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Mutui agevolati in Val D'Aosta e a Pisa, in altre regioni e città le coppie gay accedono alle graduatorie per gli alloggi pubblici. Dove e come? Sorpresa: non...

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Mario e Antonio, prima coppia omosessuale italiana a farlo, si sposeranno all’Aja il 1° di giugno, servendosi della legge olandese che consente loro di avere gli stessi diritti e doveri delle coppie sposate eterosessuali. Ovviamente i due ragazzi non potrebbero contare in Italia su una legge altrettanto libertaria: la situazione legislativa nazionale è quasi completamente mancante, in tema di tutela delle unioni affettive. Così accade che alcune realtà locali si dotino di strumenti legislativi autonomi, come è accaduto recentissimamente nella Valle d’Aosta, prima regione italiana ad approvare un regolamento per la concessione di mutui agevolati per l’acquisto della prima casa aperto anche alle coppie di fatto, incluse quelle gay.

Ma qual è realmente la situazione legislativa italiana in tema di tutela delle coppie di fatto? In quali regioni e in quali comuni due ragazzi che convivano possono accedere alle graduatorie per la concessione di un alloggio di edilizia pubblica, oppure a un mutuo agevolato per l’acquisto della prima casa? E, soprattutto, esiste qualcuno in grado di dare risposte a queste domande?

Abbiamo interrogato sull’argomento la principale organizzazione omosessuale italiana, quella più capillarmente presente sul territorio, e Aurelio Mancuso (foto), segretario nazionale Arcigay e principale promotore del regolamento valdostano, e Alberto Baliello, membro della segreteria nazionale Arcigay e referente per le norme legislative, ci hanno illustrato la situazione delle varie realtà locali.

Cenni sulla situazione delle leggi in materia

"Tutto dipende se le realtà locali fanno riferimento alla legge anagrafica – precisa Alberto Baliello – l’unica a livello nazionale che equipari in qualche modo le coppie di fatto con le famiglie fondate sul matrimonio; in questo caso automaticamente si estendono alle realtà affettive diverse dalle coppie sposate i loro diritti" La normativa citata da Baliello è il Regolamento anagrafico che, aggiornato dal Decreto del 30 Maggio 1989, n. 223, prevede che "agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozioni, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso Comune". Le Amministrazioni che fanno riferimento a questa disposizione, equiparano famiglie sposate con unioni di fatto. Al di là di questo, non esistono altre disposizioni che tutelino le unioni di fatto. Anche i registri che alcuni comuni hanno istituito non conferiscono diritti particolari alle coppie che vi si iscrivano.

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