Intervista esclusiva ad Anna Mazzamauro: “Dite pure addio alla Signorina Silvani!”

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"Da bambina recitavo in bagno ed è per questo che sono diventata un cesso!": parola di Anna Mazzamauro.

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Da piccola recitava nel bagno di casa ed è per questo che è diventata un “cesso”, come si definirà, più volte, nel corso della lunga intervista. Avrebbe voluto interpretare Rossella O’Hara in Via col vento e, invece, si ritrova ad essere, nell’immaginario collettivo italiano, l’eterna Signorina Silvani dalla quale, Anna Mazzamauro, oggi, prende profondamente le distanze.  Dopo anni di teatro, tra grandi città e piccole realtà, l’iconica Anna torna al cinema con Poveri ma ricchi, una brillante commedia natalizia dove l’attrice, che fa di tutto per non nascondere i suoi quasi ottanta anni, recita assieme a Christian De Sica, Enrico Brignano e Lucia Ocone. A sentirla parlare sembrerebbe una donna molto felice, ma dietro quell’ironia incontenibile si nasconde una profonda malinconia e una voglia, sfacciata, di non arrendersi mai.

Dopo un bel po’ di anni torna al cinema. Che effetto le fa?

Le dispiace se iniziamo a darci del tu? Tornare al cinema, per me, è un po’ come ritrovare un compagno di scuola. Uno di quelli che non ti era neanche troppo simpatico. Io sono un animale da palcoscenico, oltre che un animale (ride, ndr) e con questo vorrei evidenziare che gli attori di teatro hanno, almeno secondo me, una marcia in più. Non voglio fare la snob, ma al cinema non si entra nel personaggio come lo si fa con il teatro. Io non so mai come finiscono i miei film.

In che senso?

Spesso, a seconda delle esigenze, si inizia a girare con la scena finale e poi, magari, si gira un’altra scena che non sai neanche in che parte del film verrà collocata. Che poi, detto tra noi, non vado mai a vedere i miei film al cinema. Non vorrei sembrare inopportuna, scomoda e saccente, ma è la verità. Io sento molto più mio il teatro.

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Cos’ha il teatro che non ha il cinema?

L’immediatezza. A teatro o emozioni subito o non emozioni più. E’ tutto più veloce. Quando si apre il sipario, c’è un mondo.  

E come ti sei trovata a recitare con due mostri sacri come Brignano e De Sica?

Christian è un attore meraviglioso. Una persona bravissima. Un signore, bello dentro e bello fuori. Parlare con lui mi ha dato la sensazione di essere nel salotto buono del vero spettacolo italiano.

E Brignano?

Di Enrico non vorrei parlare, se non ti dispiace.

Con te, nel cast, anche l’attrice Lucia Ocone. Sei mai stata una rivale delle donne?

Io? Mai! Lucia è una donna brillante, geniale e anche molto brava. Ci siamo parlate poco, questo sì. Non per chissà quale motivo, ma quando ci trovavamo al trucco, alle sei della mattina, il sonno la faceva da padrone. Spesso ci si parla più sul set, che nel backstage. Incredibile.

E invece hai mai subito invidie e gelosie da parte del gentil sesso?

Non saprei. Non credo, ma ho subito tanta stima dalle mie colleghe. Io non mi pongo mai come l’attrice che merita rispetto, piuttosto mi metto a disposizione per aiutarli, laddove ce ne sia bisogno.

Dicono che i comici siano particolarmente stronzi. Tu sei un po’ stronza?

Io sono stronzissima, altroché! Se non fossi stata stronza ti avrei detto: “mi piace tanto fare il cinema perché da visibilità , soldi e successo.” Scherzi a parte, non sono una stronza. O almeno credo di non esserlo.

Dimmi la verità: ma quella Signorina Silvani non ti sta un po’ troppo stretta?

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E’ stata sempre stretta. Io non rinnego niente, ben vengano tutti quei Fantozzi, ma io da bambina volevo fare Rossella O’Hara in Via Col vento. Senza la Silvani non avrei avuto tutta questa popolarità, però mi ha incorniciata troppo. Io amo l’Italia in tutte le sue orrendezze, ma non sopporto questo voler far fare, a tutti i costi, sempre lo stesso personaggio. Ho lavorato tanto affinché la gente mi venisse a vedere a teatro perché sono Anna Mazzamauro e non la Silvani.

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Non hai mai pensato: ora basta, non la farò mai più?

Ma sai, la Silvani è come un cartone animato. Non è questione di fare o non fare. E’ un personaggio intramontabile e che resterà per sempre. L’ho messa come un quadrifoglio fortunato all’interno del mio diario, poi ho girato due, tre pagine e l’ho spiaccicato per bene. Questo a voler dire che ora guardo avanti sfogliando altre pagine.

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E’ vero che da bambina recitavi in bagno?

Sì, ed è per questo che sono diventata un cesso!

Hai sempre evidenziato la tua bruttezza: non ti sei mai stufata di prenderti così tanto in giro?

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