PARAISO PUNK ROCK BAR

di

Amicizia , amore e sesso presentati su un ampio ventaglio di sfumature , con una narrazione dal sapore dolce-amaro e a tratti psichedelica , ma dal sicuro impatto...

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E’ abbastanza difficile riassumere in poche righe la miniserie raccolta in questo volume : ben diciotto capitoli , densi di avvenimenti e personaggi , pubblicati originariamente sulla rivista spagnola “El Vibora” e per la prima volta presentati all’estero ( oltretutto in un’ edizione curata ma economica )… A riprova del fatto che la Kappa Edizioni , dopo “Pazzo di te”, continua a distinguersi per la validità delle sue proposte “alternative” , valorizzando opere e autori pressochè sconosciuti ma dall’indubbio valore.

La storia è ambientata a Gijon , una cittadina spagnola sul Golfo di Biscaglia , e prende il via quando Keku , una ragazza spigliata e senza troppe inibizioni , decide di usare il denaro che ha ereditato dal nonno ( in cambio di certe “gentilezze” ) per aprire un pub assieme alla sua amica del cuore Cris.

La storia ruota attorno al locale e al giro di amicizie e conoscenze delle due proprietarie , descrivendo l’evolversi dei loro rapporti e dei loro sentimenti , il tutto in un’ atmosfera che ricorda molto certi film di Pedro Almodovàr e Gregg Araki : amicizia , amore e sesso presentati su un ampio ventaglio di sfumature , con una narrazione dal sapore dolce-amaro e a tratti psichedelica , ma dal sicuro impatto emotivo.

Così , strada facendo , veniamo a conoscenza di un nutrito ed eterogeneo gruppo di personaggi , ognuno ben caratterizzato , “umano” e credibile…

Keku e Cris fanno assumere al loro disco-bar le caratteristiche di un centro sociale , ma la cosa infastidisce parecchio Onofre , il fratello neofascista di Keku , e il suo gruppetto di “commilitoni” sempre pronti a menare le mani ; Braulio è un bellimbusto senza troppo cervello che fa perdere la testa a Cris , ma che non disdegna le “proposte” di Keku , mandando temporaneamente in crisi la convivenza delle due amiche ; Richard è il più buffo e squinternato del gruppo , co-gestore del locale , conosce via e-mail Eve , una ragazza tossicodipendente , se ne innamora e decide di aiutarla , anche se è ambigua e inaffidabile…

A un certo punto , poi , Keku si innamora perdutamente del suo amico Manolo , un ragazzo felicemente gay , che però non ha mai dichiarato pubblicamente il suo orientamento sessuale , e l’evoluzione del loro rapporto sarà l’elemento che caratterizzerà la seconda parte del volume.

Fra Keku e Manolo c’è un’ affinità speciale , e questo preoccupa non poco Luis ( il di lui ragazzo ) che inizia a nutrire dei dubbi sul compagno…In effetti Manolo è confuso , è ci vorrà una rivelazione forzata (ad opera del rompiscatole di turno ) per mettere in chiaro le carte , anche se questo non farà che rinforzare i propositi e i desideri della tenace Keku…Almeno fino a quando il ragazzo non le rivelerà di essere malato di AIDS

Nel frattempo Eve comincia a frequentare i gruppi di tossici locali , e per avere le sue dosi si dimostra disposta a tutto , ma Richard non vuole accorgersene , e questo sarà fonte di guai per tutti…Per Keku e Cris in particolare , anche se adesso , superato lo sgomento iniziale , l’affetto e l’interesse di Keku per Manolo è addirittura aumentato e , nonostante un “confronto a tre ” ( con cui il ragazzo ha tentato di spiegare all’amica che non ha speranze ) , la ragazza non riesce a pensare ad altro…

Tutto ciò , però , non impedirà a Onofre e al suo gruppo di neofascisti di proseguire la loro personale “campagna” contro le minoranze e , dopo aver assalito mendicanti , gitani e tossici , aggrediscono e riducono in fin di vita Manolo e Luis ; intanto Cris , alla ricerca di un rapporto affidabile in tanto trambusto , si rifugia fra le braccia di Paula , un’ amica con cui aveva avuto una relazione ai tempi del liceo…

E adesso che cosa succederà ?

Per saperlo non resta che leggere questo bel fumetto scritto e disegnato da Javi Rodriguez , un giovane autore ( è nato a Oviedo nel 1972 ) che è qui alla sua seconda esperienza professionale e che , nonostante il tratto ancora un po’ acerbo e qualche incertezza nei dialoghi , realizza qualcosa di decisamente interessante e fuori dalle righe , capace di raccontare la vita e le sue contraddizioni in maniera nitida , intensa e drammatica , senza scadere nel “deja vù” dei soliti luoghi comuni e delle solite ipocrisie.

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