“Non si affitta ai gay”: la denuncia di una coppia di Milano

di

La discriminazione e gli insulti subiti da una coppia in cerca di un appartamento.

12973 54

I Sentinelli di Milano hanno pubblicato sulla loro pagina Facebook il seguente messaggio di denuncia:

Milano anno 2017
Storia di ordinaria discriminazione

MA NOI FACCIAMO I NOMI

Grazie al Sentinello Giuseppe per averci scritto.

Buongiorno,
volevo informarVi di quanto mi è accaduto in questi giorni.
Settimana scorsa, io e il mio compagno, vediamo un annuncio online per un appartamento in affitto che rientra nei nostri budget e che ci sembra carino, quindi chiamiamo l’agenzia immobiliare che segue le trattative e fissiamo un appuntamento per andarla a vedere il venerdì sera successivo (naturalmente dopo aver risposto alle domande della segretaria dell’agenzia, ovvero se siamo una coppia, se lavoriamo entrambi e se quindi abbiamo un reddito dimostrabile). Venerdì 17 mi presento quindi all’appuntamento e, accompagnato dall’agente immobiliare, visito l’appartamento in questione. Il caso vuole che in quel frangente anche i proprietari di casa siano presenti e ripeto nuovamente, sia all’agente immobiliare sia alla moglie del proprietario di casa, la mia situazione personale: io e il mio compagno abbiamo entrambi un lavoro stabile e cerchiamo un appartamento più grande.
Tornati a casa riflettiamo su quanto abbiamo visto, sui costi, sulla zona. Entusiasti della scelta, ieri chiamiamo nuovamente l’agenzia, rispieghiamo la nostra situazione e fissiamo un appuntamento per oggi per firmare una proposta di affitto.
Giunti in agenzia, dopo qualche minuto di attesa arriva il titolare dell’agenzia (mai visto e sentito in questi giorni), il quale con molta superficialità ed arroganza esordisce con “ah, ma siete due ragazzi?! la proprietà vuole solo un ragazzo ed una ragazza, insomma..degli etero“.
Allibito dalle sue affermazioni gli comunico di aver già chiacchierato con la proprietaria e con il suo collega, oltre che con la segretaria dell’agenzia; che quindi conoscevano la mia storia e che nulla in contrario era stato detto a tal proposito. Continuando con tono arrogante mi risponde “sì ma anche il mio collega è poco etero!” (accompagnato da risatina), nonostante io abbia continuato a spiegargli che gli accordi presi sia con il collega che con la proprietaria fossero ben altri.
Uscito e tornato a casa piuttosto amareggiato, decido di mandare all’agenzia la seguente mail:

“Buongiorno, in merito a quanto accaduto oggi per l’appartamento in questione e per la proposta di affitto saltata per una mera discriminazione sessuale, mi trovo a scrivervi con rammarico la presente comunicazione. Tengo a precisare che durante la visita di venerdì scorso, tutta la situazione era stata preventivamente chiarita con il Vostro collega e con la moglie del proprietario di casa la quale, con molta tranquillità, mi aveva pure informato che il letto della camera matrimoniale veniva da loro acquistato in base alle esigenze della coppia che sarebbe entrata.
Ieri, sia io che il mio compagno, chiamiamo in agenzia per spiegare nuovamente la situazione e mostrare l’interesse per quell’appartamento e prendiamo quindi appuntamento per oggi.
Con presunzione il proprietario dell’agenzia ci informa però che nulla si può fare in quanto vogliono solo coppie eterosessuali, facendo inoltre strane allusioni sul comportamento del collega con il quale avevamo già trattato in questi giorni.
Nel 2017 è a dir poco riprovevole tale comportamento e sarà mia cura divulgare e rendere noto quanto accaduto.
Cordialmente
Giuseppe Caripoli

Dopo pochi minuti ricevo una chiamata da un numero anonimo. È il titolare dell’agenzia il quale insiste dicendo che noi non conosciamo l’effettiva storia e che – testuali parole – siamo i soliti fr*ci che vogliono far polemica, minacciandomi inoltre di querelarmi per diffamazione qualora decidessi realmente di rendere pubblica la cosa.

In seguito a ciò scrivo direttamente alla sede centrale di questo gruppo immobiliare e vengo successivamente contattato dalla sede centrale di Roma. Si scusano per quanto accaduto e mi comunicano che verrò nuovamente contattato dal titolare dell’agenzia di Milano.
E così è stato: vengo ricontattato da questa persona, la quale mi dice che possiamo fissare un appuntamento direttamente con i proprietari dell’appartamento per dimostrare a tutti che “anche noi siamo delle persone normali”…..

So che in questo momento in Italia ci sono ben altre situazioni su cui far polemica e protestare; ma nel 2017, in una città come Milano, io e il mio compagno non possiamo trovare in tutta tranquillità una casa in cui vivere sereni, senza che nemmeno una figura professionale (quale il titolare di un’agenzia immobiliare) ci discrimini e faccia gioco di noi?!?

Grazie per avermi dedicato del tempo nella lettura di questo mio sfogo.
Giuseppe

N.b il testo completo si trova sulla pagina de I Sentinelli di Milano.

Leggi   Il consiglio comunale approva documento anti-omofobia, lui si dimette

 

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...