Ivanka Trump la vuole come testimonial per il suo sito: la risposta di questa donna queer è stata perfetta

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Quando dire "no grazie" è comunque troppo poco.

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Angela Dimayuga è executive chef per il ristorante Mission Chinese Food a San Francisco e dopo anni di duro lavoro e una gavetta di tutto rispetto oggi punta a conquistare la sua prima stella Michelin. Ma il motivo per cui Angela è salita agli onori delle cronache non è il suo lavoro: la donna si è infatti rifiutata di farsi intervistare per il sito di Ivanka Trump, la figlia del presidente degli Usa.

La risposta allo staff dell’ereditiera è stata pubblicata dalla stessa Angela sulla sua pagina Instagram e le ha fatto guadagnare non pochi fan su internet. Tutto è iniziato con questo messaggio inviato via Facebook da un membro dello staff di Ivanka: “Sono da tempo una fan del tuo lavoro e  mi piacerebbe molto intervistarti (via telefono o e-mail) per sottolineare i momenti salienti del tuo lavoro come imprenditrice femminile di successo. L’intervista verrà pubblicata sul sito www.IvankaTrump.com, una piattaforma non politicizzata dedicata all’emancipazione delle moderne donne lavoratrici”.

Un post condiviso da Angela Dimayuga (@swimsuit_issue) in data:


La risposta di Angela Dimayuga non si è fatta attendere: “Sono felice che tu abbia pensato a me ma non credo che IvankaTrump.com sia veramente una “piattaforma non-politica” dal momento che è coinvolto il nome Trump e sinceramente si tratta di un’opportunità per creare profitto a favore della famiglia Trump”.

Ma il bello arriva subito dopo:Non vedo nulla di incoraggiante nel togliere fondi al Planned Parenthood, limitare l’asilo a donne e bambini rifugiati e trattare le persone di colore e i membri della comunità LGBT come cittadini di serie B. Come donna queer di colore e figlia di immigrati non sono interessata nel diventare una figura d’ispirazione per coloro che supportano un Presidente che quotidianamente sottovaluta e sminuisce le donne. Condividere la mia storia con un brand ed una famiglia che mette a tacere la nostra voce è uno sforzo inutile. Grazie per la considerazione”.

 

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