Tim Walberg, bufera sul repubblicano che difende l’omofoba legge dell’Uganda “Kill the Gay”

La vergognosa legge criminalizza l’omosessualità con pene detentive fino a 20 anni di carcere e pena di morte per “omosessualità aggravata”.

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Tim Walberg
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72 anni, Timothy Lee “Tim” Walberg è un politico statunitense, membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato del Michigan dal 2007 al 2009 e poi ancora dal 2011 ad oggi, finito nella bufera per alcune folli dichiarazioni a sostegno dell’indecente legge omofoba dell’Uganda, conosciuta con il nome “Kill the Gay”.

Mercoledì Salon, organizzazione giornalistica liberale, ha riferito che in ottobre Walberg si è recato in Uganda e ha tenuto un discorso in cui ha espresso pubblicamente il proprio sostegno alla legge anti-LGBTQ+ del Paese.

“Anche se il resto del mondo vi sta respingendo… anche se ci sono altri grandi Paesi che stanno cercando di entrare nel vostro Paese con l’intenzione di cambiarvi, rimanete saldi. Rimanete saldi”, ha detto Walberg riferendosi proprio alla legge omofoba. Secondo Salon, il presidente dell’Uganda Yoweri Museveni ha affermato che Walberg “la pensa come noi“.

Nel corso del suo delirante discorso, il deputato repubblicano ha sostenuto che Dio ha creato l’uomo e la donna, respingendo le opinioni dell’ONU, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’amministrazione Biden, perché a suo dire “prive di valore”. Nell’invitare gli ugandesi a sostenere il pres. Museveni contro le pressioni degli Stati Uniti, ha più volte utilizzato la parola “noi”, rimarcando come sia fondamentale “essere dalla parte di Dio”, per poi rassicurare l’Ugandan National Prayer Breakfast, perché a suo dire altri membri del Congresso come lui appoggeranno l’Uganda e la legge omofoba.

A maggio, Museveni ha firmato l’Anti-Homosessuality Act del 2023 che criminalizza come non mai l’omosessualità, includendo la pena di morte per gli individui ritenuti colpevoli di “omosessualità aggravata”, come riferito da The Human Rights Watch. Nella contestata legge sono presenti anche pene per “promozione dell’omosessualità”, che criminalizza chiunque sia associato a un’organizzazione LGBTQ+, sia esso un proprietario di un locale che ospita persone LGBTQ+ o aziende o alleati di gruppi di difesa. Identificarsi o comportarsi “contrariamente alle categorie binarie di maschio e femmina” comporta una possibile pena detentiva di 10 anni.

Dopo l’approvazione della legge la Banca Mondiale ha annunciato di aver interrotto i prestiti all’Uganda, mentre lo scorso settembre l’Unione Europea ha denunciato il Paese, chiedendone lo stralcio. Attivisti ugandesi si sono nel frattempo appellati alla Corte ugandese, per dichiarare incostituzionale la legge difesa da Museveni. Anche Joe Biden aveva aspramente criticato la legge: “L’entrata in vigore della legge anti-omosessualità dell’Uganda è una tragica violazione dei diritti umani universali, una violazione che non è degna del popolo ugandese e che mette a repentaglio le prospettive di crescita economica per l’intero paese”. “Da quando è stata introdotta la legge anti-omosessualità, le segnalazioni di violenza e discriminazione nei confronti degli ugandesi che sono o vengono percepiti come LGBTQI+ sono in aumento. Gli ugandesi innocenti temono ora di andare in ospedale, cliniche o altre strutture per ricevere cure mediche salvavita per timore di essere presi di mira da odiose rappresaglie. Alcuni sono stati sfrattati dalle loro case o licenziati dal lavoro.”

Lo scorso marzo Walberg aveva cercato di includere una misura transfobica nel Parental Rights Over the Education and Care of Their Kids (PROTECT) Act, che chiede alle scuole il consenso dei genitori prima che a uno studente sia consentito di scegliere il proprio pronome di appartenenza.

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