Alessia, la prima sposa trans in Italia: riconoscimento all’anagrafe anche senza intervento

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Il matrimonio questo giovedì 27 aprile presso il municipio del Comune di Aversa (Caserta).

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Alessia Cinquegrana, ex Miss Trans, si sposerà giovedì 27 aprile presso il municipio del Comune di Aversa (Caserta) con il suo compagno Michele Picone.

Si tratta della prima volta in assoluto in Italia per una persona che, pur non sottoponendosi al cambio di sesso per via chirurgica, ha avuto il riconoscimento del suo nuovo genere nella carta di identità.

A dare la notizia è stato il Corriere del Mezzogiorno dopo l’annuncio delle nozze dato dalla Associazione Trans Napoli. La coppia formata da Alessia Cinquegrana e Michele Picone vive insieme da 11 anni. Ecco l’intervista rilasciata a Walter Medolla.

È tutto pronto per il grande giorno?

«Sono emozionatissima, non sto nei panni, finalmente corono il mio sogno. La notte non riesco a dormire».

La sua è stata una storia lunga e travagliata.

«Assolutamente. Conosco Michele, quello che tra due giorni diventerà mio marito, da quando eravamo adolescenti. Eravamo molto amici, uscivamo insieme, poi a un certo punto è scoccata una scintilla».

Che storia è stata la vostra?

«Molto travagliata, sin dall’inizio. Il nostro rapporto non era accettato, soprattutto in famiglia. Alla fine però si sono rassegnati. Con Michele ho vissuto tutti i momenti più importanti della mia vita, mi è stato vicino durante le operazioni che ho subito, durante le scelte prese e i momenti belli come l’incoronazione a Miss trans nel 2014».

A lei è stata riconosciuta la riattribuzione di sesso senza doversi sottoporre all’intervento demolitivo. È stato un percorso complicato?

«A dire il vero la pratica è durata poco meno di un anno. Ho incontrato una giudice straordinaria e sensibile».

Lo sa che il suo matrimonio è qualcosa di molto importante per la comunità trans italiana?

«Certo, ma voglio vivere con leggerezza questo giorno. Le confido una cosa, sono molto ansiosa e scaramantica, quindi fino al fatidico sì vorrei che se ne parlasse il meno possibile».

In ogni caso la sua storia servirà a tante donne e ragazze trans che, proprio come lei, inseguono il sogno di una vita normale. Che matrimonio sarà il suo?

«Ci sposiamo al Comune di Aversa, poi andremo in un locale in provincia di Napoli a festeggiare. Saremo un centinaio di persone tra parenti e amici. Sto vivendo questo momento come tutte le ragazze di 29 anni che decidono di sposarsi, con l’ansia e la preoccupazione che vada tutto per il verso giusto».

Si sposerà in abito bianco?

«No, ma l’appuntamento con l’abito nuziale è solo rimandato. A luglio faremo un’altra festa per il matrimonio e in quell’occasione un pastore benedirà il nostro amore. Quella sarà l’occasione giusta per indossare l’abito bianco».

Che rapporto ha con la religione?

«Sono credente e praticante. Sono devota alla Madonna dell’Arco. Anche se le cose stanno lentamente cambiando, purtroppo per noi trans la cosa non è semplice, ci sono ancora tanti tabù da sfatare».

Che futuro si aspetta?

«Un futuro normale, con l’amore della mia vita. Stiamo pensando di aprire un negozio di abbigliamento, Michele fa il piastrellista, è un lavoro molto sacrificato. Avere una nostra attività sarebbe fantastico».

Pensate anche a dei figli?

«Fino a qualche anno fa, forse, per me era difficile pensare a dei figli, ma adesso ti rispondo di si. Non ti nascondo che sarebbe fantastico avere un bambino».

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