Alla Sapienza si parla di identità trans, lesbica e gay
di Federico Boni
Martedì 11 Maggio 2010
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Convegno glbtiq il 12 e il 13 maggio ospitato nella facoltà di Psicologia de L'Università La Sapienza, con lo scopo di informare e contrastare idee spesso confuse su omosessualità e transessualismo |
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Roma - Si terrà domani e dopodomani, nella facoltà di Psicologia, presso l’Università La Sapienza di Roma, il convegno "Io sono, io scorro: identità trans, lesbica e gay in Italia", organizzato da giovani psicologi e psicologhe, neo-laureati/e e studenti/esse.
Un'iniziativa che si inserisce nel quadro di tematiche di enorme rilevanza culturale, scientifica e sociale di cui si sente la mancanza in ambito accademico e in generale nel dibattito culturale del paese. Grazie anche alla partecipazione di importanti nomi della cultura e della psicologia italiana, il convegno ha lo scopo principale di informare e promuovere la conoscenza per contrastare idee confuse e spesso sovrapposte su omosessualità e transessualismo. L’esigenza di affrontare queste tematiche diventa sempre più pressante in questo momento storico, che vede laicità e principi democratici dello Stato messi a dura prova dalle ingerenze oscurantiste della Chiesa Cattolica, e di alcune parti del mondo politico, con le loro manifestazioni di piazza (vedi Family Day) e le loro esternazioni sempre più stigmatizzanti a mezzo stampa e TV. Mentre nelle strade, nelle scuole, nelle case, dilaga subdolamente la violenza omofobica e transfobica.
Le due giornate hanno entrambe una parte introduttiva in cui si cercherà di delineare il profilo culturale, storico e sociale di omosessualità e transessualismo, così come il rapporto complesso che hanno avuto e continuano ad avere con psicoanalisi e psichiatria. Sarà data particolare importanza alle teorie più recenti e a nuovi indirizzi di studio (lesbian, gay, queer, gender studies) che in Italia ancora non trovano l’adeguato spazio. Si proseguirà, durante le due giornate, affrontando questioni attuali ed emergenti come l’omofobia, la genitorialità lesbica e gay, il transessualismo in età evolutiva e la transfobia.
Tantissime le personalità di spicco presenti, dal mondo del giornalismo e quello della psicologia. come Concita De Gregorio, Vittorio Lingiardi, Francesco Billotta, Roberto Baiocco, Luca Chianura, Nicola Coco, Domenico Di Ceglie, Margherita Graglia, Francesco Gnerre, Porpora Marcasciano, Maddalena Mosconi, Monica Pasquino, Anna Rita Ravenna, Aldo Felici e Chiara Lalli, senza dimenticare attese tavole rotonde con le associazioni glbtiq più importanti del panorama nazionale, come Libellula, MIT, Di'Gay Project, Arcigay, Arcilesbica, MarioMieli, CGIL e Agedo.
Il 12 e il 13 maggio, nella facoltà di Psicologia, presso l’Università La Sapienza di Roma, "Io sono, io scorro: identità trans, lesbica e gay in Italia". Questo il programma ufficiale:
12 Maggio: Omosessualità nella storia, nella cultura e attraverso le teorie
Chair: Concita DE GREGORIO
9.00-9.45: Saluti della preside Maria D'ALESSIO, del vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi del Lazio Paolo CRUCIANI.
9.45-10.15: “Rapporto fra omosessualità e psichiatria” (Margherita GRAGLIA)
10.15-10.45: “Omofobia, minority stress e terapie riparative” (Vittorio LINGIARDI)
10.45-11.15: “Una questione di diritti. Panorama europeo e situazione legislativa italiana” (Francesco BILOTTA)
11.15-11.30: Coffee Break
11.30-13.00: Proiezione lungometraggio: Improvvisamente l'inverno scorso
13.00-13.30: Dibattito
13.30-14.30: Pranzo
14.30-15.00: “Omosessualità: una storia culturale” (Francesco GNERRE)
15.00-15.30: “Genere e Discorso” (Monica PASQUINO)
15.30-16.30: Spazio Call for papers
16.30-16.45: Coffee Break
16.45-17.15: “Genitorialità lesbica e gay” (Chiara LALLI)
17.15-17.30: “Una ricerca sulla genitorialità” (Roberto BAIOCCO)
17.30-18.30: Dibattito
13 Maggio: Identità fuori norma: transessualismo e transfobia
Chair: Anna Rita RAVENNA
9.30-10: “Transessualismi" (Porpora MARCASCIANO)
10.00-11.30: Tavola rotonda: “L’esperienza romana e il SAIFIP” (Luca CHIANURA); l'aspetto giuridico (Nicola COCO) e medico (Aldo FELICI, Ferdinando VALENTINI)
11.30-11.45: Coffee Break
11.45-13.00 Lectio Magistralis: Gender Identity Disorder, Gender Incongruence and Diversity: "What's in a name" (Domenico DI CEGLIE)
13.00-13.30: Dibattito
13.30-14.15: Pranzo
14.15-14.35: "L'importanza del confronto con le diverse realtà internazionali: evoluzioni del Servizio per il Sostegno all'Identità di Genere" (Maddalena MOSCONI)
14.35-15.45: Spazio Call for papers
15.45-16.45: Tavola rotonda con le associazioni: Libellula, MIT, Di'Gay Project, Arcigay, Arcilesbica, MarioMieli, CGIL, Agedo.
