Tutto il queer di Lady D: segreti e ricordi della principessa triste

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20 anni fa moriva Parigi Lady Diana, ecco perché la sua figura è importante per la comunità LGBT.

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Lady D è stata la mina vagante, la pecora nera, l’imperdonabile. Tutto ciò che le è costato assai caro come membro della famiglia reale, è anche ciò che l’ha resa così popolare e amata dalla gente. E che l’ha proiettata nella volta celeste dei miti contemporanei.

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Un’esule nella sua stessa terra, perennemente fuori luogo, se non nelle segrete fughe d’amore con i suoi uomini, o quando visitava gli ultimi, i malati, gli infermi. O, ancora, quando stava coi figli, che ha amato e cresciuto con sconfinata devozione, forse nel tentativo di scongiurare i vuoti affettivi che aveva conosciuto da piccola.

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Oggi è l’anniversario della sua morte: 20 anni fa moriva, a Parigi, nel tunnel dell’Alma. Ci sono una serie di motivi per cui Lady D può essere considerata un’icona queer, una figura del non allineamento, delle possibilità altre, delle piste meno battute, dei sentieri interrotti. Ribelle, emotiva, coraggiosa, sfortunata: la storia di Lady Diana è innegabilmente vicina e a quella della nostra comunità. Sia in senso diretto ma soprattutto in senso metaforico: sperimentò il fatto di una presenza estranea a un contesto tradizionale, patì il peso delle aspettative che non poteva o non voleva soddisfare, fu portatrice di un enorme carica vitale, di voglia di amare, di essere se stessa. Ecco alcune delle ragioni per cui Lady D è diventata un’icona contemporanea.

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Un amore che non ti ama

Il rapporto con il principe Carlo fu un disastro, come vuole la carriera sentimentale di ogni icona gay che si rispetti. Carlo la umiliava, non perdeva occasione per denigrarla: “Mio marito mi ha fatto sentire inadeguata in ogni modo possibile, ed ogni volta che riuscivo a sollevarmi il suo atteggiamento mi spingeva nuovamente verso il baratro”.

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L’iniziale sogno romantico si tramutò velocemente in un incubo. Un episodio basti a rendersi conto dell’abisso emotivo di quel rapporto: in Canada visitarono l’Expo 1986, dove Diana svenne qualche minuto dopo il suo ingresso. La principessa in seguito chiarì che il malore fu causato dai suoi disturbi alimentari, non mangiando da giorni. Riportò anche che il marito, invece di offrirle appoggio, la rimproverò per non aver avuto il buongusto di svenire in privato, anziché davanti a tutti.

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La principessa imperdonabile

Sin dall’inizio fu chiaro che Diana non sarebbe mai stata una principessa come le altre. Ha rinnovato e portato, anche con la forza, il suo ruolo nella contemporaneità, monopolizzando i giornali di gossip, ma anche rivendicando il suo posto, originale, individuale sulla scena del mondo. Nonostante i rudimenti di protocollo che le vennero impartiti, Diana manifestò velocemente i segni e finanche lo stigma del suo anticonformismo. Il 9 marzo 1981, a un ricevimento alla Goldsmiths Hall di Londra scelse di indossare un provocante abito nero.

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Di due taglie più piccolo e quindi particolarmente succinto, il vestito, oltre che per il colore funesto, scandalizzò per il taglio e soprattutto per la profonda e vertiginosa scollatura. La principessa Grace di Monaco, ospite all’evento, prese da parte Lady Diana e la accompagnò alla toilette, per confortarla e offrirle i suoi consigli.

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‘Il buon padre voleva un maschietto’

Come nel cartone cult Lady Oscar, entrambi i genitori di Lady D speravano in un figlio maschio che portasse avanti il nome della famiglia, per questo alla bambina non venne inizialmente dato un nome, fino a che, una settimana più tardi, non si decise per Diana Frances, in onore di un’antenata degli Spencer, Diana Russell, duchessa di Bedford, e della madre. Probabilmente questo desiderio frustrato della famiglia sta all’origine anche del rapporto tortuoso con il suo corpo e la sua femminilità, soprattutto nell’adolescenza e nella prima età adulta.

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L’amicizia con Freddy Mercury e il crossdressing

Diana era molto amica di Freddie Mercury, il frontman dei Queen, e recentemente è stata diffuso un aneddoto notevole su una serata che i due avrebbero trascorso insieme. La principessa e il cantante dei Queen pare uscirono insieme una sera, insieme a una coppia di amici, recandosi al Royal Vauxhall Tavern. Nessuno riconobbe Lady D perché per l’occasione si era travestita da uomo. La principessa che si presentò in abiti maschili, cappello e occhiali da sole, fu del tutto ignorata.

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La ricerca dell’amore

Lady D si mosse in assoluta libertà nell’ambito delle faccende sentimentali. Molte le interviste, i libri, gli scoop su i suoi presunti amanti, per i quali dovette scontare certo il pregiudizio e la condanna morale dei ben pensanti e della stessa famiglia regale inglese. Uomini provenienti da diverse classi sociali, rapporti turbolenti e appassionati: Diana fu una donna inquietamente innamorata dell’amore. Fino alla fine.

L’ossessione per gli ultimi e gli emarginati

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