New York ha detto “sì”

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Il Senato dello stato di New York ha approvato la legge che legalizza il matrimonio gay. Le strade invase dalla gioia e dalla festa della comunità lgbt. Dall'Italia:...

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Una folla di centinaia di persone ha salutato questa notte a New York l’attesissima, e più volte rimandata, approvazine della legge che autorizza i matrimoni fra persone dello stesso sesso. Abbracci, grida di entusiasmo, danze e brindisi sono durati fino a tardi nelle strade e nei locali gay del West Village. Oltre mille persone si sono accalcate davanti allo storico Stonewall Inn, il bar dove la notte fra il 27 e il 28 giugno 1969 un’irruzione della polizia scatenò violenti scontri fra agenti e clienti del locale dando vita a quella che è considerata la nascita del movimento di liberazione lgbt in tutto il mondo che viene ricordata nei Pride che annualmente si svolgono in moltissime città.

Le notizie sull’andamento del voto al Senato dello Stato di New York sono state seguite in diretta sui televisori accesi dei bar gay della zona. Molte le coppie omosessuali che hanno atteso insieme questo momento. Fortemente voluta dal governatore dello stato di New York, il democratico Andrew Cuomo, la nuova legge è stata accolta con favore anche dal sindaco l’indipendente Michael Bloomberg, che l’ha definita "uno storico trionfo per la parità e la libertà". La notizia, naturalmente, trasformerà il pride in programma domani proprio in città in una gigantesca festa che segnerà una svolta storica per lo stato di New York e non solo.

Quello di New York è il sesto Stato americano ad autorizzare i matrimoni gay, ma data l’ampiezza della sua popolazione il nuovo provvedimento raddoppia di fatto il numero degli americani che possono sposare persone dello stesso sesso. L’approvazione della legge assume un valore ancora maggiore dal momento che è la prima ad essere approvata da un senato a maggioranza repubblicana e grazie al voto determinante di quattro senatori del Great Old Party . La legge è stata approvata con 33 voti a favore e 29 contrari. Cuomo l’ha firmata nella notte ed entrerà in vigore fra 30 giorni."La democrazia funziona quando la gente parla – ha detto Cuomo dopo l’approvazione -. E il popolo, nel corso di questi ultimi mesi, ha parlato. Questo stato, quando è al suo meglio, è un faro per la giustizia sociale".

"Turbamento e delusione" sono stati espressi, come era prevedibile, dalla Conferenza Episcopale dello stato di New York. "Trattiamo con rispetto i nostri fratelli e sorelle omosessuali dicono i vescovi newyorchesi in un comunicato -, ma affermiamo con forza che il matrimonio è l’unione tra un uomo e una donna". "Questa definizione – ribadiscono i porporati – non può cambiare, anche se ci rendiamo conto che le nostre convinzioni sulla natura del matrimonio continueranno ad essere ridicolizzate e che qualcuno cercherà persino di mettere in atto le sanzioni del governo contro le chiese e le organizzazioni religiose che predicano queste verità senza tempo".

"L’approvazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso a New York ci dimostra ancora di più che si sta ormai consolidando la consapevolezza del senso storico dei diritti lgbt rispetto al compimento della democrazia – ha dichiarato il presidente nazionale di Arcigay Paolo Patané-. Il matrimonio omosessuale non può avere nulla a che vedere con veti ideologici o religiosi, ma rappresenta il punto di superamento di un’autentica apartheid che colpisce le persone lgbt. New York ha scelto attraverso un dibattito alto e colto. Anche l’Italia dovrà scegliere e ci interroghiamo sulla capacità dei nostri parlamentari di uscire dalla grettezza e dalla miseria di un confronto politico volgare e rozzo per rendere giustizia ai gay ed alle lesbiche italiane, riconoscendo pienezza di diritti alle nostre coppie e ai nostri figli". "E’ora – ha concluso Patané – che l’Italia guardi attentamente a New York".

"Verrebbe da dire viva l’America e in particolare viva New York – afferma Franco Grillino, responsabile diritti civili e associazionismo dell’Italia dei Valori. " -. Negli Usa è cambiato radicalmente il comune sentire verso i matrimoni gay. Anche in Europa sono la maggioranza i Paesi che riconoscono, in varie forme, i diritti delle coppie omosessuali. In Italia, invece, soltanto alcune insufficienti misure di origine giurisprudenziali tutelano i conviventi. Anche nel nostro Paese la maggioranza dell’opinione pubblica è favorevole a riconoscere i diritti delle coppie conviventi. Per questo, l’Idv ha presentato da tempo la proposta di legge sul Pacs in Parlamento che dovrebbe finalmente iniziare la sua discussione".

"Invio i miei più cari auguri al ministro Carfagna per il suo matrimonio, con la speranza che anche lei possa presto fare lo stesso con me", ha dichiarato Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd, commentando la notizia appena giunta da New York e rivolgendosi al ministro per le Pari Opportunità che proprio oggi sposa Marco Mezzaroma. "Oggi, agli auguri per il ministro –  continua Scalfarotto- unisco la speranza che presto anche in Italia possa succedere quello che da stanotte è possibile nello Stato di New York, ovvero che le coppie gay e lesbiche che lo desiderano possano sposarsi e legittimare cosi’, anche con un atto pubblico riconosciuto, il proprio progetto di vita".

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