Donatella Rettore: “Carlo, riprendimi a Tale & Quale Show”

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"Sono cresciuta in mezzo ai gay e anche mia madre, un po’ come me, andava d’accordo solo con loro".

Rettore
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In passato dichiarò che la peggior nemica di Rettore è se stessa. Oggi, invece, la cantante non la pensa più così.

Infatti, in queste ultime ore, la Rettore della musica italiana è tornata a far parlare per delle frasi al limite dello strappalike sui suoi profili social. Dopo aver abbandonato il cast di Tale & Quale Show per motivi di salute, la cantante che ha reso familiare un rettile come il “cobra”, ha chiesto aiuto ai suoi seguaci per tornare nell’ultima puntata della fortunata trasmissione di Rai1 e, a poche ore dalla finale, la “stralunata” Rettore mette in piazza la sua nuda verità e parla, per la prima volta, della giuria, del vero motivo che l’ha spinta ad abbandonare il programma, ma anche del nuovo Sanremo targato Claudio Baglioni e di quell’occasione che aspetta ancora oggi.

Pochi giorni fa, sui tuoi canali social, scrivevi: “Aiutatemi a tornare a Tale & Quale Show!”. Perché tutta questa voglia di tornare sul luogo del delitto?

La verità? Volevo fare una strepitosa Mariangela Melato, come avevo promesso a Carlo Conti. Quando accettai di partecipare al programma, avevo un progetto ben preciso circa i personaggi che avrei dovuto interpretare. Purtroppo, però, quel contratto non è stato rispettato. Pensa che alcuni dei personaggi che avrei dovuto fare mi sono stati “scippati” in corsa. Avrei voluto interpretare artisti che rientrassero di più nel mio stile e nelle mie corde, come Lady Gaga in Million Reasons. Ma sai cosa mi dicevano? No, quella canzone non la conosce nessuno. Ma che palle! Tutto questo mi ha causato molto stress.

Qualche malelingua sostiene che tu non abbia abbandonato il gioco per motivi di salute, ma per ben altre ragioni…

Non è vero! Sono andata via con 39 di febbre e i medici mi han chiaramente detto: “Rettore, lei si deve fermare e non la lasceremo mai andare via!”. Il prossimo step era la dialisi.

Starai mica pensando di proporti per la prossima edizione?

Mi piacerebbe, ma si vocifera che la prossima edizione sarà con persone comuni. Io ho lasciato un percorso a metà e vorrei portarlo a termine. 

Una volta uscita hai ricevuto manifestazioni d’affetto da parte degli altri concorrenti in gara?

Assolutamente, specialmente da Annalisa Minetti e da Edy Angelillo. 

Anche Platinette, qualcosa di carino, l’ha detto…

Platinette, a dire il vero, sembrava non si fosse accorta di niente. Mentre stavo a pezzi, mi fece: “Dai, ci vediamo domani che facciamo l’intervista per Pride”. Non ebbi il coraggio di dirle che domani non sarei più tornata.

In molti, sul web, non perdonano la tua “eccessiva” sincerità nei confronti di Marco Carta. Delle volte non pensi di essere un po’ troppo dura?

Marco Carta? Mi devono pagare per parlare male di lui! Non ho mai detto che lui è “Carta straccia” come scrivono, anzi. Non conosco la sua discografia, è vero, ma è un ragazzo per bene. È insopportabile che qualsiasi maldicenza, sul web, venga sempre affibbiata a me.

La giura del programma, invece, con te non è che sia stata proprio generosa, non trovi?

La giuria, poveretta, che deve fare? Io non posso essere ossequiosa e prostrarmi davanti a tre persone che ritengo mie pari. Io sono educata, rispettosa, ma non sono neanche una leccaculo! 

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Qualcuno notava una certa insofferenza di Loretta Goggi ad ogni tua esibizione. Cattiveria o amara verità?

Non saprei. Si è anche commossa durante la mia esibizione di Gabriella Ferri. Io, tutta questa insofferenza, in tutta sincerità, non l’ho vista. 

Che poi, fino a poco prima che venisse reso pubblico il cast di Tale & Quale Show, ti davano per certa anche a Pechino Express, ma anche al Grande Fratello Vip…

Pechino Express, è vero. Il GF Vip, invece, non me l’ha mai proposto nessuno. 

E perché hai rifiutato il game show di Rai2?

Non l’avevo rifiutato, anzi. Io ero prontissima per partire e pensa che avevo anche fatto il passaporto, ma ad una settimana dalla partenza mi mandarono un contratto lungo quanto un libro. Io, che in quel momento avevo diverse cose da fare, portai quella marea di fogli dal mio Avvocato per capire a cosa sarei andata incontro se avessi firmato il tutto. Pare che nel pacchetto ci fosse scritto che, una volta firmato, sarei entrata nel management di un’altra persona, che non era più il mio fedele Andrea Di Carlo. Chiamai subito chi di dovere per capire quest’anomalia e mi assicurarono che, una volta partita, avrebbero corretto il tutto. Alla fine, per tempistiche e incastri, sono rimasta in Italia. Stessa cosa valeva anche per il mio compagno di viaggio.

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