INFERNO AFRICA

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4 - Dal rapporto di Amnesty International: " Tortura e maltrattamento basati sull'identità sessuale". Le atrocità di Uganda, Namibia e Zimbabwe.

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La quarta puntata dell’inchiesta basata sul rapporti di Amnesty International relativa alle torture e ai maltrattamenti subiti dai gay nel mondo riguarda il continente africano.

(foto © Galz)Ecco i Paesi dove sono stati segnalati casi di abusi, torture, violenze sessuali. E mancato rispetto dei più elementari diritti umani.

NAMIBIA

Il ministro degli affari esteri, Jerry Ekandjo, avrebbe sollecitato i neo agenti di polizia ad eliminare omosessuali e lesbiche dalla faccia della Namibia. Questo tipo di retorica da parte dei leader di governo, ha avuto lo scopo di permettere agli agenti delle forze di Stato di praticare la tortura, ai danni di gay e lesbiche, senza alcuna punizione. Questo tipo d’impunità riguarda la polizia, le forze di sicurezza delle prigioni ed altre organizzazioni istituzionali. Per molte persone LGBT la più comune esperienza di violenza subita è stata nelle proprie case, scuole, posti di lavoro e nelle strade

UGANDA

Christine racconta: "Sono venuti a mezzanotte, mi hanno spogliata e violentata. Ricordo di essere stata violentata ripetutamente da due di loro, poi sono svenuta".

La ragazza è stata torturata e violentata in un carcere segreto, dove condivideva la cella con tre uomini. Arrestata perché lesbica. L’omosessualità non è soltanto un tabù sociale, ma un reato punito col carcere a vita.

Insieme ai suoi amici: Paul, Norah, Rodney e Charles, aveva dato vita ad un gruppo per i diritti umani di gay e lesbiche. Nel settembre 1999 i media avevano dato risalto ad un presunto "matrimonio gay", scatenando l’ira del presidente Muravani che ordinò di dare la caccia agli omosessuali, catturarli e buttarli in prigione. I primi ad essere presi furono Christine ed i suoi amici. Li incappucciarono con un drappo nero e condotti via. A Christine le furono strappati i vestiti e fu picchiata selvaggiamente.

Rodney ricorda: "In caserma mi hanno dato calci nel torace e percosso. Poi mi mostrarono dei cavi elettrici che sarebbero stati usati su di me se non davo loro informazioni sulla nostra organizzazione. Fui poi tenuto assieme a molti prigionieri militari. Quando si accorsero che non ero un militare ma un gay, mi sottoposero a tortura fino a farmi sanguinare. Dormivo in un lurido gabinetto. Sono arrivato a convincermi che Dio odia i gay, come asserisce e predica la chiesa locale".

Norah fu condotta in una caserma militare e tenuta in uno stanzino sporco abitato da pipistrelli. Fu poi interrogata da tre uomini, picchiata e violentata sessualmente e psicologicamente.

Charles, è stato interrogato in un carcere militare e minacciato di morte.

I cinque attivisti furono rilasciati due settimane dopo. Terrorizzati e in condizioni gravose fuggirono in un Paese confinante, rimanendo nascosti per diversi mesi.

ZIMBABWE

Una ragazza adolescente è stata chiusa in una stanza dai suoi genitori. Per molti giorni è stata violentata da un uomo più anziano, in modo che rimanesse incinta e fosse costretta a sposare il suo violentatore.

(foto © AI)I genitori giustificarono questa barbarie, dicendo che così avrebbero "corretto" il lesbismo della loro figlia. Lo stesso presidente Mugabe ha condotto per anni una campagna velenosa contro lesbiche e gay. Quando l’organizzazione gay e lesbica "GALZ" organizzò uno stand alla Fiera del libro di Harare, vi furono minacce e lo stand incendiato. La polizia rimase a guardare e rifiutò di proteggere il GALZ.

di Mario Cirrito

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