Gay for pay: sesso estremo sul set, violenza con le donne

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Aumentano i casi di porno attori gay for pay che, fuori dal set, diventano violenti con le compagne: aggressioni, pestaggi e perfino tentati omicidi. Cosa scatena tanta violenza?

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Stando alle notizie di cronaca c’è un fenomeno in costante crescita nel mondo della pornografia gay, che di certo non fa onore a tanti gay porn performer che per anni sono stati icone omoerotiche di livello internazionale. Questo fenomeno, però, riguarda esclusivamente i bisessuali o i cosiddetti gay for pay, e cioè i sedicenti etero che si prestano alla pornografia gay fondamentalmente per una questione di soldi. Quando si ritirano dal set, o magari vedono che la loro carriera è in discesa, tendono a diventare molto aggressivi nei confronti delle rispettive mogli, fidanzate e compagne. Certo ci sono anche tanti gay for pay che iniziano ad avere una normale vita etero, magari mettendo su famiglia e diventando buoni padri come nel caso di Charles Casper Peyton, in arte Jeff Stryker, ma la quantità di gay for pay che danno di matto in maniera preoccupante è decisamente alta.

Il 9 dicembre prossimo, ad esempio, la Corte Superiore di Sacramento (California) deciderà la sorte di Marc Anthony Donais, meglio noto come Ryan Idol, vero e proprio mito del porno gay dei primi anni ’90. L’accusa, molto pesante, è di tentato omicidio nei confronti della sua ragazza, che sarebbe stata quasi uccisa da lui col coperchio di uno sciacquone da bagno, durante una lite. Ora, al di là dello squallore di questo episodio, bisogna considerare che non si tratta di un caso isolato e che molti gay for pay hanno dovuto trascorrere in prigione periodi più o meno lunghi proprio a causa di simili situazioni. E non si è trattato solo di gay for pay che si sono ritirati da tempo, ma anche di personaggi che  al momento dei fatti si trovavano sulla cresta dell’onda o quasi, come è accaduto a Mark Dalton qualche anno fa. La cosa ironica, se vogliamo, è che molti di questi personaggi sono stati veri e propri punti di riferimento per generazioni di giovani omosessuali, che hanno imparato ad accettarsi anche grazie ai loro video. Il regista esordiente Adam Baran (già editore della rivista cult Butt Magazine), ad esempio, sta lavorando ad un film a tematica gay che si intitolerà "Jackpot", e che si ispirerà, in parte, proprio alla sua vita, nonchè alla scoperta e all’accettazione della propria omosessualità grazie alla pornografia…

Partendo proprio dalla visione di una foto di Ryan Idol! Pensare che adesso Ryan Idol sia diventato un quarantasettenne trasandato e manesco, lontanissimo dalla bellezza apollinea che lo aveva caratterizzato in passato, sicuramente dispiace, però potrebbe anche stimolare qualche riflessione interessante. Nel senso che, forse, non tutti i gay for pay hanno poi le idee così chiare su quello che vogliono davvero, e magari questo li porta a fare delle scelte che nel lungo periodo li logorano e gli fanno perdere il controllo. Esemplare, in questo senso, è una recente intervista a Rick McCoy, un giovane ex-marine che da poco è diventato un apprezzato gay for pay per vari siti internet. Quando gli è stato chiesto se preferiva il porno gay o il sesso etero ha risposto che: «Direi che preferisco il sesso etero, ma il mondo della pornografia gay è molto più divertente vivendolo da dentro. Tutti nel porno gay hanno voglia di chiacchierare e sono amichevoli, si scopa bene e quando si finisce si ha la sensazione di essere in una specie di confraternita». Sarà vero o si tratta della solita mossa pubblicitaria?

Certo è che, se la sua dichiarazione fosse onesta, farebbe sorgere qualche interrogativo. In teoria il sesso preferito non dovrebbe essere quello più divertente e in cui ci si sente più a proprio agio? Se un gay for pay si diverte così tanto a fare il gay for pay siamo davvero sicuri che si tratti davvero di un gay "part time" e basta? In effetti anche nei video porno di dieci o venti anni fa i sedicenti gay for pay abbondavano, ma a parte qualche raro caso li si riconosceva proprio perchè la loro espressione era tutto fuorchè allegra, rilassata e coinvolta. I gay for pay di oggi, invece, sembrano addirittura più allegri e solari dei loro colleghi dichiaratamente gay. Che sia tutta una recita è abbastanza difficile crederlo, anche perchè chi arriva al porno gay non passa dall’Actor Studio, e sicuramente il viagra non ha il potere di dare a tutti questi ragazzi un’espressione allegra e gioviale prima e dopo i loro amplessi gay. Quindi i casi sono due: o il sesso gay inizia ad essere considerato più o meno come uno sport da parte dei ragazzi etero, oppure questi ragazzi tanto etero non sono, anche se magari non se ne rendono conto… Fino a quando non si ritrovano soli con le loro compagne, e con se stessi, e allora cominciano i guai.

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