16.45-17.00: Coffee Break
17.00-18.00: Tavola rotonda coordinata da Giovanni ANVERSA: L'esperienza sul proprio corpo.
18-19: Dibattito e Chiusura
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Gli ultimi interventi su questo argomento dal Forum: |
| Inviato da:
aiutogay.it
Data:
5-10-2010 21:58
Testimonianza pubblicata sul libro: "Maurizio Palomba, questo è un tentativo di tracciare un bilancio di questi due anni e mezzo di psicoterapia con te. Come iniziare? Se torno col pensiero a quando ho iniziato a venire da te, mi sembra passato tantissimo tempo perché ero così chiuso, così timoroso di vivere la mia omosessualità che, alla luce dei cambiamenti, due anni e mezzo non sono un periodo molto lungo. Cosa è cambiato in me? Io sono venuto da te portando i miei dubbi sul mio orientamento sessuale. Avendo vissuto una breve storia con una donna, posso dire che di sicuro non sono così refrattario alle donne come potevo pensare; certo, la mia preferenza va agli uomini, ma credo che questo non precluda la possibilità di avere un rapporto con una donna. Perciò rispetto a questi dubbi, sono cambiato nel senso che ora - con più cognizione di causa - posso ammettere di avere un'ambivalenza sessuale, al cui interno prevale l'orientamento omosessuale. Un'altra osservazione: non ero e non sono tuttora il tipo che va in discoteca a rimorchiare, però se c'è una riunione presso un circolo gay o una manifestazione ci vado senza problemi. Questo, soprattutto grazie al tipo di approccio che tu hai proposto (ne parlerò più avanti), che mi ha permesso di aprirmi con altri gay, al punto di poter vivere delle brevi avventure vissute forse con una certa urgenza - e poi di essere più rilassato, tanto da essere disponibile a fare un incontro fondamentale con quello che oggi è, da circa un anno, il mio compagno. Questa relazione è veramente completa, come avevo sempre desiderato: sotto il profilo erotico, affettivo ed intellettuale. Certo, non pretendo di affermare che, siccome finalmente ho una storia, tutti i miei problemi sono risolti, ad esempio sul lavoro non sono ancora riuscito ad aprirmi come vorrei con gli amici, ed in famiglia ho fatto un primo passo con mia sorella ma non con i genitori. Comunque mi sembra di aver raggiunto degli obiettivi di grande importanza, anche considerando da dove partivo. Per concludere quest'autoanalisi, direi che, al di là del fatto che oggi sono più solo, sono comunque in possesso degli strumenti che mi permettono di affrontare i miei bisogni ed i miei desideri senza farmi schiacciare dalle paure e dalle convenzioni sociali. Per tornare a noi, direi che il rapporto con te si è instaurato su due livelli: quello professionale e quello della socializzazione. Nel primo (terapia individuale, terapia di gruppo, week-end residenziali) ho avuto spesso delle difficoltà, dovute in gran parte proprio al mio modo problematico di rapportarmi agli altri: sfiducia, paura, impossibilità di vedermi come uno alla pari degli altri ma sempre un gradino sopra o sotto. Però, affrontando anche queste resistenze, credo di aver fatto un buon lavoro, anche perché la contrapposizione che spesso ho avuto con te, è servita proprio per mettere a fuoco i miei blocchi. Per quanto riguarda la socializzazione (mi riferisco agli incontri allargati esperienziali, le conferenze et.), ti riconosco il grandissimo merito di avere ideato un modo di venire allo scoperto che era quello che andavo cercando, e cioè lontano dagli stereotipi del bar e della discoteca. Ho percepito subito il calore della sincerità in te e di riflesso in quasi tutte le persone che partecipavano agli incontri. Questo mi ha messo in grado di aprirmi, fidarmi di te e quindi chiederti di iniziare un trattamento psicoterapeutico. Alla luce dei risultati, ti ringrazio per la fiducia che hai avuto in me quando mi vedevo così problematico da essere in dubbio rispetto alla riuscita del lavoro terapeutico. Ho acquistato fiducia in me stesso, chiarezza nei rapporti con gli altri, capacità di autosservazione e coraggio nel non fuggire davanti alle mie responsabilità e alle mie scelte. Da oggi il mio cammino lo proseguo da solo, sapendo di poter contare su di te se avrò bisogno di un sostegno.
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