Trovato morto Daniele Stoppello, avvocato per i diritti LGBT: la comunità gay chiede chiarezza

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Aveva seguito tutte le cause più importanti degli ultimi anni. A lui sarà intitolato il Gay Center.

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Dubbi sulle cause della morte dell’avvocato Daniele Stoppello, tra i fondatori di Gay Help Line e attivista di primo piano di Arcigay, protagonista nelle aule di tribunale del percorso per la piena uguaglianza delle persone LGBT.

Ad avanzarli è in particolare il Gay Center. L’uomo, 50 anni, è stato trovato morto il 24 aprile all’interno del cortile dello stabile dove abitava, in zona Eur. Gli inquirenti propendono per l’ipotesi del suicido ma “è necessario fare piena chiarezza – spiega il portavoce del gay Center Fabrizio Marrazzo –  perché le modalità della sua morte sono ancora poco chiare”.

Secondo alcune testimonianze l’avvocato sarebbe stato notato mentre nel tardo pomeriggio del 24 si trascinava per terra, nel cortile, dal punto del presumibile impatto dopo una caduta dal quinto piano fino al portone. Se così fosse andata, sarebbe in effetti molto particolare, e per questo la comunità gay di Roma e italiana chiede agli investigatori di fare luce sull’accaduto“.

Inoltre – aggiunge Marrazzo – “Non si trovano le chiavi della sua auto e neppure la stessa vettura, che lui parcheggiava in garage. E non si trovano, così almeno ci e’ stato detto, le chiavi di casa e dello studio professionale. Tutti elementi che ci lasciano perplessi, a cominciare dal fatto che sia sopravvissuto all’ipotetico impatto dopo la caduta, per suicidio o altro, dal quinto piano…e peraltro riuscendo a trascinarsi per qualche metro verso il portone“.

Il decesso dell’uomo risalirebbe a lunedì scorso. Stoppello, che aveva il suo studio in piazza Adriana, è stato visto rientrare da una vicina nel suo appartamento: dalle prime testimonianze sembra siano stati avvertiti strani rumori e sul caso ci sarebbero alcune incongruenze su cui starebbe indagando la procura. Nei giorni scorsi il pm ha fatto un sopralluogo e si attendono nelle prossime ore i risultati dell’autopsia fatta eseguire sul corpo.

Sempre Marrazzo ha detto: “Noi perdiamo un amico carissimo, un professionista brillante e appassionato, un compagno di battaglie lucido e fantasioso. I casi legali seguiti da Stoppello hanno fatto giurisprudenza, come il caso Chinazzo, quando per la prima volta in Italia il compagno di uomo assassinato fu riconosciuto parte civile nel processo contro l’assassino, il processo Svastichella contro l’uomo condannato a 7 anni per aver accoltellato un ragazzo all’Eur e nel quale per la prima volta un’associazione, Arcigay Roma, fu riconosciuta parte civile, così come per la prima volta la sentenza chiarì il movente omofobo pur in assenza di una legge contro l’omofobia. Sentenza che è stata punto di riferimento anche per molti altri tribunali. E ancora numerosi altri casi sempre a sostegno di vittime di omofobia e contro abusi, come quando riuscì a evitare il rientro in Iran a Vahid, salvando in questo modo la vita al giovane“.

Daniele Stoppello fa parte della storia del nostro movimento” conclude Marrazzo annunciando che all’avvocato scomparso sarà intitolato il Gay Center.

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