essere una grande risorsa ma avere significati diversi per i soggetti; la vostra relazione di amicizia è anche sessualmente connotata, ma sembra che non avete parlato chiaramente delle aspettative di ciascuno rispetto alla natura della vostra relazione. Hai probabilmente bisogno di capire meglio la situazione e il tuo comportamento rispetto all"altro, ma è certo che introducendo dei cambiamenti in generale nella tua vita, riesci a fare fronte alla sofferenza che adesso ti tormenta.

Un motivo di sofferenza è il rifiuto che sperimenti quando lui prova"fastidio" dopo il sesso; non deve essere facile tollerare un simile atteggiamento di distanza e contraddizione dopo che hai fatto sesso con sentimento e dedizione per l"altro. Probabilmente dopo il sesso, ti aspetti, come spesso succede nelle coppie, altri gesti di affetto e di attenzione per l"altro. I meccanismi del tuo amico sono abbastanza evidenti e a volte comuni: non riesce a integrare i suoi bisogni, si lascia guidare dall"istinto e poi dal senso di colpa. Il fatto che lui si definisca "eterosessuale" quando ha un relazione da tre anni con un uomo è segno di una sua difficoltà a percepirsi come un uomo (gay o bisessuale poco importa) che può essere attratto da altri uomini.

Ma è importante capire come mai la tua tolleranza verso i suoi atteggiamenti ambivalenti, se non apertamente contradditori, è così elevata nonostante la sofferenze che tu stesso riporti. Probabilmente anche in te agiscono più forze: sei attratto dai lui perché accetti le sue proposte sessuali, sperimenti la sua distanza fisica, soffri e probabilmente provi rabbia verso la situazione o verso di lui che non esprimi (al pari del tuo affetto per lui) per paura di rovinare lo status quo. E la situazione si ripete.

Non hai parlato dei tuoi sentimenti profondi a lui perché sai che proprio perché pensi, forse ragionevolmente, che proverà anche in questo caso fastidio o distanza. Ma è un gatto che si mangia la coda; nella vita, a volte, bisogna esprimere i propri sentimenti e prendere dei rischi altrimenti ti senti ancora più improduttivo e inutile. Digli cosa provi, capirai meglio te stesso avrai modo di confrontarti con lui in modo più autentico e realistico.

E" la tua prima relazione con un uomo, è quindi normale avere molte aspettative e insieme tante paure ma importante che tu abbia chiaro a te stesso cosa vuoi da questa relazione: ti basta qualche rapporto sessuale? vuoi una persona che riconosca il suo desiderio sessuale che prova per te? vuoi una relazione che si basa sulla reciprocità affettiva?

Inoltre, molta della sofferenza che stai provando è legata alla difficoltà che hai nel parlare di te stesso. Soffrire in segreto è soffrire il doppio. So che è difficile ma è importante imparare ad esternare i propri sentimenti e aprirsi agli altri: questo ci aiuta a capire meglio noi stessi, ci rende più forti e in tal modo diamo la possibilità agli altri di aiutarci se ne abbiamo bisogno. Ti ringrazio per avere spedito la tua lettera, è stato un atto molto coraggioso che ho apprezzato molto. Ci sono altre persone nella tua vita (amici, familiari) che aspettano di sapere chi sei veramente e probabilmente sono disponibili ad ascoltarti e a consigliarti. Quando ti senti pronto è opportuno trovare qualche amico non solo telematico con cui puoi parlare in tranquillità dei tuoi rapporti d"amore con un altro uomo.

Saluti affettuosi

P:S: Ho ricevuto anche una lettera da Bafl, che ha vissuto anche lui una storia con un ragazzo che l’ha poi lasciato per una ragazza, senza però avere il coraggio di troncare la relazione. A lui vorrei dire queste parole:

Sei ancora affezionato a lui. Ti è difficile separarti definitivamente da lui, anche se sono passati otto mesi, e rimani sorpreso dai segni che ti lancia (fedina, frasi, carezze). Questi segni fanno riferimento ad un presente che è cambiato, che non è più come prima (lui ha un nuova relazione, adesso vi vedete raramente), ma è certo che entrambi volete "non dimenticare" i ricordi del passato.

Stai rimuginando e ti tormenti per capire quale è "il suo problema": non si accetta come omosessuale? è ancora innamorato di te ma non lo ammette a se stesso? è veramente innamorato della fidanzata o "dice solo di amarla"?

In fin dei conti cercare di interpretare il suo comportamento probabilmente è funzionale a quella parte di te che non ha accettato la fine del rapporto e vuole trovare spiegazioni convincenti di ciò che è accaduto e si aggancia a pensieri ipotetici e illusori. Sapere se lui si accetta o no, è bisessuale, gay o etero è poco rilevante: lui ha fatto delle scelte e ti

stai confrontando con le conseguenze spiacevoli di suoi comportamenti importanti, consapevoli e decisi anche se con forse arricchiti di un pò di rimpianto.

Cerca di apprezzare con tranquillità quello che rimane del rapporto (la voglia di vederlo, di scambiare affetto o di ricordare insieme) accettando la sua diversa natura.

di Luca Pietrantoni