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Il mondo trans scrive a Sircana
di Gay.it
Giovedì 15 Marzo 2007

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Fai Notizia

Gay.it - Il mondo trans scrive a Sircana
Il portavoce di Prodi, Silvio Siracana, fotografato mentre adesca prostitute transessuali? Una bufala come confessa il paparazzo coinvolto. Ma il mondo trans non ci sta e scrive una lettera a Sircana

Gentile dott. Sircana,
lei ieri e oggi è stato sbattuto in prima pagina perché sarebbe stato immortalato in una foto in compagnia di unA prostituta transessuale. Non ho alcuno strumento per sapere se la notizia sia veritiera o falsa, se l’uomo fotografato fosse lei o un altro politico o un comune “uomo della strada” che le assomiglia e, tutto sommato, da un punto di vista generale, non è così importante chi sia stato fotografato in quella circostanza. Quel che conta è che Lei, oggi, “colpevole” o non colpevole, sta provando sulla propria pelle tutto lo stigma sociale che noi persone transessuali (ma preferiamo definirci transgender) ci portiamo addosso ogni giorno della nostra vita.

Mi creda dottore, se la foto avesse ritratto lei o chi altri vicino ad una prostituta NON transessuale, oggi lo “scandalo” sarebbe infinitamente minore. Azzardo: il direttore del Giornale non avrebbe neppure ritenuto la notizia così “golosa” da essere pubblicata: di uomini che vanno a prostitute l’Italia è troppo piena perché la cosa potesse far scandalo davvero.

Ed è tanto vero che questo stigma che lei subisce solo da oggi, per noi è “pane quotidiano” che molti giornali non hanno neppure titolato che lei sarebbe stato immortalato in compagnia di una prostituta transessuale ma semplicemente con “un transessuale” come se esistesse una sorta di equivalenza fra questa condizione personale e la prostituzione, come se fosse umanamente corretto declinarci al maschile con tutta la fatica ed il dolore che attraversiamo perché il nostro corpo ci assomigli. Io che ho lavorato quasi 30 anni e, da quando in transizione, sotto pesante mobbing al punto da essere oggi una invalida civile al 100%, non mi sono mai prostituita. Prima che l’Azienda dove lavoravo fosse privatizzata (e mi mettesse sotto mobbing) ero una servitrice dello Stato. Pubblico ufficiale.

Eppure, come tantissime altre, devo subire quasi ogni giorno questa equivalenza fra la mia condizione e la prostituzione. E ancora.. è colpa nostra se molte ragazze transessuali si prostituiscono perché lo stato italiano non ha mai introdotto per legge in Italia, quanto sentenziato da quasi 10 anni dal Tribunale di Giustizia Europeo in materia di non discriminazione sul lavoro per le persone transessuali e transgender? E’ colpa nostra se per quelle ragazze straniere (me lo consenta, noi siamo prima ragazze, donne, poi trans..), spesso sudamericane, che provengono da paesi in cui gli squadroni della morte locali le ammazzano come mosche con la complicità dello stato, non si applichino le procedure di Asilo Politico recentemente introdotte dalla revisione della “legge Mancino”, invece che lasciarle nelle strade?


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